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Carte di credito

Del: 05/09/2007

La fantasia del marketing non conosce limiti. E per rendere “appeal” i prodotti non lesina certo sulle invenzioni.
Così succede che le carte di credito, da semplici strumenti di pagamento, si trasformino in veri oggetti del desiderio. Il motivo? Accrescerne la diffusione (e all’utilizzo).
Anche attraverso il loro design. Perchè di certo per molti manager (e non solo) esibire una tessera bella e curata contribuisce a darsi un tono.

Lo sa bene la First National Bank of Omaha che un anno fa ha realizzato una serie di tredici carte di credito incentrate sul mondo fantasy di World of Warcraft.
Con un’eco internazionale superiore alle attese. Al punto che alcuni patinati magazine americani hanno ipotizzato che il futuro delle carte di credito stia tutto nella loro personalizzazione.

Ipotesi fondata:i risultati si sono visti in pochi mesi.
La moda è sbarcata in Europa: per il mercato spagnolo, la banca Caixa ha realizzato le carte di credito con i segni zodiacali (“da regalare e regalarsi” recita il claim).

Per i più golosi la stessa banca ha pensato a carte a forma di paella, mentre per gli appassionati di dolci è stata ideata la creata la tessera a forma di tavoletta di cioccolato (con tanto di morso, a testimonianza del gusto che si prova a pagare senza contanti!).

Eleganza e comodità sono invece i cardini attorno a cui ruota la carta Butterfly di American Express. Le sue caratteristiche? E’ ripiegabile e contenuta in un astuccio in metallo, in modo tale da non perderla. In più, assicura chi la possiede, è estremamente cool e genera negli altri il desiderio di emulazione.

Sono meno glamour, ma concedono ampio spazio alla fantasia e alla personalizzazione le credit cards della belga Kbc Bank, che attraverso il suo sito dà ai clienti la possibilità di scegliere la cover tra decine di modelli.
In più, gli utenti possono vedere la loro opera, grazie alle preview sul sito. E poi, una volta scelta la carta, si può procedere all’acquisto online.

In Italia, a differenza di altri Paesi, la moda della personalizzazione non ha ancora preso piede, tranne che in casi sporadici, come per la carta lanciata da Ubs e ispirata ad Alinghi , a sottolineare l’impegno dell’istituto nell’ambito della vela.

L’interesse delle nostre banche sembra infatti più concentrato su servizi di assistenza, campagne di fidelizzazione e iniziative di marketing per target specifici, con scarsa attenzione al fascino e al design delle sempre più amate (e utilizzate!) carte.

                                                                     Rossella Ivone

 
 

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