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Rinnovamenti urbani

Del: 19/06/2007

A partire dagli anni settanta del XX secolo gli approcci, attraverso cui si è cercato di affrontare le problematiche legate allo spazio antropizzato per eccellenza, quale la città risulta essere, sono progressivamente mutati, evolvendosi secondo tre principali direttrici d’intervento.

Da logiche di riqualificazione, basate su processi decisionali verticali e unidirezionali, che dalle Pubbliche Amministrazioni si diramano sul territorio circostante attraverso le linee guida dettate dal Piano Regolatore Generale, si sono avuti fenomeni di rivitalizzazione, che hanno interessato soprattutto gli anni ottanta del secolo scorso, per giungere all’attuazione di pratiche di rigenerazione del tessuto urbano. Ciò che contraddistingue quest’ultimo modo di porsi nei confronti delle realtà metropolitane di grandi e medie dimensioni sono: la forte interazione tra gli amministratori, la comunità locale e gli attori economici; l’utilizzo di strumenti integrati e partecipativi come i Piani Strategici; ed il ruolo tutt’altro che marginale svolto dalla cultura, la quale da mero elemento decorativo, diviene la variabile cardine del rinnovamento urbano.



Si assiste così al proliferare di scenari innovativi, all’interno dei quali una città come Amburgo, la seconda metropoli della Germania dopo Berlino, cerca di ri-pensare se stessa e lancia una sfida ambiziosa, dando vita ad un progetto che coinvolge l’intera area portuale a ridosso del fiume Elba.
L’HafenCity si presenta come un intervento di riconversione unico ed inedito di un intero “waterfront”, che interessa una superficie di 155 ettari(che si estende per 3 Km da est ad ovest, e per 1 Km da nord a sud), che dista soli 800 metri dal centro della città, di cui prevede di aumentarne le dimensioni di circa il 40 per cento rispetto alla grandezza attuale. Questo immenso cantiere a cielo aperto, diventerà inoltre la residenza di circa 12.000 individui, con la costruzione di numerose abitazioni, creerà nuovi posti di lavoro per quasi 40.000 persone e sarà fonte di richiamo non solo per i residenti, ma anche per milioni di turisti, in virtù di tutta una serie di attrazioni culturali che qui troveranno la loro naturale ubicazione, come il “Peter Tamm International Maritime Museum”, o la “Elbphilarmonie Concert Hall”.
Questo edificio, fiore all’occhiello dell’intero progetto, è stato ideato dal noto studio svizzero di architettura Herzog & de Meuron e sorgerà al di sopra dello storico magazzino fluviale, conosciuto con il nome di Kaispeicher A, disegnato da Werner Kallmorgen e costruito più di 40 anni fa’. La nuova sala da concerti, che per la particolare forma del suo tetto evoca le onde del mare, raggiungerà un’altezza di 110 metri, ed ospiterà non solo due auditorium, ma anche hotel, appartamenti, piazze e parcheggi, per un costo complessivo di 241,3 milioni di euro.
Gestita da una partnership pubblico-privata, la Elbphilarmonie si presenta come una fondazione di diritto privato e prevede di divenire, a partire dal 2010(quando la sua realizzazione sarà ultimata) una delle dieci migliori sale da concerto del mondo, con l’auspicio che la libera ed anseatica città di Amburgo torni ad essere uno dei grandi centri culturali a livello internazionale.

Ne deriva che la città per poter esistere deve avere la capacità di mettere in gioco in maniera proficua tutte le diverse tipologie di capitale – fisico, naturale, umano, sociale, culturale - che convivono al suo interno, senza incorrere nella fallace convinzione che sia sufficiente far leva su uno solo di questi fattori per poter intraprendere sentieri di crescita e sviluppo.
La città – da polemos(conflitto) – è il luogo deputato alla contraddittorietà, dove la distonia esistente tra una molteplicità di situazioni e punti di vista diversi non può essere eliminata, ma deve essere sapientemente sfruttata, in quanto è proprio dal confronto e dal ri-uso insolito di quello che già c’è, che la creatività può emergere, alimentando strategie d’azione capaci di eludere la ripetitività e la banalità.

                                                             Vittoria Azzarita
                                                              www.tafter.it

 
 

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