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Web 2.0: dagli “smiley” al Social Network

Del: 19/09/2007

Ricorre proprio in questi giorni il venticinquesimo compleanno dello “smiley”, primo nato tra gli emoticon che negli anni successivi avrebbero sempre più “animato” i messaggi che inizialmente pochi eletti, ma ben presto migliaia ed oggi milioni di persone, si sarebbero scambiati su Internet, esprimendo così anche le emozioni che a quei messaggi intendevano associare. La celebre faccina sorridente :-) fu infatti utilizzata per la prima volta il 19 settembre 1982, dal professore Scott Fahlman all’interno di un messaggio inviato ad una BBS della Carnegie Mellon University.

Da allora, come si dice, molta acqua è passata sotto i ponti, o se preferite molti bit sono corsi dentro i cavi, che ormai avvolgono il mondo nella rete del World Wide Web, appunto. Ed anche la rete è molto cambiata, non solo perché 25 anni fa Internet era ancora in fasce, (il World Wide Web, sarebbe invece nato quasi dieci anni dopo….), ma anche perché sempre più all’interno della comunicazione via web, la rilevanza delle emozioni e dei rapporti interpersonali, insomma la dimensione sociale del messaggio, è cresciuta a dismisura, tanto che oggi le Social Network, sono una delle colonne portanti di quello che viene definito come “web 2.0”.
Cosa sia questa sorta di rivoluzione che sta letteralmente trasformando la “rete delle reti” negli ultimi tempi è difficile stabilirlo con una semplice definizione. Ci limiteremo qui a dire che, come ormai molti avranno compreso, Internet (e non il Web, anche se spesso sono considerati sinonimi) non si può più considerare semplicemente come un insieme di siti web separati e svincolati tra loro, ma anzi è ogni giorno di più un luogo di collaborazione tra persone, dislocate in ogni parte del mondo e di conseguente condivisione del sapere e delle esperienze che ognuna di queste persone apporta alla rete. Con il web 2.0, non siamo quindi di fronte all’ennesima release di un software, oppure all’affermarsi di un nuovo protocollo di comunicazione, bensì stiamo assistendo al sorgere di un nuovo modo di intendere Internet, che mette al centro dell’attenzione la condivisione delle esperienze, lo scambio delle informazioni e l’interazione tra le persone. Ognuno di noi cambia quindi il proprio ruolo trasformandosi da utilizzatore passivo dei contenuti, siano essi semplici pagine informative oppure blog di altri utenti, a fornitore attivo di materiale che viene condiviso con chiunque utilizzi la Rete.
In questi ultimi anni molte sono state le iniziative che possono essere ricondotte nel solco di questo nuovo modo di intendere Internet, tanto che risulta difficile capire se alcuni applicativi siano stati la risposta ad un “bisogno preesistente” di sapere, di condividere, di mostrare e di interagire, e quanto invece la loro nascita abbia fatto sorgere tali necessità nel cosiddetto popolo di Internet. Una cosa è certa, l’affermarsi di “software collaborativi”, di cui Wikipedia è solo la punta dell’iceberg, la nascita dei blog, di cui www.beppegrillo.it, è ormai l’esempio italiano più noto e forse anche più socialmente interessante, l’esplosione di YouTube, che purtroppo balza all’onore delle cronache italiane per i filmati più truci, quando invece è un vero è proprio fenomeno sociale mondiale, sono oggi il segno innegabile che qualcosa è veramente cambiato non solo dentro la rete di Internet, ma probabilmente anche fuori da questa, nel mondo reale.
Infatti, quello che sta accadendo, come era anche facilmente prevedibile, è che sempre più la realtà tende a legarsi al mondo virtuale della rete, non tanto attraverso esperienze come quella di Second Life, probabilmente ingigantita dai Media ben oltre se sue reali dimensioni e possibilità, ma soprattutto nell’affermarsi delle cosiddette Social Network, cioè quelle Reti Sociali che rappresentano uno degli aspetti più interessanti e dal potenziale forse ancora poco esplorato, del “web 2.0”. Il fenomeno delle Social Network ha cominciato a farsi più evidente a partire dalla fine del 2003, quando alcuni siti si affermarono all’attenzione del grande pubblico, divenendo all’interno dei propri settori di nicchia, il simbolo di quel nuovo modo di intendere la rete di cui sopra abbiamo accennato. Negli anni nomi come YouTube e Flickr (per quello che riguarda le immagini), MySpace, Friendster e Facebook (nell’ambito dei rapporti interpersonali di amicizia), LinkedIn e Xing (Social Network professionali, di cui torneremo a parlare), sono diventati sempre più familiari e soprattutto i relativi siti sempre più frequentati. La precedente lista non è ovviamente esaustiva di una “realtà virtuale” sempre più interessante e che ormai presenta numeri da capogiro. Basta pensare che MySpace, conta più di 200 milioni di iscritti, mentre una realtà decisamente più di nicchia come quella di LinkedIn è comunque arrivata alla soglia dei 15 milioni di utenti, in meno di quattro anni.
Internet ed il suo ruolo stanno quindi profondamente mutando, è si sta passando sempre più da una comunicazione unidirezionale ad un colloquio bidirezionale portato avanti proprio da esperienze come quelle delle Social Network, che estrinsecano ulteriormente le potenzialità del mezzo, che lungi dall’essere esaurite, riserveranno probabilmente molte altre sorprese per il futuro.

Ernesto Maschilla

 
 

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