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Yideoz

Del: 18/09/2007

YouTube fa scuola. E contagia anche la comunità ebraica. Che da qualche mese ha un proprio sito di video sharing.
Obiettivo: offrire a tutti gli ebrei uno strumento comodo, interattivo e veloce per esprimere le loro opinioni, discutere sui problemi di attualità e parlare di interessi e passioni comuni.

L’idea è di Bridgitte and Jonathan Raven, la prima residente negli Usa e l’altro nel Regno Unito: per comunicare tra loro e coinvolgere anche altri rappresentati della comunità, sulla scia del celebre sito (acquistato da Google lo scorso ottobre per 1 miliardo e 650 milioni di dollari )  hanno dato vita a  Yideoz, il primo canale di video online per soli ebrei.
La trovata, diffusa viralmente tramite blog, newsletter e passaparola, ha suscitato l’interesse di centinaia di utenti, che - attraverso telefonini e telecamere portatili - hanno fatto di  Yideoz la loro vetrina virtuale.
Tutto studiato in versione 2.0, cioè per la condivisione fra gli utenti, con una grafica pulita, colori sobri ed estrema chiarezza dei contenuti, il sito è diventato il punto di riferimento per la community giudaica.
 E se l’home page è riservata alla pubblicazione degli ultimi video (ognuno con il proprio mini sunto), l’archivio interno è diviso in rubriche a seconda dell’argomento: da “Advertise me”,  dedicata a chi vuole farsi pubblicità, allo sport, dal canale “Israel” a quello “Humor”, sono venti le sezioni che arricchiscono quella che in molti hanno definito “la prima versione a target di YouTube”.
A differenza del suo predecessore, però,Yideoz è realizzato secondo un preciso modello di business, incentrato sull’advertising online, tramite banner e video promozionali.
Un’intuizione da non sottovalutare, considerato il target, estremamente mirato, a cui si rivolge e il livello economico della comunità di riferimento: a inserire il banner su Yideoz sono sia aziende di consumo che agenzie immobiliari, sia giornali che società di videogiochi.
E i ritorni, stando all’affollamento, non dovrebbero essere irrisori.
Sempre nell’ottica 2.0 è stata poi studiata la possibilità di invitare amici, inserire una lista di preferiti ed essere avvisati quando viene pubblicato un video in linea coi propri interessi.
Naturalmente pubblicare il proprio contributo non costa nulla e i gestori non pongono limiti alla fantasia degli utenti: il veto riguarda solo i contenuti, che in alcun modo devono lodare la Palestina o danneggiare l’immagine di Israele.

                                                                       Rossella Ivone

 
 

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