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Light of Passion

Del: 18/01/2008


Un’idea creativa originale per un prodotto media innovativo e culturale. Un progetto per esaltare la donna nella sua dimensione più propria, ma mai decadente o volgare. Sarà forse la vera alternativa al classico calendario?

Da un lato la storia del calendario, dal mitico Pirelli ad oggi, per cui sembra che per consacrarsi “modello di bellezza” dell’anno (o anche solo del mese), la donna di spettacolo debba “mettersi a nudo” davanti ad una macchina fotografica per farsi conoscere attraverso gli scatti di questa o quella rivista.
Dall’altro i capolavori di Newton, Rits, Glaviano, La Chapelle, Meisel, che hanno esaltato la figura femminile attraverso la fotografia in tutta la sua sensualità e spontaneità.
Diversi modi di ritrarre la bellezza femminile, diversi modi di comunicarla, ma soprattutto due idee agli antipodi sulla realizzazione dei servizi fotografici: indubbiamente commerciale l’una, decisamente culturale l’altra.

Lasciandosi influenzare dalle atmosfere e dal gusto visivo dei grandi fotografi sopraccitati, Ulderico Acerbi di United Talent Communication ha creato “Angel of the year”, un progetto video esclusivo che ritrarrà sei bellissime donne all’interno di un film girato nello scenario di grandi metropoli nell’arco di ventiquattrore.
Il soggetto che è stato presentato il 12 dicembre nella splendida cornice dell’hotel Diana Majestic di Milano, primo capitolo del progetto e girato interamente nel capoluogo lombardo, si intitola “Light of Passion”.

I contenuti delle sei storie che costituiscono il film evidenziano i concetti di femminilità, stile, sensualità e provocazione, con l’obiettivo di esaltare il profilo della donna come icona di bellezza, passione e seduzione, in una chiave moderna e mai decadente o volgare. La realizzazione dei contenuti porrà una particolare attenzione alla scelta delle location e allo styling, con la missione di elevare il concetto di seduzione a quello di emozione.
Sei protagoniste per sei storie differenti, molto “normali” e personali, che si incrociano nell’arco di ventiquattrore e si svelano con molto pathos, fascino e sensualità. Le donne si raccontano attraverso i gesti quotidiani e la propria personalità. La scena d’apertura è ambientata ad un incrocio della metropoli, dove si incontrano casualmente le sei protagoniste. Sono le sei del mattino, la macchina da presa le osserva assorte nei loro pensieri: alcune si apprestano ad incominciare la giornata, altre la stanno concludendo. Tutte sono caratterizzate da una forte femminilità e sensualità in simbiosi con le prime luci della città, e ognuna di loro condurrà lo spettatore all’interno del proprio mondo sociale e privato.

La scelta che l’autore sta portando avanti è molto attenta ed oculata, perché la mission che il film si pone è alta e parecchio caratterizzante. L’icona di bellezza proposta deve poter affascinare, coinvolgere ed emozionare, deve essere un modello fortemente carico di significato e di fascino e lontano dagli ideali di bellezza filiforme che recentemente fanno tristemente parlare di sé.

Il tempo dei calendari è finito? Non spetta noi giudicare o fare previsioni.
È indubbio però che “Angel of the year” possa esserne una valida alternativa al convenzionale e ormai logoro shooting fotografico con la (aspirante) starlette del momento.

Damiano Caron
da What’s Up magazine 17, dicembre 2007

 
 

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