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Cheap Branding

Del: 18/01/2008


Da sempre il prezzo è stato utilizzato come indicatore della qualità e del target a cui un prodotto si riferisce. In parte per le evidenti implicazioni sul conto economico di chi produce prodotti di alta qualità e manifattura, in gran parte per denotare, sottolineare il carattere più o meno elitario del prodotto.

Negli anni è diventato persino uno dei parametri di scelta più comuni per i consumatori alla ricerca della qualità, la varietà di prodotti è talmente ampia che una scelta scientifica e razionale è di fatto spesso impossibile, così si sceglie una scorciatoia: la correlazione con il prezzo.

Se il prezzo è alto sarà sicuramente di qualità, se il prezzo è molto basso difficilmente potrà esserlo (la classica frase "la gente non ti regala niente").

Ma è il brand ad inasprire questo concetto, il brand ha una valore che va al di la della qualità del prodotto, ti trasmette un feeling e ti "marchia a fuoco" differenziandoti dagli altri, facendoti sentire una elite anche se quel brand e quello stesso tipo di scarpe che hai ai piedi lo possiede un milione di consumatori come te!

Il brand, il prezzo elevato e una calcolata difficoltà nel reperimento del prodotto hanno trasformato molti prodotti in successi duraturi.

Il prezzo alto per un brand è sempre stata una scelta obbligata. Soprattutto per brand di elite (pensa a Hermes, Gucci...). Non tanto per sostenerne la qualità produttiva da un punto di vista economico (la maggior parte dei costi non sono di produzione ma di marketing!), quanto per posizionarlo a livello di mercato. Quindi:

Brand di elite + Alta qualità = Alto prezzo
Che cosa succede se si ribalta il concetto? E si fanno brand di elite ma a basso prezzo?
Basso prezzo + Alta qualità = Brand di elite (Cheap Brand)

Ci sono talmente tante persone in grado di comprarsi un paio di Nike oggi che non è più così distintivo averle ai piedi. Avere brand della stessa qualità di Nike ma con un prezzo medio a 15$, significa veramente ribaltare il concetto, ossia sono una elite perché in sostanza dimostro di non esserlo! Non mi adeguo all’equazione prezzo alto quindi brand distintivo, ma introduco un nuovo concetto di esclusività, quella più anti sprechi, ecologica...

E’ la nuova frontiera dei brand nella moda: il Cheap branding.
Un esempio: Starbury, un brand di scarpe della stessa qualità di Nike, voluto e creato da Stephon Marbury, campione di Basket NBA, prodotte nel Sud-Est asiatico dagli stessi produttori dei grandi Brand come Nike, Adidas.

Come è possibile? Simone, cosa ci stai raccontando? Come è possibile che costino 150$ in meno delle altre, saranno diverse, saranno meno di qualità? No, la risposta è no!

La differenza starebbe nei costi di marketing: zero sponsorizzazioni (se non quella legata al proprietario del brand, ma che chiaramente è free), zero super eventi, solo buzz (passaparola) in rete e non.

E la cosa fantastica sapete qual è? Che oggi negli USA è molto più cool un paio di Starbury che un paio di Nike!

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico, presidente
ADVBOUCLE & PARTNERS
http://www.advboucle.com/

 
 

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