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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Gli investimenti in SEM delle aziende italiane

 versione inglese
Del: 28/11/2007



E’ stata l’unica forma di advertising sul Web che ha visto crescere gli investimenti, in Italia e nel mondo, anche nel periodo nero di Internet seguito allo scoppio della bolla speculativa nei primi anni 2000: il search engine marketing (SEM, acronimo che racchiude le attività SEO, keyword advertising ed altre attività correlate), a tanti anni di distanza, continua ad essere uno degli strumenti di promozione sul web più efficaci per le sue peculiarità, e le aziende dello stivale non mancano di investirvi in maniera sempre più convinta.

Un quadro ancora più chiaro ed esaustivo sul rapporto che le aziende italiane hanno con il search marketing emerge dalla ricerca di mercato svolta online da OTO Research (www.otoresearch.it) nel mese di ottobre su un campione di 216 professionisti che lavorano in aziende italiane e che hanno competenze o responsabilità sulle attività Web.
Dall’indagine emerge come il 69% delle aziende italiane si avvalga di attività di search marketing (il 44% è attivo da 2 o più anni), mentre una buona metà delle aziende che ancora non si sono mosse (16%) ha comunque intenzione di valutare nel breve/medio periodo questa forma di promozione (in ¼ dei casi entro i prossimi 6 mesi).

L’attività viene svolta internamente dal 52% delle aziende, mentre il 41% si avvale del supporto di un’agenzia specializzata, demandandole l’intera gestione delle attività o solo una parte di esse (es. la sola attività SEO o la sola gestione del keyword advertising).
Tra le attività portate avanti dalle aziende già attive nel search marketing, la search engine optimization (SEO), ovvero l’ottimizzazione di un sito per ben figurare tra i risultati dei motori di ricerca, ed il keyword advertising (link sponsorizzati) si spartiscono la testa delle preferenze con l’85% di utilizzo ciascuno. Il 55% degli intervistati è attivo anche in attività di link building, attività rilevante per migliorare la visibilità di un sito tra i risultati di ricerca di motori come Google.
Guardando il ROI delle attività legate al search marketing, per il 46% delle aziende il SEO genera un ritorno sull’investimento più elevato rispetto al keyword advertising, a fronte di un 12% che indica il contrario e di un 8% di aziende per le quali il ROI dei due strumenti si equivale (il restante 34% non è in grado, o non vuole, misurare il ROI dalle attività SEM).

Tornando all’85% di aziende attive nel keyword advertising, la quasi totalità di queste (97%) si promuove attraverso il network Google Adwords, il 57% utilizza anche il network Yahoo Search Marketing, il 13% Miva ed un 5% altri network minori. Alla base della scelta del network, in primis l’esperienza già avuta con questo (83%), quindi la notorietà del brand (44%) ed i suggerimenti dell’agenzia di cui si avvalgono per il SEM (17%).

Una delle ragioni che hanno contribuito alla vasta diffusione del search marketing come strumento di promozione è sicuramente la bassa soglia di investimenti necessaria per partire. Andando a guardare gli investimenti delle aziende italiane, si può vedere come in termini assoluti (senza neanche provare paragoni con gli investimenti in altri strumenti offline) i budget destinati ai motori siano limitati: il 35% delle aziende investe annualmente meno di 10.000 euro, il 18% investe un budget compreso tra 10.000 e 25.000 Euro, il 14% tra 25.000 e 50.000 Euro. Solo l’11% investe su base una cifra superiore ai 500.000 Euro. A farla da padrone, in tutte le fasce, gli investimenti in keyword advertising.

Se il 36% delle aziende definisce ad inizio anno il budget dedicato ai motori, per poi rivederlo nel corso dell’anno, un altro 30% di aziende lo lega invece dinamicamente ai risultati concreti che le attività di SEM generano, quali contatti, vendite, iscrizioni a test gratuiti…
Ed i risultati sono premianti, se è vero che ben il 72% delle aziende ha indicato che intende incrementare nei prossimi 3 anni il budget dedicato al SEM, a fronte del solo 2% di aziende che ritiene andrà a diminuire questo investimento.

Tra le ragioni che portano le aziende ad investire in search marketing, la principale è quella di usare i motori per trovare nuovi clienti (54%), per aumentare i contatti qualificati (45%) e per aumentare le vendite (39%). E’ invece poco utilizzato per costruire o rafforzare un brand o l’immagine di un’azienda (29% e 26%).
Per misurare l’efficacia ed i risultati generati dalle attività di promozione attraverso i motori, il 52% delle aziende utilizza una piattaforma gratuita di web analytics (es. Google Analytics o Shinystat), mentre il 29% la seleziona tra quelle commerciali in funzione degli indicatori di performance (KPI) che intende misurare; il 26% si basa esclusivamente sui report forniti dall’agenzia, mentre vi è un 4% di aziende che non misura nulla.
La white paper con i risultati della ricerca può essere richiesta gratuitamente sul sito di Sems (http://www.sems.it/ricerche.htm).

Marco Loguercio
Fondatore ed amministratore di Sems (
www.sems.it)
Il suo blog:
www.marcologuercio.com

 

 
 

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