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Lo sci più sicuro di calcio e ciclismo

Del: 14/11/2007


La sicurezza innanzi tutto, ma anche precisione nel diffondere informazioni.

Tale considerazione sorge spontanea, andando a dare un’occhiata al rapporto “Banca dati sull’infortunistica degli sport invernali” e ascoltando le notizie che giungono dai media riguardo gli sport invernali.

In Italia, gli sport invernali sono molto apprezzati, infatti, nel nostro Paese, durante il periodo invernale, si recano sulle piste innevate circa 3 milioni di sciatori e quasi mezzo milione di snowboarders. Di contro, negli ultimi anni si è assistito da parte dei media ad un atteggiamento allarmistico nei confronti della pericolosità di questi sport praticati all’aria aperta.
Tale tipo di “terrorismo mediatico” risulta essere tanto più ingiustificato dati alla mano.

Cominciando dallo studio promosso da Assosport e curato dal Centro Studi Sicurezza e Cultura della Montagna, i risultati dicono che lo sci è tra gli sport più sicuri da praticare. Infatti, secondo i dati esposti da Gianni Mazzonetto e commentati dal Direttore Assosport Manuela Viel, l’indice di rischiosità per sci e snowboard è solo medio, molto più basso rispetto a quello di calcio e ciclismo, e il 75,67% degli incidenti sugli sci è dovuto a cause occasionali mentre solo l’11,65% è causato da collisione tra persone.

Altri dati interessanti da tenere in considerazione emergono dai modelli matematici realizzati dall’Università di Salisburgo, che classificano i diversi sport in base al loro indice di rischiosità prodotta: su una scala da 0 a 100 il calcio si posiziona al primo posto per pericolosità (ben 41) seguito immediatamente da equitazione e ciclismo. A quota 12 si posizionano i giochi con il pallone, la mountain bike e lo snowboard, mentre lo sci lo ritroviamo solo al settimo posto con un indice pari a 9.

Ulteriore conferma sono il numero di interventi registrati da Carabinieri e Polizia. Nel corso della stagione 2006-2007 sono stati registrati 23.018 interventi, cifra in netto calo rispetto alle stagioni precedenti (26.472 interventi per la stagione 2005-2006, 26.890 per la stagione 2004-2005). Il dato si rivela interessante sia per le misure di sicurezza che sono state messe in atto, in riferimento sia alla sensibilizzazione fatta dalle Istituzioni e dalle case produttrici di attrezzatura, sia alla ricezione di tali informazioni da parte degli sciatori.

Risulta perciò evidente che lo sci non è uno sport così pericoloso come si vuol far credere. Ciò che appare più difficile da capire è questo continuo “allarmismo” dei mass media verso gli sport invernali. Penso sia giusto far leva sulla sensibilità degli sportivi attraverso i canali di comunicazione, affinché la sicurezza sia un concetto ben assimilato.
Legittimo, però, chiedersi perché continuare ad insistere su sport che sono potenzialmente più sicuri di altri, come ad esempio il calcio, dove la sicurezza non viene assicurata neanche a chi va a guardare una partita.

Matteo Laghezza

 
 

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