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Qual è l’ultimo libro che hai visto?

Del: 09/11/2007


C’è chi sceglie un libro in base alla copertina, chi legge la trama, e chi si fida di un autore o di un editore… E poi c’è chi accende il computer e si guarda il booktrailer

La trama promette una storia dalle tinte forti, in quarta di copertina si citano Elmore Leonard e Cronenberg. Facile quindi prevedere che un minuto dopo io sia in fila alla cassa per comprare “Baciami Giuda” di Will Christopher Baer, edito da Marsilio. Lo leggo, ed è un colpo di fulmine. È però un libro che corrisponde abbastanza fedelmente ai miei gusti di lettore, e quindi cerco qualche recensione on-line, giusto per capire se il mio entusiasmo sia condiviso. Seguo un link, ne seguo un’altro, schiaccio play, e per la prima volta guardo un booktrailer. Il libro come già detto mi ha ipnotizzato, e vedere due attori recitare, senza dialogo, anche solo l’inizio di quel che mi ha così entusiasmato su carta è una piacevole scoperta. Se l’avessi visto prima di comprare il libro, penso, avrei ordinato il romanzo di Baer su Internet Bookshop appena finiti i titoli di coda. È insomma una pubblicità che su di me avrebbe funzionato – perché, com’è ovvio, il vero scopo di un booktrailer è vendere più libri, in un’Italia che è uno dei paesi dove si legge di meno in Europa.
Foto Baciami Giuda: Will Christopher Baer (Marsilio)

I titoli di coda di “Baciami Giuda” terminano con un nome, Bonsaininja Studio. Visito bonsaininja.com e mi imbatto in un secondo trailer, quello di “Coraline” di Neil Gaiman. Il passaggio dal romanzo di uno degli scrittori più visionari in circolazione alle stupende animazioni del booktrailer è di disarmante semplicità: “Eravamo ancora studenti di design al Politecnico, l’abbiamo realizzato con dei portatili e una videocamera; le illustrazioni sono state disegnate, colorate e animate da noi, le locations sono le nostre case e la bambina è la sorella di un nostro amico” mi racconta Fabio Legnani dei Bonsaininja Studio.
Il risultato però è ottimo, tanto da vincere il premio della critica del concorso “Ciak si legge” e da essere linkato dallo stesso Gaiman sul proprio sito. E proprio attraverso questo link il lavoro dei Ninja nostrani viene notato da Jacopo De Michelis, responsabile della narrativa per Marsilio, che affida loro la realizzazione del già citato booktrailer di “Baciami Giuda”, a tutti gli effetti il primo commissionato da un editore in Italia. Tutto questo succedeva nel 2005, e da allora la diffusione dei booktrailer in Italia è in costante crescita. Non che si tratti di un fenomeno nuovo - già a metà degli anni ’90 ne erano stati prodotti alcuni in Canada e negli Stati Uniti con scarsissimo successo – ma quel che è successo dalla loro prima apparizione ad oggi è la rivoluzione di internet, e la possibilità di raggiungere enormi quantitativi di persone, e di farlo gratis. E infatti se oggi all’estero vengono in qualche caso utilizzati anche come spot televisivi, in Italia la diffusione dei booktrailer avviene quasi esclusivamente sul web. Sia perché, come spiega Jacopo De Michelis, “un passaggio televisivo va oltre il budget che la stragrande maggioranza delle case editrici si può permettere”, sia perché l’accostamento di “materiale visivo” ai romanzi permette di strizzare l’occhio alla “YouTube generation”.

Thriller e romanzi d’avventura possono avere contenuti d’azione più adatti alla resa video, ma nulla vieta di realizzare booktrailer anche per romanzi non di genere. “Credo basti una suggestione” dice Monica Mazzitelli, già coordinatrice della comunità di lettori volontari iQuindici, che ha recentemente realizzato il booktrailer di “Tana per la ragazza con i capelli ad ombrellone” (romanzo attualmente disponibile on-line su VibrisseLibri e di prossima pubblicazione per Rizzoli). “Si tratta di esprimere il contenuto ma soprattutto la modulazione di frequenza emotiva che il libro ti trasmette, qualunque essa sia.”
E di farlo in piena libertà creativa, quindi utilizzando una voce fuori campo o semplici sottotitoli, del girato ma anche un’immagine fissa o delle animazioni. Piuttosto raro l’utilizzo di dialoghi tra attori, perché “quella sarebbe quasi una resa cinematografica del libro, che concettualmente è una cosa diversa dal booktrailer” precisa Monica Mazzitelli.
Foto Tana per la bambina con i capelli a ombrellone: Monica Viola (Vibrisselibri)

Alcune caratteristiche rendono poi naturale la promozione sul web: niente di meglio di un romanzo come “In Rete” di Peter James (Kowalski), la cui trama è indissolubilmente legata ad internet, per approfittare di questa nuova tipologia di pubblicità on-line.
E c’è chi si spinge oltre, come i Wu Ming. Sul sito di “Manituana”, ultima fatica del collettivo di scrittori, al booktrailer viene affiancata una serie di link a Google Earth, per un viaggio virtuale nei territori in cui si svolge il romanzo. Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la tecnologia mette a disposizione delle opportunità, ma saperle sfruttare spetta all’inventiva. Non tutti gli editori sembrano infatti possedere la lungimiranza, oltre che le risorse, per investire nei booktrailer, non considerando l’enorme visibilità che garantiscono e la possibilità di realizzarne di qualità anche senza budget esagerati, come nel caso del già citato “Coraline”.

 


 

 

 

 

 


 

 

Foto Confini di stato: Simone Sarasso (Marsilio)
Foto V.M.18: Isabella Santacroce (Fazi Editore
)

Tra gli editori più attivi nel commissionarli da citare Marsilio (“Un certo senso” di Francesco Fagioli, “Supervita” di Marco Bacci, due versioni diverse di “Montezuma airbag your pardon” di Nino D’Attis e recentemente “Confine di Stato” di Simone Sarasso), Il saggiatore (in lavorazione quello di “Non mi ami ancora” di Jonathan Lethem) e Fazi, con l’allucinato “God jr” di Cooper (ancora del Bonsaininja Studio), “In nome dell’amore” di Melissa P., e “V.M. 18” di Isabella Santacroce. Quest’ultimo trailer, realizzato dall’autrice stessa, è semplicemente l’immagine di copertina, che definire ammiccante sarebbe un eufemismo, su cui passano in sovraimpressione titolo, data di uscita e nomi delle protagoniste.
Niente di particolarmente elaborato, ma comunque qualcosa che, complice anche l’Ave Maria di Schubert a fare da colonna sonora, permette di abbattere la ristretta gabbia di una quarta di copertina. Sarà per i contenuti, ovviamente trasgressivi come da santacrociana tradizione, sarà in parte anche grazie al booktrailer, sta di fatto che il sito dedicato al libro trabocca di commenti, alternativamente adoranti o scandalizzati. Del resto si sa, bene o male purché se ne parli…
E c’è poi il caso di “Come dio comanda” di Niccolò Ammaniti, pubblicato per Mondadori. Già trasformato in un booktrailer realizzato da Keitai, diventerà anche un film per la regia di Gabriele Salvatores (e visto il risultato della collaborazione tra scrittore e regista per “Io non ho paura” non si può che rallegrarsene). Resta la curiosità di vedere se, con le dovute differenze di budget e durata, le due rese filmate ci restituiranno la stessa piovosa atmosfera.
Oltre alla funzione prettamente pubblicitaria, c’è poi chi affida al booktrailer informazioni di più ampio respiro, come nel caso di “Bestie” di Sandrone Dazieri, pubblicato da Edizioni Ambiente in collaborazione con Legambiente. Fedele allo scopo della collana Verdenero di cui fa parte, cioè utilizzare la narrativa per denunciare gli illeciti ambientali delle “Ecomafie”, il booktrailer di “Bestie” è un elenco di immagini di specie in via di estinzione, con l’indicazione degli esemplari superstiti.
E visto che libri ed immagini in movimento non sembrano più così lontani, c’è chi usa la loro sintesi per scopi ulteriori. Un esempio su tutti quello di Gianfranco Recchia, in arte Grenar, che ha videorecensito “Tana per la bambina con i capelli ad ombrellone”, confermando che il mondo letterario e tutto quello che ci orbita attorno stanno trovando nuova linfa nei contributi filmati. Del resto Grenar è un collaboratore di VibrisseLibri, casa editrice virtuale e agenzia letteraria on-line di Giulio Mozzi, uno dei migliori esempi italiani di sfruttamento delle potenzialità del web in ambito letterario.

Michele Orti Manara

Articolo tratto da What’s Up Magazine n.15

 
 

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