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adidas: Impossible is Nothing

Del: 05/04/2004



adidas inizia il 2004 all’insegna di una campagna istituzionale che, per un anno intero, veicolerà l’obiettivo condiviso dal brand con gli atleti di tutto il mondo: il desiderio di spingersi sempre più avanti, di superare i propri limiti, di aprire nuovi orizzonti.

La campagna di comunicazione integrata porta alla ribalta la scuderia adidas, iniziando dai più grandi di tutti i tempi come la leggenda del pugilato Muhammad Ali, il fuoriclasse del fondo Haile Gebrselassie, l’icona del calcio David Beckham e la star dell’NBA Tracy McGrady, che sfidano l’impossibile correndo rischi, polverizzando i record e cambiando le convenzioni.
La campagna presenta complessivamente 22 atleti, provenienti da discipline e Paesi diversi.

Impossible is Nothing
Nel 2004, tutta la comunicazione di adidas verterà sul claim "Impossible is Nothing".
La campagna è partita con uno spot televisivo in cui Muhammad Ali corre in compagnia di atleti adidas della nuova generazione: il nuotatore e primatista Ian Thorpe, il velocista olimpico Maurice Greene, la leggenda della corsa Haile Gebrselassie, Zinedine Zidane e David Beckham, il campione di basket Tracy McGrady e Laila - figlia di Ali - anche lei campionessa del mondo di pugilato.

Altri due spot televisivi (uno con Laila Ali che, sul ring, combatte una sorta di match generazionale contro il padre; un altro che vede protagonista il paratleta Stacy Kohut alle prese con un half pipe) hanno completato la prima serie, unitamente alla campagna print, outdoor e POS, pianificati a partire dal 5 febbraio negli Stati Uniti e da marzo in tutto il mondo.

Il ciclo successivo di pubblicità per il cinema e la televisione punta invece su personaggi del calibro di Nadia Comaneci, la prima ginnasta a conseguire 10 (il punteggio della perfezione), Haile Gebrselassie e il campione mondiale dei 100 metri maschili Kim Collins.

La campagna del brand è integrata da una pianificazione vertical, i cui soggetti sottolineano “Impossible is Nothing” quale attitudine.
Per il running protagonista Fauja Singh, un maratoneta di 92 anni che, nell’ultimo triennio, ha costantemente limato i suoi tempi di gara fino a ridurre il proprio record di un’ora.
I campioni attuali dell’NBA come Tracy McGrady, Kevin Garnett e Tim Duncan sono stati scelti quali testimonial per il basket, mentre per il calcio adidas può contare su un grande numero di atleti “a tre strisce” che parteciperanno a EURO 2004TM.

“Impossible is Nothing” Challenge
Sul web, la campagna è stata pubblicata nelle pagine di www.adidas.com/impossible.
E c’è un progetto nel progetto: una sfida per teenager che possono raccontare storie personali di sport che hanno consentito di superare i limiti o semplicemente hanno rappresentato un esempio per gli altri. E’ un vero e proprio concorso, con premi... “impossibili”: una seduta di allenamento con Ian Thorpe in Australia, una partita di tennis con la numero uno del mondo Justine Henin-Hardenne, o un corso accellerato di calci di punizione con David Beckham.
La sfida ha avuto inizio il 1° marzo: i racconti vanno inviati ad www.adidas.com/impossible e verranno votati direttamente dalla nascitura community IIN.

Il brand leader dello sport
Per Erich Stamminger, membro dell’Executive Board di adidas-Salomon Group, responsabile del Global Marketing e presidente di adidas America, il claim “Impossible is Nothing” veicola in un’unica frase l’essenza stessa del brand adidas e l’obiettivo che l’azienda condivide con tutti gli atleti del mondo: “Il posizionamento del brand ‘forever sport’ si basa proprio su questo concetto, perché comunica con chiarezza, emozionalità e pathos la nostra grande passione per lo sport”.
E aggiunge: “Un atleta cerca di spingersi sempre più avanti, di aprire nuovi orizzonti, di superare i propri limiti. E noi facciamo altrettanto, animati dal desiderio di diventare il brand leader dello sport mondiale”.

 
 

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