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L’esercito delle star

Del: 05/10/2007

Sono 114 i personaggi entrati negli ultimi anni nella Casa del Grande Fratello. A questi vanno aggiunti veline, letterine, letteronze, vallettine, meteorine, schedine, pupe, secchioni, “amici”, tronisti e corteggiatori: una lista lunghissima di signori e signorine accolti nello star system nostrano per doti e talento più o meno discutibili.
Ora come far fronte alla notorietà improvvisa di questi ragazzi, che popolano con presunte storie d’amore e flirt fulminei rotocalchi, magazine e riviste di ogni sorta?

Laura Ferrato, ufficio stampa programmi televisivi di Canale 5, ha svelato alla conferenza intitolata “La struttura della celebrità, la notorietà consolidata e quella effimera”, organizzata da TNS Infratest, alcuni piccoli “trucchi del mestiere”.
Innanzi tutto bisogna costruire, per veicolare l’immagine dei nuovi personaggi televisivi, una vera e propria strategia di comunicazione, individuando una caratteristica forte che arrivi in forma semplice e diretta alla gente.
Ecco che Pietro Taricone diventa “il guerriero”, mentre la veneta Melita la ragazza sexy del momento. Individuata la caratteristica, occorre far circolare il volto e le foto del prescelto. Tutto ciò possa aiutare ad aumentare la notorietà, i mezzi sono tanti e disparati, può essere utilizzato.
Come dire, “tutto fa brodo”.
Ovviamente anche il fortunato ragazzotto fisicato o la signorina di bella presenza, devono possedere alcune doti: sono richieste piena fiducia nell’ufficio stampa, umiltà, intelligenza, è elemento gradito la presenza di un pizzico di talento.

La conferenza, occasione per illustrare la ricerca N.O.I Personaggi 2007 condotta su un panel di 1500 persone rappresentativo della popolazione italiana dai 14 anni in su, ha presentato alcune novità rispetto agli anni scorsi. Nel verificare l’awareness di un personaggio è stato ad esempio introdotto l’elemento visual, cioè la notorietà tramite il solo stimolo fotografico. Ovviamente in questo immenso e confuso panorama rappresentato c’è chi sale e chi scende.
Saldo sul podio Gerry Scotti, al cui volto è facilmente associabile nome e cognome, seguito dal colosso Maurizio Costanzo. Sale per notorietà visual Albano Carrisi, che precede la storia della televisione italiana : Mike Bongiorno.
L’indagine, in cui sono stati introdotti altri personaggi rappresentativi del mondo della politica e della scienza, ha confermato la notorietà di donne importanti come Margherita Hack e Rita Levi Montalcini.
La fama, per fortuna, sconfina anche in ambiti molto diversi dallo spettacolo.

Tra i relatori della conferenza il prof. Giorgio Simonelli, docente all’Università Cattolica di Milano, che ha sottolineato come il divismo attuale analizzato dal grande filosofo Morin sia molto diverso da quello di un tempo, cedendo il passo ad uno sconfinamento tra fiction e realtà ,che troppo spesso si confondono prepotentemente.

Difficile il compito di Giulia Mancini, amministratore delegato di Mancini Group, che per anni ha dovuto gestire l’immagine di sciatrici e sportive, la cui divisa (caschi e maschere), i cui nomi (Isolde Kostner) e il cui stesso sport (nello sci non c’è un podio), mettevano a dura prova la gestione della riconoscibilità delle stesse.

Tra gli ospiti presenti anche Davide Mengacci, conduttore televisivo che ha sperimentato per strada, lavorando per 22 anni in programmi condotti in piazza, la sua notorietà.
Mauro Gagliardone, market research manager De Agostini, ha svelato dopo un’attenta analisi il volto femminile rassicurante e familiare di Lycia Colò per alcuni collezionabili, mentre Piercarlo Borgocelli di Trp Testimonial Rating Point, azienda che si occupa del reclutamento di testimonial per alcune campagne di comunicazione ha descritto l’uso, e a volte l’abuso, che di questi vip molto spesso si fa.

Astuta la dichiarazione di Flavio Natalia, responsabile comunicazione di prodotto Sky Italia, che ha affermato che per quanto riguarda la sua azienda la vera star è la scelta, rappresentata dall’ampio panorama di offerte di canali e di contenuti di Sky.

La verità è che da quando il tubo catodico ha aperto le porte a chiunque volesse entrare a farvi parte la democrazia è diventata un po’ anarchia, e tutti, proprio tutti, possono diventare delle star. Almeno il tempo di una stagione televisiva.

                                                                          Serena Poerio

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