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Genova, la capitale del mare

Del: 05/12/2007

Dal 6 al 14 ottobre ha aperto i battenti il 47° Salone Nautico Internazionale di Genova, la kermesse nautica più importante del nostro paese. Migliaia di barche, decine di espositori, centinaia i visitatori, numeri importanti che hanno evidenziato l’eccellenza raggiunta dalla manifestazione ligure.


















La darsena delle vele
(foto di Photoshop snc - Fotografi Ufficiali Fiera di Genova)


Tre sono i dati che hanno coronato il successo del Salone Nautico di Genova: più di 22.000 i metri che avrebbe raggiunto un’ipotetica linea continua di tutte le barche esposte, 100.000 i metri quadrati dello specchio d’acqua fieristico, 1500 gli espositori, di cui il 37% stranieri.
Quest’anno la manifestazione italiana ha davvero toccato l’apice. Genova ha chiuso dopo il Salone di Cannes e quello di Montecarlo, la serie dei main event autunnali dedicati al mondo della nautica, sembra che sia stata proprio la città ligure ad aver ottenuto i maggiori risultati e i migliori feedback.

Una sensazione di eccellenza assaporata fin dai cancelli d’ingresso dove, in un mix profumato di salsedine, vetroresina e tek, si potevano ammirare la grandezza dello spazio espositivo, il profilo delle prue beccheggianti e il nutrito numero di alberi delle vele, segnali di una mostra all’avanguardia e ricca di novità.
All’interno del Salone, hanno colpito la raffinata estetica e l’ordine nel flusso dei visitatori, ma soprattutto non ha deluso lo splendore dei prodotti presentati. 2.300 le barche esposte, di cui più di 500 floating, cioè ormeggiate alle banchine e visitabili nel loro ambiente naturale.
A Genova erano presenti natanti di tutte le dimensioni, ma a farla da padrone sono stati certamente i super yacht, di cui 43 oltre i 30 metri. E non a caso le mascotte della manifestazione erano proprio due “colossi” comodamente ormeggiati all’ingresso del Marina: il Mangusta 165 Open, un motoscafo open la cui lunghezza fuori tutto oltrepassa i 49 metri, e la Santa Maria, stupenda imbarcazione a vela prodotta dal Cantiere Perini, il cui inconfondibile scafo blu cobalto raggiunge i 55 metri.

E nella parata dei giganti marini è stato il made in Italy a ricoprire il ruolo di principe. Attualmente, più della metà della produzione mondiale viene proprio dal Bel Paese, che ha dimostrato di saper costruire ed esportare in tutto il mondo funzionali e pregiate imbarcazioni di oltre 100 piedi (circa 30 metri).
Gli italiani soddisfano perfettamente le richieste degli acquirenti siano essi americani alla ricerca di grandi prestazioni o cinesi che odiano il sole e quindi non vogliono gli open.
Tra i cantieri nostrani più famosi erano presenti a Genova Azimut-Benetti con il modello 103S, un 31 metri già premiato al World Yacht Trophies di Cannes, il gruppo Ferretti che ha presentato Navetta 26 nella serie Custom Line, e infine CRN, brand di Ferretti, che ha esposto il modello 128, un 40 metri i cui interni sono stati firmati da Fendi.
A questi produttori si sono aggiunte le imbarcazioni di altri cantieri come San Lorenzo, a conferma delle linee guida di un mercato mondiale sempre più ghiotto di oggetti funzionali, comodi, lussuosi, e, soprattutto, enormi.
Ferretti Navetta 26
(foto di Carlo Borlenghi)



Una tendenza verso la grandezza già peraltro emersa durante il Salone di Cannes tenutosi lo scorso settembre, dove hanno trionfato le misure large, le comodità a bordo e uno spirito di navigazione decisamente raffinato.

Genova poi non è stata solamente la passerella di natanti “fuori misura”, visto che largo spazio è stato dato anche al settore compreso tra i 10 e i 24 metri, fiore all’occhiello del diportismo italiano.
Nell’area espositiva erano presenti numerose imbarcazioni che hanno fatto luccicare gli occhi agli appassionati dei motori, come l’Apreamare 64 (19 metri) simile a un gozzo da veri marinai ma con un sottocoperta principesco, l’Azimut 58 (17 metri) e lo SportRiva 56 (16 metri), un perfetto mix di prestazioni ed eleganza.

 















Interni del CRN 128 (foto di Maurizio Paradisi)


Il Salone non ha deluso neppure gli amanti di drizze, rande e scotte, affiancando alla darsena dei motoscafi, uno specchio d’acqua riservato esclusivamente alle vele.
In questa parte, tra le oltre 200 barche esposte, hanno trovato un ormeggio le novità della Dufour Yahcts, della Oyster Marine, passando per la bellissima flotta marchiata Grand Soleil, in cui ha spiccato il nuovissimo 54 piedi (circa 16 metri).
Così come per i motori, anche nel reparto vela gli elementi distintivi sono stati comodità, raffinatezza degli interni, ma anche bellezza dei ponti esterni e delle linee degli scafi, il tutto a leggero discapito della tradizionale vita spartana di bordo.
Non bisogna dimenticare che al 47° Salone erano allestite anche estese aree interne come il Padiglione C, dove sono state presentate tutte le novità tecniche, elettroniche e di strumentazione utili a chi vuole andar per mare.





















Il CRN 128 (foto di Maurizio Paradisi)


Una sola piccola macchia si è nascosta dietro la facciata positiva della manifestazione.
Anche a Genova, infatti, è stata notata la flessione del mercato delle piccole imbarcazioni a conferma di scarsa dinamicità e di una middle class sempre più debole. Le novità non sono comunque mancate, le “fishing boat”, ad esempio, hanno ottenuto un discreto successo con la loro unione tra caratteristiche sportive e qualità più “famigliari” come comodi prendisole.
Genova ha chiuso i battenti con eccezionali risultati, dimostrando come i rudi contorni della vita nautica possano tranquillamente convivere con le più raffinate comodità di bordo.

Marco Crosetto

Articolo tratto da What’s Up Magazine n.16

 
 

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