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Usabilità: forma e sostanza

Del: 17/07/2007

Navigando in internet ci si imbatte spesso in siti, le cui interfacce infrangono i principi alla base del concetto di usabilità.
Inconsapevole mancanza o scelta volontaria?
Tale termine è spesso utilizzato da chi opera all’interno delle logiche della rete e dai digital marketers.
Diamo, innanzitutto, una definizione di usabilità secondo la norma ISO 9241 come: “il grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso”.

In relazione ad un prodotto digitale l’usabilità deve garantire: universalità nell’accessibilità, facilità di navigazione e fruibilità.
In riferimento al primo punto: quanti sono i siti realmente accessibili a tutti? Bisognerebbe, infatti, garantire accesso al web ai disabili, o anche a coloro che posseggono strumenti obsoleti, quali attrezzature vecchie o connessioni lente oppure sistemi poco comuni. Siamo davvero certi che sul web tutti abbiano predisposto simili caratteristiche per i propri portali?
In riferimento alla facilità di navigazione e alla fruibilità del sito in molti casi siamo ancora molto distanti. Layout poco chiari e confusi disorientano l’utente, la cui ricerca di informazione si risolve spesso in un completo fallimento.
Attenzione però, una nota fonte (Forrester Research) dichiara che il 40% dei navigatori non soddisfatti alla prima ricerca non fa più ritorno su quel sito.
A poco occorrerà la visibilità sui motori di ricerca, alla quale molti ambiscono tramite scorciatoie che non perdonano, se a supportarla non c’è un’effettiva qualità della navigazione.

Forma e sostanza si rimandano e si completano vicendevolmente, e questo vale anche sul web.
Se invece disubbidire ai principi dell’usabilità è una scelta del progettista, il discorso da fare è un altro. E’ possibile che siti che non rispettino l’usabilità siano molto efficaci ed efficienti in riferimento ai propri obiettivi comunicativi, purchè non restino solo un puro esercizio di stile del grafico. E’importante che in qualunque forma il sito sia strutturato, gli obiettivi di coloro che vi lavorano coincidano con quelli dell’utente, con ciò che viene concepito rispetto al modello del prodotto e del suo funzionamento.
Alla stessa stregua della shopping experience o della brand experience dovremmo considerare, infatti, la navigazione come un’esperienza. Sfide nuove e stimolanti da questo punto di vista sono suggerite dalla costante crescita di podcast e blog e altri strumenti per la diffusione libera d’informazione.

                                                  Serena Poerio

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