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No logo, si luogo: scenari e tendenze di retailing avanzato

Del: 05/04/2004


Asimettria: ecco la parola chiave per comprendere il retailing del futuro.
La sfida che attende il mondo della distribuzione nei prossimi anni si giocherà infatti su un terreno privo dei concetti lineari e progressivi che sembravano dominarlo fino a qualche anno fa.
L’idea che il marketing sia una guerra e il consumatore l’obiettivo militare da raggiungere, è tramontata definitivamente dopo l’11 settembre, quando sono emersi prepotenti bisogni ed esigenze latenti da tempo.
A delineare le tendenze e i macro trend che guideranno lo sviluppo del retail nel mondo, il convegno ’No logo, sì luogo’ , organizzato da GDO WEEK e POPAI lo scorso 28 novembre, grazie ai risultati di una ricerca condotta da Future Concept Lab.
Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab, ha presentato

le diverse tendenze che stanno dominando l’attuale scenario mondiale del ratailing.
Un rapporto transitivo tra le generazioni, con la riemersione dei valori tradizionali di famiglia e focolare domestico, sta caratterizzando gli ultimi anni; di pari passo la rivalutazione delle categorie di tempo e spazio ha segnato un momento importante per riconcepire il modo di fare marketing.
Sulla base di questi macro trend mondiali, gli esperti di Future Concept Lab hanno scandagliato strade, magazzini e negozi del globo, fornendo uno quadro variegato e completo sulla situazione presente del marketing e sui suoi possibili sviluppi.

Dalle indagini condotte sono emersi i cinque scenari del retailing avanzato (Hyperrelational Retail, Hyperceptive Retail, Magnetic Memories Retail, Transitive Retail, Extra- Brand Retail), che rappresentano le direzioni più stimolanti della distribuzione, e le dieci tendenze della stessa (Tam Tandem Retail, Territorial Sociality, Values Community, Deep & Inique Sense, Perceptive Insight, Vertical Memory, Horizontal Memory, Shift Age, Global Gender, Extra- Brand), declinazioni più approfondite, contenenti indicazioni e suggerimenti pratici su come si può lavorare sui dettagli del punto di vendita.
Ad ognuno di questi segmenti sono stati affiancati esempi reali, tratti da esperienze provenienti dall’intero globo, dagli store americani, fino ai dog cafès giapponesi, dai punti di vendita latinoamericani, alle banche europee.
Corrado Vismara ha presentato l’esempio del Lingotto Fiere di Torino, risultato uno degli esperimenti meglio riusciti di Hypperelational Retail. 

Ancora una volta dunque è emerso chiaramente il bisogno di ricreare attorno ai consumatori spazi vivibili; l’acquisto, considerato come shopping experience, sempre meno avviluppato dal controllo  standardizzato, rappresenta l’evoluzione del teorema americano i cui postulati erano consumo e tecnologia.

Il retailing del futuro appare così guidato dalle categorie di tempo, spazio e calore, ma non per questo esaurisce il suo impulso in questi assiomi.
La fluidità del marketing, il suo trasformarsi, impedisce anche agli esperti del settore di adagiarsi su certezze assolute: ecco perché scenari e tendenze presentate da Morace rappresentano solo una possibilità in più di leggere e comprendere il presente, per progettare un futuro in eterno movimento.

                                                         Rossella Ivone
                                                             redazione MyMarketingNet

 
 

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