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Siate realisti, domandate l’impossibile

 versione inglese
Del: 29/11/2007



Molti di noi il Polo Nord non lo vedranno mai. C’è chi se ne rammarica e chi rimane indifferente. Di certo nessuno può rimanere indifferente alla bellezza mozzafiato dei luoghi polari e non avere almeno un moto d’animo simile allo stupore. Lo stupore. Questo è il motore. La capacità di emozionarsi per il bello, a ogni livello e in diverse situazioni della vita. Il bello dello straordinario, ma anche delle piccole cose del quotidiano. Raccogliere le energie che “il sapersi stupire” regala e usarle per vivere, ogni giorno, anche in situazioni difficili.
A Bolzano l’Associazione Promosolida – Punto Liberatutti Onlus ha fatto propria questa filosofia educativa, che si prefigge di favorire a minori in difficoltà e alle loro famiglie un’esperienza critica della realtà. Grazie all’aiuto e al sostegno di diverse realtà (istituzioni, profit e pubblica amministrazione) ogni anno realizzano un desiderio, apparentemente impossibile, e forse per questo più realizzabile.

L’Associazione, nata nel 1993, gestisce il centro diurno “Punto Liberatutti”, che attua interventi di sostegno educativo a favore di minori di età compresa tra i 3 e i 15 anni in situazioni di disagio, di carenza psicoaffettiva, disgregazione del nucleo familiare a rischio e/o con disturbi neuropsichiatrici infantili (con la prospettiva di poter assumere e stabilizzare comportamenti devianti). Lo sforzo educativo è rivolto alla responsabilizzazione e al coinvolgimento anche dei genitori naturali, affidatari o adottivi, nella costruzione di progetti individuali finalizzati alla promozione e sviluppo delle potenzialità intellettuali, relazionali-sociali e motorie dei minori.

I servizi del centro diurno sono rivolti a 26 utenti, mentre il servizio educativa domiciliare prende in carico una ventina di nuclei familiari in difficoltà nel rispondere al compito educativo e genitoriale. L’Associazione si pone come raccordo tra famiglia e istituzioni nella costruzione di un percorso educativo continuativo e comune. Il lavoro in rete con le altre istituzioni è fondamentale, consentendo di monitorare le diverse variabili nelle situazioni più difficili e, intervenendo per tempo, fornire prevenzione primaria. I luoghi di intervento sono molteplici e flessibili, identificandosi con le diverse realtà di riferimento e favorendo l’integrazione nel tessuto sociale. Gli interventi vengono attuati in prevalenza all’interno dell’abitazione della famiglia presa in carico, ma anche presso centri diurni, centri di aggregazione giovanile, presso associazioni sportive o nella sede centrale dell’Associazione Promosolida.

I ragazzi che frequentano il centro diurno Punto Liberatutti, hanno intrapreso un percorso educativo di tre anni che li ha visti coinvolti in grandi avventure, tra viaggi, attività ludiche e laboratori specifici. Lo slogan “Siate realisti, domandate l’impossibile” è la sfida che ha mosso i primi, inizialmente difficoltosi passi, nella realizzazione dell’ambizioso progetto educativo scaturito da un sogno.
Il sogno di uno dei ragazzi del centro, poi condiviso e costruito “con e grazie” al lavoro e alla passione di tutti. Alla domanda: “C’è qualcosa che ti interessa al punto di spendere un pezzetto di te" ha risposto: “Per un viaggio a New York farei di tutto”. E così è stato. E’ iniziata una sfida. Una sfida non fine a se stessa, ma una sfida di vita, alla costruzione e realizzazione di un sogno comune. Operazione ancora più complessa per questi ragazzi, cui la vita ha finora riservato solo grandi delusioni. I ragazzi si sono fatti così portavoce di un desiderio, apparentemente impossibile e troppo costoso, contagiando tutti gli altri con la loro passione, chiedendo preventivi, andando alla ricerca di fondi, impegnandosi senza mollare.

Grazie alla collaborazione e al sostegno di istituzioni quali la Fondazione Opera Famiglia Materna e realtà profit come Land Service, BrennerCom, Schönhuber Franchi e pubblica amministrazione della Provincia Autonoma di Bolzano, i ragazzi hanno realizzato il loro desiderio. Un viaggio a New York e poi, gli anni seguenti, a Madrid, Rodi e ad aprile 2007 a Capo Nord. Un vortice di esperienze indimenticabili, che si sono “guadagnaticredendoci e facendo fatica. Come dice Giorgio Vittadini: “il viaggio diventa il cuore di un’avventura di vita: non per evadere, ma per imparare più profondamente, di fronte alla bellezza dei posti visitati (perché solo lo stupore conosce) a introdursi alla ’realtà totale’ anche nella vita quotidiana.” 20 ragazzi delusi dal mondo, trovano lo stimolo di interessarsi nuovamente alla realtà, aprirsi al coinvolgimento degli altri, per realizzare qualcosa da tutti ritenuto impossibile. E quando quel “qualcosa” si concretizza, acquistano fiducia in se stessi e nelle possibilità inespresse che la vita quotidiana offre. E allora, forse, vivere vale la pena e diventa un percorso di esplorazione del mondo, delle sue possibilità e del genio che ognuno ha dentro di sé.

Alcuni dei ragazzi hanno scoperto e si sono confrontati con le loro potenzialità anche sul palcoscenico, grazie al progetto teatrale che ha permesso di comunicare passione e esperienze di viaggio, attraverso uno spettacolo multimediale e teatrale. “La storia di Edimar. Solo lo stupore conosce” racconta di un “menino de rua” brasiliano che non aveva mai visto il mare, ma anche il distillato del cambiamento di apertura alla vita di questi ragazzi. La messa in scena dell’opera (a Bolzano e in replica a Milano, proprio all’inizio di novembre 2007) ha rappresentato un grosso impegno per questi giovani, guidati dagli educatori e da Fatima Martins, del Teatro Elsinor di Forlì. L’ennesimo traguardo raggiunto per rendere possibile l’impossibile.
(foto di Fabrizio Arigossi - Foto Press Merano)

Sara Annoni
Borsa Progetti Sociali
ALTIS – Università Cattolica del Sacro Cuore
borsaprogettisociali@unicatt.it
www.borsaprogettisociali.it

 
 

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