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La donna dagli anni 50 ad oggi

Del: 18/06/2007

Donne: formose o magre, alte o basse, fragili e forti, sempre seducenti, fotografia di un tempo che passa.
In occasione del suo compleanno, ben 50 anni, Cera di Cupra festeggia l’importante traguardo con un omaggio alla bellezza delle donne italiane ripercorrendo i loro cambiamenti ed evoluzioni nell’immaginario collettivo, nel cinema, nella fotografia, nella società. In collaborazione con Almed - Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cera di Cupra racconta la donna attraverso l’occhio della cinepresa con un excursus nella filmografia italiana dagli anni 50 ad oggi, un percorso nell’immaginario cinematografico che consegna i tratti salienti delle evoluzioni dell’immagine femminile e del suo ruolo nella società.

Tramite alcuni spezzoni cinematografici la figura femminile viene raccontata nella sua evoluzione storica-sociologica dalla ricerca condotta da Chiara Giaccardi, Docente di Sociologia della Comunicazione e Comunicazione Interculturale presso l’Università Cattolica. Si alternano a Chiara Giaccardi i contributi di alcune note personalità del mondo della filosofia, della cultura, della fotografia e dello spettacolo, che, in piccoli camei, offrono la loro esperienza personale e professionale di contaminazione con il mondo della bellezza femminile. Ecco allora la poetessa Alda Merini, il filosofo Giulio Giorello, il fotografo Gianni Berengo Gardin, la ballerina Anbeta Toromani rievocare episodi, ricordi e opinioni sulla donna di ieri, di oggi, di domani.

La donna negli anni ha indossato diverse vesti e ricoperto numerosi ruoli, fino a racchiudere la sintesi e la molteplicità di tante donne diverse. La donna del nuovo millennio esprime la sua carica seduttiva in modo meno epidermico e immediatamente evidente ma più interiore, più profondo: il suo essere ‘femmina’ è intuito e non manifesto, va scoperto, interpretato.

Il cinema, da sempre specchio dei tempi e finestra dell’immaginario, ha presentato donne belle e diverse. La Silvana Mangano di Riso Amaro è capace di essere immediatamente e esplicitamente seducente anche immersa in una risaia; Sofia Loren, icona della prorompente femminilità popolare tipica degli anni ’60 seduce con uno sguardo. Nella donna di oggi questa ‘femminilità’ a fior di pelle, istintiva e univoca, è infatti più nascosta e più sommersa, dopo l’aver accolto dentro sé immagini variegate di una donna che si scopre forte, interiore, affascinante, libera e consapevole ma forse più complicata da capire, più disillusa. Desiderosa di sedurre ma, certamente, più sovrastrutturata nel farlo. Come la dolce e un po’ nevrotica Margherita Buy de Il Caimano, la Morante disperata ma salda nei suoi valori per superare il dolore più grande della vita ne La Stanza del Figlio, la Mezzogiorno tradita e costretta a riscoprire la seduzione come difesa al dolore e alla delusione ne L’Ultimo Bacio.

Messa da parte l’immagine della mondina degli anni ’50, negli anni 70 è stata la volta della donna che ribalta i ruoli e detiene il potere sociale ed economico come la Mariangela Melato di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, che al pari dell’uomo si fa coinvolgere nella tragedia sociale del terrorismo come la Maya Sansa di Buongiorno Notte.

Gli anni ’80 ricordano una splendida Ornella Muti ne Il Bisbetico Domato, icona di una femminilità bamboleggiante e oggetto del desiderio che continua a raffigurare, per l’uomo, l’ideale di compagna: rappresentazione perfetta del momento massimo di resistenza dell’immaginario maschile alle evoluzioni della donna che, affermandosi nel lavoro e nel privato, lo spaventa rendendolo insicuro e inadeguato. Accanto alla donna manager, affermata, in ‘tailleur di Armani con le spalle larghe’ come ricorda la sociologa Chiara Giaccardi, gli anni 80’ dipingono anche la donna smarrita, in balia dei dubbi del maschio, come Laura Morante in Bianca o Teresa de Sio in Scusate il ritardo. Il nuovo millennio parla di una donna dai mille volti, surreale come la Licia Maglietta di Pane e Tulipani, attonita ma combattiva come la Buy de Le Fate Ignoranti, cerebralmente seduttiva come Olivia Magnani in Le conseguenze dell’amore, spregiudicata come Asia Argento in Viola Bacia Tutti.
Donna di tutti i giorni e non ‘bellezza celestiale che dopo un po’ viene a noia’ come dice il filosofo Giulio Giorello; bella di una bellezza profonda, da scoprire: una donna che, come chiosa Chiara Giaccardi, ‘non posso dire bella se non dopo averle parlato’.

La donna italiana si ‘mette in mostra’ attraverso un percorso che Cera di Cupra offre al pubblico nei foyer dei migliori cinema italiani da giugno a novembre 2007, ripercorrendo questa evoluzione dell’immagine e del ruolo sociale attraverso l’obiettivo fotografico, in un susseguirsi di scatti forniti dall’Archivio fotografico Alinari.

 
 

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