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Spambots all’ attacco. Chi è il killer della killer application di Internet?

Del: 02/04/2004

Lo spamming sta diventando un problema. Tante più email riceviamo tante più energie cognitive sprechiamo per selezionare il contenuto che ci interessa da quello che non ci interessa o addirittura ci infastidisce. Lo spamming ha un costo sociale altissimo, in una società dove l’ information overload comincia a creare grossi problemi alla produttività informativa della rete.

Oggi secondo New Scientist siamo a circa il 50% di spam sul totale dei messaggi email.

Come sarà in futuro?
Secondo David Heckerman, che dirige il Machine Learning and Applied Statistics group di Microsoft Research, lo spam “potrebbe arrivare presto al 90% di tutte le email. Se dovesse succedere la maggior parte della gente semplicemente smetterebbe di usare l’ email”.

Secondo IDC, solo negli USA si mandano 4,9 triliardi di spamming email, con un aumento dell’ 85% rispetto all’ anno scorso.
Il tempo perso a causa dello spamming, secondo lo stesso istituto di ricerca, costa al sistema americano 8,9 miliardi di dollari all’ anno.
Se il 50% di email è spamming, ci sono notevoli conseguenze negative anche sul fronte dei costi per le imprese.
Basti pensare alla banda di telecomunicazione e agli spazi di memoria sprecati.
Contrastare gli spammer non è facile anche perché in Rete è facile nascondere la fonte di provenienza del messaggio.
Quali soluzioni si stanno studiando negli USA per controllare il rischio che lo spammig mandi il tilt la Rete?

Scoprilo nello studio allegato della professoressa Mandelli.

 
 

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