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Il mercato farmaceutico oggi e le sue specificità

Del: 14/09/2007

Il “caso nimesulide” è utile per comprendere la specificità del settore farmaceutico e la sua evoluzione nel tempo.
La nimesulide è il principio attivo di diversi farmaci ed è largamente utilizzata in Italia e nel mondo. In Italia, al grande pubblico la nimesulide è maggiormente nota ed utilizzata con i nomi commerciali di AULIN (soprattutto), commercializzato da Roche, e di MESULID, commercializzato da Novartis, ormai entrati “nella penna del medico” e nelle case di molte famiglie italiane (la nimesulide rientra nella schiera dei farmaci da tenere sempre a portata di mano). La molecola è infatti uno dei farmaci più prescritti in assoluto in Italia ed è uno dei farmaci antinfiammatori, di struttura chimica diversa da quella dei cosiddetti “cortisonici”, più prescritti dalla classe medica. In molti Paesi il suo brevetto è scaduto e sono stati commercializzati diversi farmaci “generici” a base di nimesulide da altrettante aziende (i prodotti generici sono farmaci sostanzialmente identici al prodotto originale che vengono immessi in commercio una volta scaduto il brevetto di quest’ultimo e che, avendo un costo decisamente inferiore al “collega” di marca – almeno il 20% in meno, possono consentire risparmi significativi sia al paziente che al Servizio Sanitario Nazionale).

La nimesulide è una molecola originale di sintesi realizzata alcuni decenni fa dalla 3M negli Stati Uniti che cedette i diritti di commercializzazione della molecola ad una piccola Società farmaceutica svizzera con sede a Lugano, la Helsinn Healthcare che riuscì ad ottenere celermente l’autorizzazione del Ministero della Sanità italiano alla commercializzazione e la diede in licenza per l’Italia alla Ditta farmaceutica italiana LPB Laboratori Farmaceutici (del Gruppo Italfarmaco). Questa azienda la lanciò, col nome commerciale di MESULID nel 1985, in comarketing (quando due o più imprese si alleano per commercializzare <> una nuova molecola, di proprietà dell’azienda che l’ha originata, e che viene presentata alla classe medica con marchi distinti) con la Ditta farmaceutica tedesca Boehringer Mannheim, (che utilizzò il nome di AULIN - derivato dal nome di una nota attrice svedese di quel periodo, Eva Aulin, destinato a diventare poi il prodotto leader tra i diversi prodotti a base di nimesulide).
Al momento del lancio la Rete degli Informatori Scientifici di Boehringer Mannheim era costituita da 130 unità e la Rete di LPB da 80 unità (a fine 1985 la dimensione media di una Forza Operativa Esterna in Italia era pressochè sovrapponibile nelle aziende farmaceutiche nazionali e in quelle multinazionali (ca 250 Informatori Scientifici) ed era sensibilmente cresciuta rispetto al 1980 (in cui era di 200 in quelle nazionali e di 100 in quelle multinazionali).
Al momento del lancio il prezzo di AULIN e MESULID era di ca 27.000 lire (corrispondenti a ca 14 euro di oggi)!
A distanza di due anni dal lancio LPB venne acquisita da Sandoz (oggi Novartis) per cui da quel momento il comarketing di nimesulide risultò un comarketing “solo svizzero”. Il lancio di nimesulide fu sicuramente un comarketing di successo. Secondo molti osservatori ed esperti del mercato farmaceutico il successo di AULIN costituì sicuramente uno dei fattori più importanti che indusse Roche ad acquistare Boehringer Mannheim con l’obiettivo verosimile di fare di AULIN un “prodotto mondo” e non solo locale (presente solo in alcuni Paesi). La nimesulide oltre all’attività antinfiammatoria, esplicava anche un effetto antidolorifico, antipiretico (antifebbrile) e antiedemigeno. La scelta strategica delle due aziende fu quella di posizionare la nimesulide per confronto verso il segmento di mercato degli antinfiammatori non antireumatici in quanto meno affollato di molecole/prodotti peraltro promossi da aziende con minor forza competitiva rispetto alle aziende che promuovevano gli antinfiammatori antireumatici. Nell’ambito del posizionamento di prodotto, la USP (Unique Selling Proposition”) elaborata fu quella di “antinfiammatorio sicuro” (sia sul fronte dell’efficacia che della tollerabilità) indicato nelle infiammazioni delle vie aeree. Il farmaco inizialmente venne presentato ai Medici di Medicina Generale e agli Specialisti Otorinolaringoiatri ma successivamente venne proposto anche nelle infiammazioni urologiche, ginecologiche, traumatologiche e del distretto venoso per cui venne presentato anche ad altri Specialisti quali gli Urologi, i Ginecologi, gli Ortopedici e gli Angiologi. Infine, soprattutto da parte di Boehringer Mannheim con AULIN, fu attuato un allargamento delle indicazioni all’osteoartrosi e agli stati infiammatori e dolorosi di pertinenza odontoiatrica.
Intanto i volumi prescrittivi complessivi dei prodotti di marca a base di nimesulide e i relativi fatturati raggiunsero valori veramente elevati in assoluto e nell’ambito del mercato farmaceutico.

Occorre tener conto che dal 1990 al 2000 il processo di ampliamento dell’organico delle Reti di Informatori Scientifici in Italia continuò ad aumentare significativamente sino a raggiungere una dimensione media superiore alle 400 unità per le imprese nazionali e di ben 500 unità per quelle multinazionali.

Nel 1996 nel mercato farmaceutico si verificò un evento importante che a medio termine avrebbe rimodellato il mercato stesso e i cui influssi sono ancora difficilmente prevedibili: l’introduzione dei generici con la rimborsabilità che per qualche anno incontrò un certo scetticismo da parte della classe medica e forti resistenze sia da parte dei farmacisti (per motivi soprattutto economici) che presso i pazienti/consumatori (l’affezione/abitudine al marchio utilizzato, la percezione che i generici fossero prodotti “di serie B” e la convinzione che fossero meno efficaci rispetto al prodotto di marca corrispondente frenavano l’adozione dei generici nonostante il vantaggio sensibile in termini di prezzo).
Ma quando i farmaci generici sono diventati una realtà concreta anche in Italia (con la legge finanziaria 2001) è stata immessa sul mercato una schiera nutrita di generici a base di nimesulide, e “le nimesulidi griffate” (AULIN, MESULID e gli altri numerosi prodotti di marca a base di nimesulide commercializzate) per mantenere un livello competitivo accettabile hanno dovuto abbassare il prezzo da 27.000 lire a 21.500 lire (la nimesulide geenerico costava allora 10.500 lire).
Successivamente i prodotti di marca a base di nimesulide hanno dovuto “tagliare” drasticamente il prezzo sino al 60%.
Ma nel 2002 iniziano a profilarsi all’orizzonte le prime insidie per la molecola.
Marzo 2002: la Finlandia e la Spagna decidono di sospendere la commercializzazione della nimesulide a causa di un aumento delle segnalazioni di tossicità epatica; il ritiro del farmaco fu poi temporaneo.
Il profilo di sicurezza della nimesulide per quanto attiene la tossicità epatica è stato quindi riesaminato dal Comitato di Esperti dell’EMEA nel 2003 e si è concluso con una valutazione favorevole del rapporto rischi/benefici quando il farmaco viene utilizzato in modo corretto, sotto prescrizione medica e in conformità con la prescrizione stessa e le indicazioni ufficiali.
Oggi le indicazioni ufficiali della nimesulide sono diverse e più circoscritte: trattamento del dolore acuto, trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa, dismenorrea primaria.

Attualmente sul mercato italiano, tra farmaci generici e non, sono presenti decine di prodotti a base di nimesulide. Oggi il costo di una confezione di nimesulide di marca (es. AULIN o MESULID) è di € 4,69 mentre il costo di una confezione di farmaci generici a base di nimesulide è di € 2,62 (poco più della metà e circa un quinto del prezzo del prodotto di marca al momento del lancio!).

Elio Mantovani
(E.M. & M – Espressione Marketing & Management)
emm.mantovani@inwind.it
www.emm-farma.it

Leggi l’intero studio in allegato!

 

 

 


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