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Legàmi tra affari e solidarietà: un’impresa riuscita

 versione inglese
Del: 25/01/2008


Un’azienda peruviana che diventa fornitrice di un’impresa italiana non fa più notizia, ormai da molto tempo. Ma se la prima nasce dal lavoro di una ONG italiana per il recupero e l’integrazione dei ragazzi di strada delle periferie di Lima ed è stata preferita alle concorrenti per la competitività sul piano della qualità e del prezzo a cui aggiunge il plus della componente di solidarietà sociale, allora siamo di fronte ad una novità nel campo della Corporate Social Responsibility.

Le due protagoniste di questo “caso” sono Legami – giovane azienda nata nel 2003 a Bergamo e lanciata dalle sue idee regalo romantiche e originali – e Artytex, una delle “imprese sociali” create dalla ONG Cesvi, impegnata dal 1985 in progetti di cooperazione allo sviluppo in numerosi paesi del Sud del mondo tra cui, appunto, il Perù.

Il termine “impresa sociale” può suonare come un ossimoro, oppure evocare immagini di utopia o - ancora peggio - di assistenzialismo. Lo staff di Cesvi è riuscito invece a trasformarla in una realtà economicamente autosufficiente, coniugandola allo stesso tempo con uno dei contesti più degradati e più bisognosi di entrambi gli elementi: imprenditoria e sviluppo sociale.

Le imprese sociali di Cesvi nascono, infatti, nell’ambito del lavoro che Cesvi conduce da anni nelle periferie sud di Lima, capitale del Perù. Qui la Ong ha realizzato una Casa del Sorriso, struttura al centro di una rete di accoglienza per i ragazzi e le ragazze che vivono situazioni di disagio e, in particolare, quelli a rischio di sfruttamento sessuale. Questa parte della città è particolarmente interessata dal fenomeno della prostituzione giovanile. I ragazzi a rischio vengono contattati, spesso direttamente sulla strada, dagli educatori Cesvi e nella Casa de la Sonrisa possono trovare appoggio psicologico e sanitario e in molti casi anche un supporto legale per combattere il problema dell’indocumentación, ovvero il non-possesso di documenti basilari (come carta d’identità o certificato di nascita), indispensabili alla costruzione di una vita normale. In secondo luogo, il Cesvi, insieme ai propri partner locali, si preoccupa di accompagnarli passo dopo passo verso un completo reinserimento sociale, sia in ambito scolastico che lavorativo. Per questo, grazie alla collaborazione con aziende locali, organizza corsi di formazione professionale nel campo della panificazione, delle confezioni, della cosmesi e dell’informatica.

A questo punto vi era un anello mancante nella catena del reinserimento sociale: l’effettiva collocazione dei ragazzi sul mercato del lavoro. Per questo motivo dal 2005 Cesvi ha avviato alcune imprese sociali dove i giovani beneficiari possono trovare uno sbocco lavorativo concreto. La prima di queste è stata Yoper, attiva nel campo della panificazione e del catering, che attualmente coinvolge ben 11 persone, tra ragazzi e ragazze. Sulla scia dei buoni risultati di Yoper, sono nate Mystica, un piccolo salone di acconciature e bellezza, Artytex, per la confezione di abiti e accessori, e Yacumama, percorso di ecoturismo che vede come protagonista la comunità di Baltimore.

L’esperienza del social business è molto positiva perché offre alle ragazze e ai ragazzi vittime dello sfruttamento sessuale la possibilità di riabilitarsi, ritrovare fiducia in sé e avere l’opportunità di vivere una nuova vita. Ma non è soltanto questo: ha in sé il germe di un rilancio dell’economia locale, basato sulla valorizzazione delle potenzialità umane ed imprenditoriali di ragazzi che altrimenti, in mancanza di qualcuno disposto a credere e ad investire su di loro, verrebbero considerati solo un peso da sostenere.

La conferma della riuscita di questo esperimento di sviluppo è arrivata quando l’azienda Legami ha commissionato 10.000 shopping bag di tela all’impresa sociale Artytex; le borsine saranno commercializzate dall’azienda bergamasca all’interno della sua linea di borse. Il social business di Cesvi riesce quindi nel suo scopo di creare una realtà economicamente sostenibile e commercialmente competitiva anche nel Nord del mondo e non solo sul mercato locale.
D’altro canto Legami si conferma un’azienda pronta ad investire su un progetto di grande contenuto ideale ma anche lungimirante e pragmatico: la creazione di un’impresa a partire da idee ed energie giovani e vitali.

 
 

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