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Energia č bello ovvero imparare a convivere con le fonti energetiche

Del: 25/01/2008

In risposta alla crisi energetica, dal Trentino alla Svezia ecco nuove soluzioni per il futuro dell’abitare a basso impatto ambientale. Perché si può creare energia anche senza deturpare l’ambiente

Come risparmiare sulla bolletta energetica? Come riutilizzare i residui della lavorazione del legno? Come creare centrali termiche ed elettriche poco impattanti sul territorio? In Trentino il problema è stato affrontato, e le risposte diventano interessanti esempi per una possibile convivenza.
Si parla di cogenerazione quando si utilizzano uno o più combustibili per ottenere contemporaneamente calore ed energia elettrica. A Chiusa (BZ), la centrale di cogenerazione dell’architetto Roland Baldi è un edificio dal design molto elegante, il cui progetto è risultato vincitore del concorso indetto dall’ente locale gestore della rete energetica, e si compone di un unico corpo di fabbrica di dimensioni contenute diviso internamente in tre parti: il deposito della biomassa, la zona della centrale termica con la sala controllo e la zona della cogenerazione con le sale delle turbine elettriche.

 

 

 

Chiusa (Bz) - Progetto arch. Roland Baldi, foto di Oskar Da Riz


Anche per il teleriscaldamento, processo per cui si produce acqua calda che viene convogliata mediante una rete di tubature direttamente alle singole abitazioni per alimentare i sistemi di riscaldamento, non occorrono edifici di grandi dimensioni né si hanno emissioni nocive per la salute. L’architetto Sigfried Delueg, con il progetto per il teleriscaldamento di Sesto (BZ) è stato finalista nella sezione Menzione d’onore all’edizione 2006 del concorso Medaglia d’oro all’architettura italiana. La sua centrale funziona con la combustione del cippato, ovvero gli scarti dovuti alla lavorazione del legno. La forma del complesso è pensata in funzione del contesto, collocandosi tra un fiume ed un bosco, e l’orientamento degli edifici che lo compongono è tale da nascondere alla vista esterna tutti i macchinari e i movimenti di mezzi che avvengono sul piazzale. Per le facciate è stato scelto un rivestimento ligneo che allude al bosco retrostante, e che diventa un tutt’uno per cromia con il cippato che viene stoccato all’interno dei corpi di fabbrica.

 

 

 


 

 

Centrale di teleriscaldamento a Sesto (Bz) arch. Sigfried Delueg

Un’architettura più urbana nell’aspetto appare invece la centrale di teleriscaldamento di Bressanone, dell’architetto Matteo Scagnol: l’area destinata all’intervento si trova in città e nelle dirette vicinanze di una scuola. Pensato compatto nelle forme per non erodere porzioni di verde alla scuola stessa, l’intero edificio si propone come continuazione del parco giochi antistante. Mediante una rampa esterna è possibile salire sul tetto ed utilizzarlo come campo da gioco o pista da skate. E di notte la centrale mostra un’altra faccia, grazie a un gioco di luci colorate che la trasformano in una scultura urbana esponendo a scopo didattico trasparenti gli impianti al suo interno attraverso ampie vetrate.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bressanone (foto MODUS architects Scagnol/Attia)

 

In Svezia si è addirittura andati oltre: a Malmö era necessario riqualificare un’area industriale dimessa affacciata sul fiume Öresund. Nasce da qui il Bo-01, quartiere del tutto innovativo, in cui un migliaio di nuove abitazioni sono alimentate al 100% da fonti rinnovabili. L’esperimento, che ha coinvolto moltissimi architetti locali e stranieri, si è dato obiettivi veramente ambiziosi: dall’uso di materiali da costruzione ecologici, al riciclo di tutti i rifiuti prodotti dai suoi abitanti, compresi quelli di natura organica, utilizzati per produrre biogas.

 

 

 

 

 

Malmo (foto City of Malmo www.malmo.se/sustainablecity )

 

L’energia elettrica è prodotta mediante una pala eolica e pannelli fotovoltaici, e i due sistemi generano anche il calore che, mediante il teleriscaldamento, provvede al fabbisogno termico dei singoli edifici, a loro volta progettati per ridurre le dispersioni.
Nuovo è l’approccio progettuale dell’intero intervento, che pone l’accento sulla vivibilità degli spazi aperti, mentre gli edifici hanno tetti ricoperti d’erba per compensare la sottrazione di spazio alle aree verdi. Le abitazioni sono pensate con una grande varietà di forme e dimensioni per agevolare il mix sociale e la gran parte di esse ha volume molto contenuto.
Per l’edificio simbolo del quartiere è stato scelto l’architetto spagnolo Santiago Calatrava, che ha costruito una torre residenziale, il Turning Torso, tra le più alte d’Europa. Il grattacielo, vero gioiello architettonico, è in sintonia con l’intero quartiere per quanto riguarda l’efficienza energetica. Ora non resta che ripercorrere questa strada già solcata.

di Angela Ferrari

Articolo tratto da What’s Up magazine 17, dicembre 2007

 
 

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