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Il marketing sociale e il terzo settore

 versione inglese
Del: 04/07/2007

Avete mai sentito parlare di marketing del terzo settore? Magari non in modo approfondito e dettagliato, ma sicuramente sì.
Con questo articolo vorrei solo stimolare riflessioni, pensieri e - perché no – azioni, in particolare in tutte quelle persone che operano nel terzo settore e anche in quelle che per passione, hobby o professione svolgono attività di marketing sociale.
Il marketing sociale con tutti i suoi strumenti, se ben utilizzati – nei tempi e nei metodi – ti permette di raggiungere obiettivi sociali in modo più efficace ed efficiente. Dai tempi in cui l’economia di sussistenza è diventata economia di abbondanza, l’offerta di beni e servizi è divenuta maggiore della domanda; proprio da questo momento non fu più sufficiente produrre un bene o proporre un servizio, ma divenne necessario sviluppare nuove tecniche per spingere e stimolare l’acquisto di un prodotto piuttosto di un altro, simile o alternativo. L’insieme di queste tecniche è noto con il termine “marketing”.
Quando parliamo di marketing non parliamo solo di settore manifatturiero o di servizi di business, ma comprendiamo anche il Terzo Settore; settore in cui l’offerta è sempre più alta o la disponibilità di risorse sempre più limitata. Ecco allora che interviene il marketing a regolare i flussi di domanda e offerta, a gestire il mercato, a pianificare tecniche di vendita, in modo tale da posizionare un prodotto o un servizio con l’ottenimento del massimo risultato.

Anche per il Terzo Settore la definizione di marketing rimane invariata: “l’insieme degli strumenti e delle metodologie che contribuiscono a creare e a soddisfare un bisogno non primario”.
Oggi questa definizione risulta essere un po’ troppo semplicistica; il marketing è in grado di creare il bisogno di un bene secondario in sostituzione di uno primario, e con questo ecco spiegato perché il marketing è in grado di far diventare più interessanti le offerte del Terzo Settore, dove la concorrenza è molto forte.
E poi, perché non sfruttare questi strumenti per raggiungere una “buona causa”? … anche se si parla di profitto, fatturato e redditività; termini sempre più utilizzati anche nel Terzo Settore.
Quando si dice che il Terzo Settore è il settore del non profit non si intende dire che debba essere un settore che non può produrre profitto; anzi il profitto è assolutamente necessario per creare e far crescere le iniziative sociali del settore stesso.
A differenza del profit, nel non profit il profitto non viene distribuito ai soci, ma viene reinvestito nelle attività caratterizzanti a vantaggio del sociale (degli altri). Il profitto nel Terzo Settore è un elemento essenziale per raggiungere gli obiettivi sociali.

                                                   Edi Florian- Impresa Responsabile
                                                                    info@impresaresponsabile.it
                                                                    www.bilanciosociale.it

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