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Lo shopping ha le ore contate!

 versione inglese
Del: 18/01/2008


Un nuovo modo di acquistare accompagna la nostra frenetica modernità urbana. Ai punti vendita tradizionali si affiancano i “Temporary store”, negozi-evento che appaiono e scompaiono mutando continuamente la fisionomia delle vie dello shopping.

Segno tangibile delle tendenze del marketing moderno, i temporary shop, ossia negozi temporanei, sono punti vendita situati in zone altamente rappresentative e aperti per periodi brevi e limitati. Il loro scopo è quello di incuriosire l’acquirente che, attratto dall’esigua durata, ha la percezione di un evento esclusivo a cui pochi potranno partecipare.
La storia del negozio temporaneo inizia in Gran Bretagna. Successivamente importato negli States, questo modello di shopping occasionale ha avuto molto successo anche nella Grande Mela, ed è infine giunto in Italia, anche se con un discreto ritardo.

Su iniziativa della società Sidecar Diffusion srl è nato quindi in Corso Garibaldi a Milano uno shop di 130 mq completamente mutevole e camaleontico, destinato ad ospitare negozi monomarca per brevi periodi di tempo. Essendo una struttura pensata per poter accogliere le più disparate merceologie del retail, essa riduce al minimo gli arredi fissi, affidando la caratterizzazione specifica di ogni sua “incarnazione” a scenografie mobili che cambiano di volta in volta e che fanno percepire il negozio stesso come un prodotto. Imprescindibile per il successo del negozio, oltre a una opportuna collocazione temporale, è anche la scelta di un luogo adatto alle esigenze del marchio ospitato.

Così ad esempio Nivea ha scelto per il suo shop in blu il quartiere più giovane di Milano, le Colonne di San Lorenzo.
Inaugurato lo scorso 13 aprile, il negozio è rimasto aperto per 30 giorni, e ha offerto al pubblico il panorama completo dei prodotti Nivea e una serie di servizi gratuiti.
Risponde alle stesse logiche anche il negozio Lancôme, aperto per due settimane nel febbraio 2005 nell’esclusiva via Sant’Andrea in occasione della settimana della moda.
(foto: Nivea Temporary Shop)

Da maggio a fine 2007 anche il Breil Shop diventa temporary store offrendo al pubblico milanese un ambiente sofisticato e confortevole.                                                           

Altro illustre esempio a Milano è lo Spazio Tokyo, luogo di incontro tra la cultura italiana e quella nipponica. Molti dei prodotti sono importati direttamente dal Giappone in esclusiva per l’Italia, altri sono il risultato della collaborazione tra i due Stati. Aperto sino al 24 dicembre in via Lattuada 2, Spazio Tokyo non è quindi semplicemente un negozio, ma un piccolo expo che suggerisce l’idea di una passeggiata tra i diversi negozi della capitale nipponica, alla scoperta del Japanese Style.
(foto: Spazio Tokio - Milano)

E anche bstripe, marchio milanese di abbigliamento personalizzato, approda nel capoluogo lombardo - in Via De Amicis 53 - fino al 31 gennaio con il suo flagship store, uno spazio progettato con l’ambizione di far conoscere e testare “con mano” l’originalità e la qualità dei capi, rigorosamente made in Italy e tutti da personalizzare.
(foto: Bstripe Temporary store) 

Nel cuore di Roma nasce invece, nel dicembre 2006, uno shop che di “temporary” ha solo il nome. Si tratta di Temporary Love, negozio permanente in via di San Calisto 9, che è frutto dell’incontro tra un’artista e un pubblicitario appassionato di arte contemporanea. Alla base di tutto ruota un’idea tanto semplice quanto ambiziosa, unire il mondo dell’arte e quello della moda.
Vi si possono quindi ammirare e acquistare sia opere d’arte che borse, abiti e molti altri articoli del tutto unici fatti con tecniche e mezzi diversi per creare e valorizzare un’affascinante e vincente dialogo fra arte e moda.

Ultima novità del settore sono poi i pop-up shop, aperti in maniera del tutto estemporanea e che, privi di un battage pubblicitario classico, contano solo su un tam tam sotterraneo, ovviamente innescato ad hoc.

Alessandra Veschi
da What’s Up magazine 17, dicembre 2007

 
 

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