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Il futuro è ad oriente

Del: 24/11/2007

“Il futuro del mondo è più ad oriente che ad occidente”. Con queste parole si è concluso l’intervento di Cesare Romiti, Presidente Fondazione Italia- Cina, che ha aperto l’evento di HSM dedicato ai mercati asiatici.
Negli ultimi anni Cina ed India sono prepotentemente intervenute a spostare il peso degli equilibri economici mondiali, trasferendo il baricentro del sistema produttivo e commerciale dall’Atlantico al Pacifico. Una nuova età dell’oro ha investito i Paesi emergenti, il cui repentino sviluppo deve essere interpretato non solo come minaccia, ma come opportunità di aperture, sinergie ed investimenti.

Cina ed India, due colossi mondiali, letti dall’opinione pubblica italiana ancora come Paesi molto lontani per cultura, lingua e tradizione. Eppure l’avvenire sarà proprio laggiù.
La Cina, ad esempio, con un sistema politico che governa dall’alto anche quello economico, ha avuto nel corso degli anni un progresso molto ordinato. Il suo nome, che in cinese significa “regno di mezzo”, fa della sua posizione geografica un elemento strategico nell’intero contesto internazionale. Cina e India, la prima con un quinto della popolazione mondiale, la seconda con un numero di abitanti che la rendono il secondo Paese più popoloso al mondo, chiedono una gestione più consapevole dei processi di internazionalizzazione e un ripensamento delle strategie globali. I due mercati orientali sono molto differenti fra di loro, ma sfruttano la loro complementarietà: la Cina è forte in infrastrutture e competitiva per quanto riguarda le industrie, mentre l’India è all’avanguardia nel settore dei servizi. Differenze evidenti anche in altri settori in forte espansione, come quello tessile, come evidenzia la testimonianza di Paolo Zegna, Presidente del Gruppo Ermenegildo Zegna: “La Cina esporta molto, l’India consuma molto localmente. Il nostro diventerà di conseguenza un mercato di nicchia”.

Diversi i relatori che hanno presentato le loro esperienze e conoscenze sul mercato indiano e cinese. Da Chris Patten a Kenichi Ohmae, da Milind Lele a Mario Zenone Poma.
Tutti hanno descritto le numerose opportunità di business da e verso il mercato cinese.
Quali i segreti per accedervi? Possibile suggerire alcune semplici regole? Sintetizzando tutto in un vademecum per gli aspiranti investitori:
cercare un partner cinese, concentrare la propria attività in una singola zona, dare un nome cinese alla compagnia e tenere sempre in alta considerazione la cultura cinese.
Lezioni di vita operativa per gli imprenditori che vogliono esportare il proprio business in Cina, che non sono valse per il gruppo Ermenegildo Zegna, che si è insidiato in quei mercati in tempi non sospetti. A riprova del fatto che ogni esperienza è pur sempre soggettiva.

Serena Poerio

 
 

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