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Le donne e il vino

Del: 14/12/2007



Un rapporto dinamico ed in costante evoluzione, quello tra le donne ed il vino. Negli ultimi decenni, hanno cominciato ad assumere un ruolo fondamentale nella gestione non solo della casa, ma anche dell’impresa.
Donne sommelier, donne manager di aziende vinicole, donne dei nostri tempi.
Così, anche il business enologico amplia i suoi orizzonti.

‘Ci vuole naso nel mondo del vino’: e quale olfatto più sviluppato di quello femminile? Sul giornale scientifico Nature Neuroscience è stato pubblicato uno studio condotto dai ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Filadelfia, sotto la guida di Pamela Dalton, che conferma i risultati degli esperimenti condotti in passato sulla spiccata sensibilità femminile agli odori. Nature Neuroscience afferma che le donne hanno ‘un’accresciuta abilità a trovare il compagno, a riconoscere la prole, a individuare il cibo e a evitare l’esposizione a sostanze tossiche’.
Ed ecco allungarsi le fila di partecipanti donne ai corsi per diventare sommelier e degustatori, alle fiere ed agli eventi enogastronomici per gli esperti e per gli operatori del settore.

Consideriamo anche il gusto per l’estetica e per il design,importanti per originali soluzioni di packaging, che è uno degli strumenti a disposizione delle aziende per catturare l’attenzione dei clienti finali. L’etichetta per un vino è come l’abito per una persona: ciò che conta è la sostanza, però la prima impressione, soprattutto per i non addetti al settore e per gli inesperti, è quella che conta.
Le donne, a mio parere, sono estremamente sensibili a questi stimoli: dopo un’accurato esame delle caratteristiche intrinseche della bottiglia, un apprezzamento sul confezionamento della stessa è d’obbligo!
Il packaging, inoltre, diviene ancora più importante laddove si è inesperti, da un punto di vista tecnico, ma questa vale per ambedue i sessi.
Ricordo infatti con piacere, da ‘profana,’ l’etichetta dello Champagne Brut di Francoise Bedel, un vino biodinamico (prodotto da coltivazioni prive di diserbanti e concimi) della Valle della Marna, denominato “Entre ciel et terre”, che richiama l’atmosfera de ‘Le mille e una notte’ ed invoglia all’acquisto quasi d’impulso. Qui, comunque, anche i profumi apprezzati in fase di degustazione fanno sognare: per esempio, fiori bianchi, erba e crosta di pane, per un bouquet d’eccezione.

Il dilemma è: esistono vini ‘da donna’ e vini ‘da uomo’? La comunque credenza è che lo champagne, per esempio, sia soprattutto un vino ‘da donna’. Ritengo che esista soltanto una tendenza femminine ai vini fruttati ed alle bollicine e che i produttori debbano rivolgersi ad entrambe le categorie, adattando semmai la comunicazione alle tendenze innate dei due generi.
Forse, passeggiando a Trastevere, sui Navigli o sulla muraglia barese, nel ‘runtur’ dei wine party che stanno imperversando nella penisola, potrebbero scoprirne alcune inaspettate forse rimaste sopite per troppi secoli..

Deborah Baldasarre

 
 

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