Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Il Made in Italy: sogno dei cinesi

Del: 11/07/2007


Come è bello il Made in Italy!
E’ con questa frase che potremmo sintetizzare il trend che vede sempre più attenti gli acquirenti cinesi ai gusti occidentali. Che il mercato cinese fosse in forte espansione non è una novità, che gli abitanti con gli occhi a mandorla fossero attratti dai nostri prodotti è cosa risaputa. Oggi la Cina si presenta come un mercato in crescita e sempre più disponibile ad accogliere e valorizzare il vero Made in Italy, con le sue caratteristiche più autentiche ed originali di design e qualità, elementi inconfondibili delle nostre produzioni. Questo è quanto emerge dalla decisione di presentare a Milano il nuovo progetto di uno dei centri commerciali più esclusivi di Pechino, il Solana Lifestyle Shopping Centre.
Un volano interessante alle esportazioni del Made in Italy verso la Cina è, infatti, rappresentato dalle Olimpiadi del 2008: la Capitale Pechino è in fermento e molte sono le attività commerciali che sono pronte a decollare. Tra queste spicca l’esclusivo Solana Shopping Centre, costruito nel cuore della città, al centro di un’area che può contare su 2,2 milioni di abitanti di ceto medio-alto e su una community internazionale di 3 mila aziende e 200 agenzie di stampa: esso si estende su 130 mila mq sul “lungolago” nei pressi del parco Chaoyang e sarà inaugurato e pienamente operativo prima delle Olimpiadi del 2008.

I potenziali clienti dei beni di lusso in Cina
Il mercato cinese, con i suoi 1,3 miliardi di abitanti e una classe media urbana di 120.000 milioni di individui, negli ultimi mesi sta registrando una forte occidentalizzazione dei gusti, che trova riscontro nell’incremento di domanda di prodotti “western-style”, dalla moda alle automobili, dai prodotti enogastronomici al design, dagli articoli di lusso alle vacanze.
Con una crescita del PIL a tassi del 7-10% all’anno e la costante diffusione del benessere, si sta sviluppando in Cina una nuova classe in possesso di grande capacità di consumo, che rappresenta oggi il 10% della popolazione nazionale e comincia a dare importanza alla qualità della vita e agli status symbol. Si stima che i potenziali clienti cinesi di beni di lusso oggi siano 175 milioni, ma, secondo le previsioni, entro il 2010 dovrebbero attestarsi attorno ai 250 milioni, facendo della Cina il primo cliente mondiale per il settore dei prodotti “high end”. In questo senso l’Italia sta giocando un ruolo da protagonista.
L’Italia presidia il mercato cinese con 1.500 aziende già presenti in modo diretto e ben 350 milioni di dollari investiti in nuovi progetti sul territorio cinese nel 2006, con una crescita annua del 9,4%.

Diversi i settori dell’imprenditoria italiana che hanno un forte appeal sugli acquirenti cinesi:

La moda italiana
In Cina la moda italiana rappresenta, meglio di qualsiasi altro prodotto, l’eccellenza ed il simbolo del “Made in Italy” . Ora, con l’aumento del benessere, un numero crescente di consumatori cinesi desidera acquistare prodotti di qualità ed è attratto dai marchi italiani.
Non è perciò un caso se, nonostante l’esplodere della produzione locale di prodotti tessili, nel 2005 il valore totale dell’import cinese di abbigliamento “Made in Italy” ha raggiunto i 118 milioni di dollari, registrando un incremento del 34% rispetto all’anno precedente (fonte: “Chinese General Administration of Customs”).

Italian Food: un settore un forte crescita
Per il settore agroalimentare, i dati disponibili mostrano trend molto incoraggianti.
Risolta recentemente la questione del libero ingresso del Prosciutto di Parma nel paese, la ristorazione italiana di qualità avanza con successo nel Paese, mentre nel 2006 le esportazioni alimentari italiane verso la Cina sono ammontate a 54 milioni di Euro, con un incremento del 94% rispetto al 2005. La crescita appare robusta nel vino, cosi come importante è anche il valore delle importazioni di olio d’oliva, ponendo l’Italia al secondo posto tra i paesi fornitori, subito dietro la Spagna. Prospettive interessanti si aprono anche per il mercato del caffè italiano: il consumo medio annuo in Cina raggiunge oggi le 1.200 tonnellate.

 
 

Business Video