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Il Turismo Online in Italia cresce veloce, ma lento...

 versione inglese
Del: 24/01/2008

L’osservatorio dell’ecommerce presso la School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato il settimo rapporto sull’ecommerce B2B in Italia.
Come gia detto in un precedente articolo, il settore genera oltre 5 miliardi di euro: i servizi valgono due terzi del mercato e il turismo da solo assorbe oltre metà di tale valori.
Il turismo in rete cresce a cifre vertiginose (+ 40% nel 2007 rispetto il 2006) anche in Italia, nonostante in Europa sia il fanalino di coda rispetto i principali stati player (rispetto all’Italia: UK + 1000%, Germania + 600%, Francia +300%, Spagna +150%).
Il valore medio dei servizi e dei prodotti acquistati in rete tende ad aumentare ed oggi si assesta sui 300 Euro circa ad ordine.
Tra i prodotti in ascesa i pacchetti viaggio, che sono mediamente più costosi rispetto i servizi più acquistati in rete quali i sistemi trasporto o la prenotazione di stanze di hotel.
Le aziende che stanno crescendo e ricavando benefici più degli altri in tale settore sono Todomondo e il Gruppo Tui.

Per il terzo anno consecutivo le prenotazioni di hotel si confermano il segmento più in crescita: +55%, e le previsioni sono in continua ascesa.
A contribuire al decollo delle transazioni in rete l’affidabilità degli strumenti di pagamento online, oggi affidabili, sicuri e accessibili anche per piccolissime realtà (es. paypal), che hanno portato le frodi a meno dello 0,2%.

A rallentare la crescita rispetto ai paesi avanzati c’è soprattutto una certa reticenza degli operatori ad applicare i nuovi e potenti strumenti di web marketing, nonostante gli stessi operatori assistano all’affermarsi di realtà concorrenti (tra cui molte sono straniere) proprio grazie ad internet.
Ma questa incapacità italiana di muoversi con intelligenza e velocità sul web non è da addebitarsi solo ai privati e alle aziende nostrane ma più ampliamente al nostro sistema impresa.
Eclatante quanto emblematico il recente fallimento del megaprogetto italia.it che ha mostrato in tutto il suo splendore l’incapacità di istituzioni e politici di saper sfruttare la rete per dare una svolta al turismo italiano.
Così, tristemente, Rutelli: «Non dobbiamo desistere dall’idea di dotare l’Italia di un portale turistico, non abbandoniamo l’idea di dotarci di questo veicolo di comunicazione». 
Lucio Stanca rincara: “Tutti i nostri maggiori concorrenti (le altre nazioni) hanno da anni realizzato siti pubblici nazionali per la promozione della loro offerta turistica».
Nonostante gli inutili tentativi della politica, il turismo in rete continua a decollare ed ad approfittarne nel nostro paese sono principalmente i portali di prenotazione (Espedia, eDreams e Lastminute in primis), di hotel come Venere, e gli operatori di trasporto quali Alitalia, Trenitalia, Meridiana ed AirOne.

Tra i turisti stranieri che più apprezzano i servizi tramite internet troviamo Stati Uniti, Giappone, UK, Francia e Germania.
Tra i servizi online destinati a decollare vertiginosamente anche nel nostro paese quelli di ticketing (biglietteria per eventi).

Interessante nella ricerca la sezione Falsi Miti, le criticità inesistenti o troppo valutate nell’implementazione di sistemi di ecommerce. I principali:

- il timore che il canale online cannibalizzi quello offline (che invece ha peculiarità diverse);
- la paura di frodi (che in rete sono minori rispetto quelle offline);
- la diffusione della rete: anche se l’Italia soffre più di altri paesi tale problema, ormai la connessione è facilmente a portata di tutti.

Tra le criticità principali che il rapporto evidenzia, la reale mancanza di una vera value proposition degli operatori in rete che permetta loro di creare vantaggi propri dello strumento internet rispetto quelli tradizionali.

Andrea Cappello
Studio Cappello: Web Marketing
Search Advertising: il mio blog

 
 

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