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Marocco, paese dai mille volti

 versione inglese
Del: 25/01/2008


Alla scoperta di un ponte naturale tra Africa ed Europa, celebre per la bellezza e la diversità dei paesaggi, per la cultura millenaria che gronda dalle sue città e che cattura l’immaginazione dei visitatori. Benvenuti in Marocco, un viaggio affascinante nelle splendide terre musulmane.

 

 

 

 

 


Fes (Foto di NBTS Viaggi – Roberto Bao)
Le concerie di Fes (Foto di NBTS Viaggi – Roberto Bao)

Due facce della stessa città. Una, quella diurna, è regno di venditori di spremute d’arance, di incantatori di serpenti e di scimmie birichine che giocano con i turisti. L’altra, quella notturna, inizia quando, al calar del sole, decine di commercianti radunano le loro bancarelle al centro della piazza, in un turbinio di luci festose che rischiarano l’oscurità. Cucine improvvisate, ristoranti vagabondi da cui si alzano sinuose le fiamme dei fuochi. Griglie incandescenti su cui mani esperte preparano le tipiche pietanze locali: spiedini di carne, bocconcini di pesce, pani croccanti. Due volti misteriosi e incantevoli che, quotidianamente, si avvicendano nel cuore della Medina di Marrakech. Quella che un tempo fu una delle principali città imperiali del Marocco, non colpisce solamente per lo spettacolo che prende vita sulla Jama’a el-Fnaa, la piazza principale. Marrakech è una città leggendaria, avvolta da un fascino che ammalia i visitatori. Colpiscono le vie anguste, i mercati che si sviluppano all’interno di edifici color argilla, gli odori delle spezie e la maestosità del minareto della Kutubiya, la moschea centrale, le cui origini risalgono al XII secolo. Pochi all’apparenza direbbero che in mezzo a tutto questo la città nasconda anche un’anima glamour che attira sempre di più gli stranieri, completamente stregati dall’incantevole atmosfera che vi regna sovrana.

 

 

 

 


 



 

Ifrane (Foto di NBTS Viaggi – Roberto Bao)

 

Marrakech è un punto di partenza da cui proseguire il viaggio alla scoperta della terra marocchina. Uscendo dalla città, si può puntare verso Ouarzazate alla ricerca di spazi liberi e avventura. Il volto del paese cambia, passando dal caldo soffocante della pianura a temperature più miti man mano che ci si avvicina alla catena dell’Atlante.

Chilometri di strade tortuose che si inerpicano sui pendii delle montagne, sagome di venditori di quarzi che hanno allestito le loro bancarelle sul ciglio della carreggiata, a breve distanza da un piccolo ristorante che propone ottimi menu locali in cui si celano gustose influenze francesi.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

Foto di NBTS Viaggi – Roberto Bao

Ait-Ben-Haddou (foto di WWF-Canon / Martin Harvey)

 

Sul cammino verso Ouarzazate, è impossibile non dedicare del tempo alla visita di Ait-Ben-Haddou, un’antica kasbah che si aggrappa al dorso di una collina. Il silenzio e il rumore della natura creano la colonna sonora di questo luogo mozzafiato, protetto dall’Unesco e reso famoso dalle numerose pellicole (da Lawrence d’Arabia a Il Gladiatore e La Mummia), che ne hanno preso a prestito i contorni per impreziosire le scenografie. Decisamente più forti le emozioni suscitate da una notte trascorsa in una tipica casa berbera, dove un’ospitale famiglia accoglie i turisti più intrepidi e offre loro una cena a base di cous cous, liquore di fico e tè alla menta. La mattina seguente, quando il sapore del miele selvatico addolcisce ancora la bocca, si lascia Ouarzazate, la sua piazza, le vie polverose e l’odore acre della carne cotta sulla brace. Ci si inerpica nuovamente sull’Atlante, seguendo una lingua d’asfalto infuocata su cui si avvicendano piccole kasbeh, dove le punte di minareti colorati fanno capolino da un piccolo dosso e la gente del posto regala un sorriso oppure estrae la propria mercanzia nel tentativo di concludere un affare.

 


 

 

 

Dune di Erg Chebbi, deserto del Sahara (foto di WWF-Canon / Martin Harvey)

Dune di Erg Chebbi, deserto del Sahara (foto di WWF-Canon / Martin Harvey)

 

Si raggiungono e si superano Er-Rachidia e Midelt, con meta finale Fes, città sacra per ogni marocchino, adagiata in una fertile valle. È difficile descrivere l’atmosfera che vi regna, sensazioni figlie delle tradizioni remote e delle più moderne novità. Luogo magico perché racchiude una Medina degna dei più bei passi de Le mille e una notte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Golf Club Le Palmieraie (foto Ente Nazionale per il Turismo del Marocco www.visitmorocco.com )

La cultura musulmana divampa negli angusti passaggi di questo cuore pulsante di vita. Splendide moschee, palazzi decorati con stucchi pregiati, porte abbellite da antichi intarsi. E poi, alla fine di una ripida scalinata, si apre uno spiazzo da cui osservare le famose concerie, dove solo un ramoscello di menta appoggiato al naso permette di sopportare i forti odori di ammoniaca, pelle e calce viva. Lasciamo Fes e ci dirigiamo vero Al Hoceima per toccare le acque del Mediterraneo, e da qui ripartiamo alla volta di Rabat, la capitale, un altro volto del multiforme Marocco. Trionfano i dettagli più moderni della città, con edifici, piazze e strade che si oppongono alle linee architettoniche più tradizionali. Si parte da Rabat e si scende verso Casablanca, dove sono ancora le tendenze più contemporanee a colpire gli occhi del turista. Ristoranti, alberghi, fast food e ragazzi alla moda si confondono nel caotico traffico del lungomare, all’ombra del severo sguardo della meravigliosa Moschea di Hassan II, il cui gigantesco minareto, alto 172 metri, ricorda alla popolazione i dogmi della religione musulmana.
Partire dal Marocco lascia un po’ di amaro in bocca perché si è consapevoli che non tutto è stato visto. Dei mille volti di questo leggendario paese, molti rimangono avvolti nel mistero. Tuttavia, le immagini, i colori e le emozioni assaporate durante il soggiorno, rimarranno incancellabili nella memoria del viaggiatore.

di Marco Crosetto

Articolo tratto da What’s Up magazine 17, dicembre 2007

 
 

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