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Comunicazione sociale: risorsa del benessere collettivo?

Del: 18/06/2007


La comunicazione è una componente fondamentale per la società e tutta la storia umana è storia dello sviluppo della capacità dell’uomo di comunicare in forme sempre più efficaci. La comunicazione sociale si presenta come quella forma di comunicazione capace più di altre di veicolare valori fondamentali per il benessere collettivo, dando nuovo impulso a tutte quelle attività che cercano di coniugare interesse individuale e benessere sociale.

Purtroppo, nonostante nel solo 1995 siano apparse 75 campagne sociali, per un totale di 85 miliardi al valore commerciale, ci si rende conto che la comunicazione sociale è ancora un fatto episodico, privo di una strategia, ed è invece evidente che per contribuire a risolvere problemi legati all’atteggiamento e al comportamento dei cittadini sul piano sociale servono azioni articolate e costanti. Per fare questo occorre che anche all’interno delle attività sociali possano insediarsi i principi del marketing.

Come per vendere un prodotto occorre attenzione alla sua qualità, il suo prezzo, il suo packaging, la sua distribuzione, così anche per la comunicazione sociale è indispensabile coordinare tutti gli elementi per rendere efficace l’azione. Coordinati i quali la comunicazione sociale, solo allora, potrà fecondamente sollecitare le motivazioni dell’agire umano.

Poco si riflette sul ruolo della comunicazione sociale nel formare le coscienze e le conoscenze, su come essa possa essere strumento per modificare gli stereotipi e su come sia strumento complementare e sussidiario a tutte le altre agenzie socio-pedagogiche.

Essa può contribuire a trasformare l’uomo da atomo sociale a nucleo di un complesso organismo relazionale, facilitando la circolazione diffusa di tutte quelle istanze che vengono dalla voce debole di quanti, depauperati dei diritti fondamentali, non possiedono altro mezzo se non la denuncia fatta dai soggetti più attenti al loro grido...È da questi elementi che nasce la crescita di questa tipologia di comunicazione, destinata, per vocazione, ad assumere il ruolo di un advertising etico che non deve essere confuso con la generica comunicazione pubblica, ma allo stesso tempo non deve assumere il carattere di un precetto dogmatico. In questo scenario anche l’impresa privata, anzi soprattutto essa, deve farsi interprete di azioni attive a sostegno di tutti i processi di comunicazione sociale, ricavandone un vantaggio di prospettiva a medio e lungo termine.

Storicamente, il merito dell’advertising sociale è stato quello di aver contribuito ad inserire nell’agenda dei singoli e dei pubblici poteri, in una posizione rilevante, una serie di temi sociali rilevanti (ambiente, AIDS, donazione del sangue...), nuove istanze che hanno trovato legittimazione all’esterno dei soggetti strettamente interessati, rianimando un processo rimasto troppo a lungo latente nell’ovvio quotidiano.

Responsabilità così grandi incontrano difficoltà specifiche legate alla stessa natura della comunicazione sociale:

  •  la necessità di raggiungere un target vasto ed indifferenziato
  • l’utilizzo di codici anacronistici
  • la carenza di una grammatica specifica
  • la convinzione che produrre comunicazione sociale sia già sufficiente
  • l’uso poco ortodosso del mezzo pubblicitario

Manca un feedback che offra indicazioni sugli atteggiamenti dei fruitori dei messaggi sociali, mancano ricerche specifiche, entrambi indispensabili pilastri di una pianificazione efficiente ed efficace. Appare sempre più evidente che per raggiungere obiettivi così alti si debba abbandonare la veste in “bianco e nero” delle comunicazioni sociali, prive di appeal per il ricevente.

E’ necessario un nuovo cromatismo comunicazionale, che già in parte sta prendendo piede ma pecca ancora nel consolidamento.

Forse la soluzione sta nel riflettere la realtà, nel mostrare e denunciare le vicende e le problematiche così come si presentano nel mondo reale; mettendo sotto gli occhi di tutti verità scomode. Potrebbe essere l’inizio di una nuova tecnica rappresentativa, un suggerimento per quanti riflettono sul tema. O semplicemente l’inizio di nuovo progetto che interessa tutte le genti.

                                                                       Marco Valenti

                                     www.comunicandoilsociale.wordpress.com

 

 
 

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