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Neuromarketing

Del: 18/05/2007

Aiutare le aziende a massimizzare gli investimenti in comunicazione, riducendo al minimo il margine di errore; aiutare a capire il posizionamento emotivo e gli effetti sulla psiche di tutti gli stimoli comunicazionali, fornendo un determinante contributo nella messa a punto di messaggi e nella verifica e ottimizzazione della loro efficacia basandosi sull’osservazione della Psicologia Collettiva, individuando e analizzando il Positioning Emotivo Profondo Collettivo di un concept, di una equity aziendale o di un testimonial. L’innovazione anche nel campo della ricerca.

La psiche del consumatore può essere rappresentata come un iceberg, in cui la massa emergente, circa il 30% del volume totale, rappresenta i bisogni espliciti e i comportamenti manifesti, mentre il 70%, la massa nascosta, è la parte emozionale. La ricerca psicolinguistica studia le situazioni emotive alla base del 70% dei comportamenti dell’essere umano, presieduti dall’emisfero cerebrale destro, attraverso l’analisi profonda delle reazioni agli stimoli comunicazionali, alla ricerca non delle peculiarità individuali ma di ciò che è trasversale nell’immaginario collettivo. L’efficacia della comunicazione si basa infatti su tre fattori: il posizionamento del concetto merceologico nella mente del consumatore (il dove), il contenuto del messaggio (il cosa) ed il modo in cui ottimizzare l’efficacia del messaggio (il come): la psicolinguistica studia questi tre fattori e verifica che a certi segni corrisponda la percezione collettiva di certi concetti, secondo una logica emotiva estremamente precisa. La ricerca psicolinguistica ha dimostrato che la psiche emotiva di tutti gli individui reagisce agli stimoli attraverso le stesse dinamiche: la metodologia applica dei mapping concettuali all’interno del sistema emozionale collettivo delineato sulla base di interviste continuative ad un’ampia base statistica campionaria incrociata con rilevazioni ad hoc.

Abbiamo delineato un quadro dei principali stati emotivi, basato su modelli scientifici internazionali, in cui sono stati posizionati e sono posizionabili (attraverso un sistema neuronale a tecnologia avanzata ed un software depositato) oltre 2.000 concetti ricorrenti. La metodologia utilizzata dall’Istituto consente di inserire nel mapping e nel software nuovi concetti, di esplorare il contenuto delle aree concettuali, di quantificare l’efficacia dei concept creativi e di individuare il codice più efficace di segni creativi per ogni concetto.

L’aumento esponenziale dei competitor di mercato e del bombardamento mediatico necessita dunque di una risposta attraverso strumenti più selettivi e interagenti tra loro: ecco dunque le tecniche di bio neuro feedback (comunemente definite neuromarketing) e la possibilità di interfacciare i suoi risultati con quelli delle ricerche tradizionali e psicolinguistiche. L’interfaccia di questi tre flussi di dati portano a risultati sempre più precisi e tali da individuare frame by frame (nel caso di uno spot) i punti deboli e quelli invece coerenti con il concept del messaggio.

                                                                Gianandrea Abbate 
                                                                          partner Psycho-Research

 
 

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