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Dilettante esperto di nulla: elogio del generalista creativo

Del: 28/08/2007

“Le idee non si possono confinare in un eremo. Hanno bisogno di spazio, devono scorrere liberamente per poi, di tanto in tanto, imbattersi in uno sconosciuto che le custodisca.”

L’ideazione, quell’imperscrutabile processo di generazione delle idee, è cosa ben diversa dalla creatività. Le idee richiedono un approccio divergente, generalista; i comportamenti creativi richiedono, all’opposto, un approccio convergente, specializzato. Una rete, ampia e ramificata, contro un trapano, che scava in profondità.
Certamente un atto creativo non può prescindere alle idee, ed è vero anche che la generazione di un’idea presuppone un certo grado di creatività.
Non si può negare, dunque, che si tratti di due facce di una stessa medaglia, processi generativi che si spalleggiano a vicenda.
Eppure, negli affari come nella routine della quotidianità, creatività e ideazione presiedono territori diversi, l’una operando con la semplicità, l’altra lavorando la complessità.

La complessità della società contemporanea ha progressivamente contribuito a rimuovere la consapevolezza di tali, fondamentali, differenze.
Oggi tante, troppe, cose sono immense, complesse, e cambiano con eccessiva fretta.
Che ci si muova nel territorio dell’economia, della cultura o della politica, il modo migliore per riuscire a gestire la grandezza, la complessità e la frenesia di mutamento è parcellizzare: ridurre l’intero ingestibile, in parti più piccole, più comprensibili, più maneggevoli.
Questa parcellizzazione, la visione della nicchia che trascura la parete, ha preso il sopravvento imponendosi in qualsiasi ambito della nostra vita: dal percorso scolastico ai criteri che adottiamo nella ricerca, ma anche dove facciamo i nostri acquisti, che tipo di hobby coltiviamo e, ovviamente, come lavoriamo.
La specializzazione si è spinta fino ad insidiare il regno della creatività.
Alcune agenzie pubblicitarie, ad esempio,  scelgono di occuparsi solo del settore farmaceutico, dell’agricoltura o del B2B; certi architetti progettano solo palazzi istituzionali o soltanto centri commerciali.
Dimenticando che la creatività, come prodotto dell’innovazione, da sola non è sufficiente. Nel business, soprattutto, essa non garantisce la conquista di una posizione dominante.
Qualcosa manca. E quel qualcosa è un’idea che sia in grado di raccordare le estremità libere.
Le idee uniscono le esecuzioni creative e i progressi dell’innovazione.
Noi ne vediamo solo un pezzo: l’interconnessione sfugge alla nostra percezione.
Le idee sono il prodotto di un pensare divergente, fatto di scarti a lato e domande relative a fenomeni completamente scollegati.
Spesso appaiono estranee a qualsiasi contesto.
Le idee provengono da una caleidoscopica bagaglio sottratto ad altre idee.
Non si possono costringere in un luogo angusto, ma vanno lasciate libere di vagare nello spazio e, se capita, di imbattersi in un perfetto estraneo che le raccolga e le conservi.
Questo estraneo è il generalista, viaggiatore della complessità ed esploratore delle possibilità.
Diversamente  dallo specialista parcellizzatore, riduttore, semplificatore, il generalista esprime se stesso attraverso l’osservazione e la mediazione naturale.
Dopo aver esplorato le alternative possibili, egli connette i punti, distilla e riassume informazioni complesse senza atomizzarle, ma calandole nel più generale contesto che è quello dell’umanità tutta.

Il generalista:
1. Sintetizza e riassume: collega i punti dell’ informazione e la ripropone in maniera stringata
2. Si interroga e stupisce: esplora il mondo delle possibilità, sollevando curiosità e ponendo le domande che nessuno osa fare
3. Lega e salta le idee: partendo da una semplice intuizione ne trova un’applicazione trascendente
4. Sperimenta ed empatizza: possiede una visione mondiale, che gli consente di comprendere l’umanità e le tante interrelazioni della vita
5. Mescola e abbina: crea le condizioni perché la gente entri in collisione, ed imbriglia le energie collaborative.

Se è vero che l’unica forza in grado di scardinare gli ordini precostituiti, l’intuizione, si sprigiona dalle intersezioni tra le idee, i concetti e le culture, saranno i generalisti – i cosiddetti dilettanti esperti del nulla – a trovarla, a metterla in connessione, affidandola poi agli specialisti che la utilizzeranno per dare vita a nuove forme di organizzazione.

Qual è, dunque, la strada da percorrere?

“Le idee che si sono mischiate, incrociate, miscelate, scontrate o si sono fatte sedurre da altre idee, completamente differenti o apparentemente irrilevanti stanno producendo alcuni tra  piatti migliori del nostro tempo, materiali più forti, scoperte mediche più efficaci, città più vivibili, e musica molto più interessante”.
“…il movimento delle persone, la convergenza della scienza e il balzo dell’informatica hanno dato vita a più intersezioni che mai, e gli individui o i team che trovano queste intersezioni sono sicuramente quelli che cambieranno radicalmente il nostro mondo. Questo è precisamente il regno dei generalisti”.

Frans Johansson, The Medici Effect

Ispirazione, divergenza e pensiero laterale sono i fattori di successo dell’organizzazione e degli individui che vivono e lavorano nel regno delle idee.
Persone che apprezzano la diversità, che conoscono la grandezza del mondo e capiscono come le cose interagiscono. Questi sono i generalisti: impagabili osservatori, matchmakers e pionieri delle intersezioni delle idee, protagonisti vitali per il successo delle società globali e  per la conoscenza e l’economia.

La fonte: Change This

 

Gabriella Torre
Ninja Marketing

 
 

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