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Orecchietta: dal gusto al design

Del: 12/04/2007

Patrocinata dalla Regione Puglia, durante la settimana milanese del Salone del Mobile, l’orecchietta farà mostra di sè in un evento dal titolo “Orecchietta: dal gusto al design”.


Oltre 70 opere omaggiano la pasta pugliese, ispirandosi alle sue linee sinuose. E tra gli autori: 4 importanti designer (Laura Giugiaro, Luisa Bocchietto, Patrizia Scarzella e Giovanna Talocci) che hanno collaborato al progetto firmato da Masseria Torre Coccaro e coordinato da Anty Pansera, storica del design; una trentina di professionisti del mondo del design e 35 giovani “under 35”.

L’idea è stata infatti promossa da Masseria Torre Coccaro di Savelletri di Fasano, che è fatta portavoce dei valori della Puglia e della sua grande tradizione gastronomica, coniugandola nel Design. Un intreccio tra tradizione ed innovazione, che rispecchia perfettamente lo stile della Masseria, connubio perfetto di lusso, eleganza e tradizioni agresti regionali.

E’ proprio Rossana Muolo contitolare di Masseria Torre Coccaro a spiegare il significato del progetto: “Così come la masseria da avamposto di difesa militare ha saputo reinventarsi e riproporsi come oasi di benessere e genuinità, anche l’orecchietta, emblema della cucina pugliese, ha voluto essere il punto di partenza per la creazione di oggetti adatti ad un nuovo tipo di contesto”.

E i risultati sono arrivati: dalla semplicità di uno spillo con la capocchia a forma di orecchietta, ad una tecnologica piscina con collettore solare che evoca una forchetta.

Funzionalità è la parola d’ordine degli “under 35”, che hanno privilegiato un’interpretazione dell’orecchietta concreta, legata al quotidiano e all’utilizzo pratico dell’oggetto. Lampade, poltrone e sgabelli, gioielli, piatti e contenitori, in diversi colori e materiali, caratterizzano la produzione dei partecipanti al Premio, tra cui si distinguono anche spunti particolari, come l’illustrazione “U.F.O”, o idee per il prệt-à–porter, come la sciarpa pieghevole, o il vestito in tessuto d’orecchiette, o, ancora, ad un gioco divertente per i più piccoli come “Orecchiettone”.

Più staccati dalla concretezza dell’oggetto i professionisti, che oltre a sedie, piatti, borse e tessuti, hanno giocato con fantasia e significati, arrivando, in alcuni casi, ad una vera e propria poetica dell’orecchietta. Come nel dipinto “Il Miracolo nella Taverna”, omaggio all’intensità della pittura di Caravaggio, dove l’elemento centrale dissacrante è un pacco di orecchiette, o nell’elaborazione grafica “Senti…”, che lascia spazio all’immaginazione individuale. Sono numerose le proposte che lasciano il piano della realtà e della concretezza, per mettere in risalto l’aspetto evocativo della pasta pugliese, e per stimolare l’interpretazione dello spettatore. Arricchiscono la produzione dei designer due testi letterari: il racconto “Un pezzetto di pasta” e la poesia “Madrigale per un lampadario”.

E anche Luisa Bocchietto, Laura Giugiaro, Patrizia Scarzella e Giovanna Talocci, le affermate designer che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, non hanno resistito all’invitante richiamo dell’orecchietta. Bocchietto ha puntato su un’inconsueta fonte luminosa a soffitto che illuminerà la location della mostra, mentre Giugiaro ha visto nella pasta pugliese il punto di partenza per un accessorio particolare da tavola, un fermatovagliolo zip. Scarzella ha fatto addirittura il bis, con un vezzoso cappellino in lana merinos arricchito da due ornamenti ad orecchietta, e con un tappeto in feltro la cui texture rimanda alla pasta. Talocci, infine, ha ideato insieme a Rina Minardi un simpatico set di ciotole colorate.

Ad esaltare lo spirito innovativo e creativo delle opere della mostra “Orecchietta dal gusto al design” sarà la suggestiva cornice della Biblioteca di Santa Maria Incoronata a Milano, gioiello del ‘400 a cui da poco è stato restituito l’antico splendore attraverso un intervento di restauro. Una location di classe, ancora poco conosciuta, divisa in tre navate, di cui quella centrale, più ampia, è arricchita da una serie perfetta di colonnine e archi a tutto sesto. Ricchezza architettonica, ma anche pittorica, con affreschi che raffigurano, tra gli altri, il trigramma di San Bernardino.

 
 

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