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Oltre la vista

Del: 11/12/2007

Si è svolto a Milano l’incontro “Scatole Sensate: il packaging tra vista e tatto”, organizzato da Pro Carton, associazione europea dei produttori e trasformatori di cartone e cartoncino, in collaborazione con la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Un progetto nato dalla volontà di anticipare le tendenze future del packaging in cartoncino, esplorando punti di vista inusuali e innovativi sulla tematica. A tal fine è stato creato un apposito tavolo di lavoro, composto dai principali esponenti della filiera produttiva, che hanno individuato come elemento di interesse l’approccio sinestetico intermodale, ossia la possibilità di promuovere una dimensione polisensoriale in cui siano coinvolti anche altri sensi oltre alla vista.

A questa prima fase ne è seguita una seconda, durante la quale gli studenti del Politecnico hanno elaborato concept in grado di esaltare le qualità globali del cartoncino sia visive che tattili, così da sviluppare packaging in grado di fornire un’anticipazione del contenuto, rispondendo, ad esempio, all’esigenza di coloro che appartengono alla numerosa comunità degli ipovedenti. La mostra “Packaging tra vista e tatto” aperta al pubblico fino al 19 dicembre, presenta appunto i progetti degli studenti del Corso di laurea in Design della comunicazione del Politecnico di Milano (Facoltà del Design).

A parlare di packaging, di polisensorialità e di futuro, Piero Capodieci - presidente Pro Carton Italia, Giovanni Baule – presidente del Corso di Laurea in Design della comunicazione della Facoltà del Design del Politecnico di Milano, Luca Bergamaschi – rappresentante dell’Istituto Italiano Ciechi, Enrico Finzi – sociologo e Presidente di Astra Ricerche, Michael Schötensack - Direttore Marketing Divisione Gelati Nestlè Italia, Caterina Crepax – designer.

“350.000 non vedenti, 1 milione di ipovedenti in Italia: sebbene alcune aziende di piccole dimensioni abbiano proposto forme di imballaggio con scritte in caratteri Braille, si tratta di esperimenti che non hanno avuto grande riscontro - ha affermato Luca Bergamaschi - Le informazioni sono ad oggi ancora solo fruibili con la vista così come per le istruzioni di apertura; e anche per il tatto la percezione è molto limitata poiché le superfici sono essenzialmente lisce. La multisensorialità è un dato molto importante per i non vedenti e molto si potrebbe fare, lavorando, per esempio, sulla differenziazione degli imballaggi e su forme di comunicazione comunque percepibili attraverso canali sensoriali diversi: caratteri di scrittura più grandi, caratteri visuali rilevati in modo da essere percepibili al tatto, textures e forma degli imballaggi diversi a seconda dei prodotti, eventuali segnalatori di tipo olfattivo o uditivo solo per citarne alcuni”.

Che la tendenza si sempre più la “multisensorialità” emerge anche dalle ricerche che Enrico Finzi ha realizzato ultimamente e che hanno evidenziato come i consumatori siano sempre più alla ricerca di un coinvolgimento a molteplici livelli: tre Italiani adulti su quattro, infatti, affermano che nel fare acquisti utilizzano tutti i sensi e non solo la vista. E il 58% dei 14-79enni si definisce “polisensoriale”, ossia che ricerca il piacere usando tutti e cinque i sensi. “Il polisensorialismo è diventato ormai un fenomeno di massa che coinvolge il 58% della popolazione italiana”. L’occhio continua a farla da padrone, è decisivo nelle scelte per quasi 2 adulti su 3, ma la sua importanza viene ridimensionata. Gli Italiani stanno riscoprendo glia altri sensi: 86 italiani su 100 danno grande importanza agli odori: e anche il tatto se la passa bene pur essendo il senso meno sviluppato.
E poiché, come afferma Michael Schötensack, il packaging è l’anima di un prodotto e diventa anche fonte di informazioni più ampie e generali, quasi un new media, attendiamo le evoluzioni concrete di questo interessante talk show.

Gloria Gerosa

 
 

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