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Frecce di neo-tribalismo

Del: 05/04/2004

Ricercare dinamiche di appartenenza in un’epoca di forte e feroce individualismo sposta il focus delle interazioni socio-economiche precedentemente affrontate, dogmatizzate e strumentalizzate ed ormai subliminate sino a renderlo realmente anacronistico.

Questi i presupposti della nuova concezione di marketing, declinata da “Alvisi & Associati”.
“A chi o a cosa si appartiene” o come spesso si dice “a chi o a cosa ci si fidelizza?
Dice Davide Benedetto, partner della società: “Ribadire con fervore una cieca obbedienza unicamente a sé stessi e ai propri bisogni si rivela essere una difesa inconsistente verso una non volontà di riconoscersi dipendenti da qualcosa o da qualcuno”.
L’entità tribale che atavicamente risiede nel nostro spirito ci ricorda la precaria incompletezza dell’esistere umano; l’assenza di scambi con mondi individuali simili al nostro determina una frattura relazionale costantemente soggetta a variazioni apparentemente riparative.
In un’epoca in cui l’emozione cede il passo alla pro-mozione ed il sentimento al ri-sentimento, appare difficile tracciare o identificare la ‘guide-line’ in grado di unire i destini o per lo meno la quotidianità degli esseri pensanti ed emozionabili.”

Entrare ed uscire costantemente da micro e macro mondi, spesso totalmente inavvicinabili alla propria realtà personale, causa un’aspettativa di cambiamento che compulsivamente richiede un riconoscimento effettivo di tali mutamenti.

Sullo stesso tema del nuovo tribalismo interviene Lino Sartori, altro partner di “Alvisi & Associati”: “In un mondo di solitudine, un individuo si rapporta alle cose mediante l’unico mezzo di scambio, il denaro. Non relazioni interpersonali, ma distanze intersoggettive. La piazza delle transazioni impersonali è un ammasso di bisogni generalizzati: tutti comperano tutto, senza distinzione: è una ressa all’ultima ‘cosa’ .

L’uomo neo tribale non vuole più solo avere bisogni: sente desideri, soprattutto “sente”; questo sentire assume un carattere polisensoriale e si traduce ora in monoazioni disgregate, caotiche, ma richiama a sé e riconosce in una inconsapevole adunanza i suoi nuclei tribali".

                                                         D. Benetto- L. Sartori

Approfondisci lo studio nel documento allegato!

 
 

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