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BYouLog

Del: 19/06/2007


Nasce il Blog di Business World, dall’idea della sua fondatrice Antonia Santopietro: BYouLog, un luogo virtuale in cui i professionisti del business si incontrano per parlare di attualità, economia, marketing, comunicazione…sì di lavoro, ma….fuori dal contesto lavorativo...liberi di dire, commentare, riflettere, riportare esperienze, condividere ansie, timori, momenti ‘out’, ma anche successi e soddisfazioni...Un luogo in cui trovare altre esperienze e discutere di quelle comuni.

Parliamone con l’ideatrice, per comprendere le dinamiche sociali e professionali alla base di questo progetto.

Buongiorno Antonia, ho visto nei giorni scorsi che hai aperto un nuovo blog dal titolo "Spazio, Tempo e Voce". Come mai questa idea e di che cosa si parla?
L’idea mi è venuta ascoltando le conversazioni delle persone quando non lavorano! Professionisti, manager, imprenditori, impiegati a tutti i livelli che, come dire, ‘a luci spente’ tirano fuori sensazioni, emozioni ed umori a margine della loro giornata, o delle loro vita ‘in carriera’.
Spesso questi umori, queste sensazioni, non vengono sufficientemente esternate, e rimangono attaccate addosso a noi anche quando non siamo più in quel ruolo. E’ innegabile che i ritmi delle attuali giornate lavorative finiscano per assorbirci del tutto, certo se a guidarci è la passione per quello che si fa, tutto ha un senso, anche a volte il dimenticarsi di sé e delle proprie esigenze. Questo Blog vuole essere un’offerta spazio-temporale per condividere esperienze ed emozioni ma anche per incontrare nuove persone e perchè no, per confrontarsi su tematiche comuni…BeYou non significa solo sii te stesso nell’esprimere opinioni sui vari temi, ma anche qualcosa di più profondo: un invito ad attivare un contatto con quella parte di sé che rimane nel nostro inconscio...

Secondo te oggi l’organizzazione e i ritmi del business tendono a bloccarci nella routine e nelle pratiche di ogni giorno, impedendoci di crescere? E, se sì, quale può essere un rimedio?
Osservando molti contesti organizzativi sia piccoli che più strutturati, ho maturato l’idea che, considerando sia le dinamiche gerarchiche che quelle intra-funzionali, le persone entrano in relazione sia come ‘risorse’ integrate nell’organizzazione in base al ruolo ricoperto, che come ‘persone’ in un micro-cosmo sociale. Le persone hanno aspettative, motivazioni, sogni, vite in corso, ma anche potenzialità, e non ultimo la propria personalità. A volte, succede che il contesto organizzativo non riesca a farsi carico di tutto questo e si finisca per provare quello che io chiamo effetto tapis roulant: si corre inseguendo un nastro, bisogna portare il ritmo, se ci si ferma si rischia di cadere! I rimedi sono tanti e molte discipline oggi ci vengono incontro, il loro punto di convergenza è il benessere psico-fisico di ognuno di noi, conciliato con una sana ambizione e desiderio di vedere riconosciuto il proprio operato o espressi i propri potenziali, a tutti i livelli.

Una delle categorie di discussione è il capo. Alcune ricerche recenti dicono che il rapporto degli italiani con i superiori mediamente non sia buono: tu cosa ne pensi e, in generale, di che cosa si parla in questa parte del blog?
In effetti, mi aspetto che questa rubrica sia molto gettonata in termini di sfoghi! Certo, credo che un rapporto di tipo problematico sia presente tra i rapporti più articolati nelle dinamiche relazionali aziendali. In questa parte del Blog spero che ci sia spazio per un dibattito attivo: capi e collaboratori che si confrontano può essere un’opportunità per tutti per riflettere, e anche uno scambio di ruoli virtuale potrebbe addirittura essere auspicabile!

Altro argomento caldo: le riunioni. Necessario momento di confronto o certe volte solo rito aziendale?
Sebbene rispondano ad una particolare esigenza organizzativa, ritengo che in molti casi la seconda ipotesi sia la più vicina alla realtà; mi aveva molto colpito il titolo di un recente libro di Patrick Lencioni dal titolo Morto di riunioni in cui il brillante autore descrive l’inutilità di buona parte delle riunioni aziendali che vengono organizzate, ai vari livelli, con cadenza pressoché quotidiana, per discutere tra manager, quadri, consulenti ed esperti, in merito ai vari problemi di volta in volta posti dai direttori. E’ quantomeno emblematica e poi non così lontana dalla realtà la storiella che racconto sul Blog, quella dell’amico manager che , nel momento in cui gli chiedo via sms "Ciao come stai?" mi risponde "Sono in riunione" , come se questo fosse uno stato di salute che preveda una cura! Certo ci si potrebbe ammalare di ‘runionite acuta’!

                                                          Gianluigi Zarantonello
                                             www.gianluigizarantonello.it

 
 

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