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La rottura degli schemi

Del: 05/04/2004

Guarda il servizio con le interviste ai relatori!



Le continue e rapide mutazioni e ibridazioni della distribuzione commerciale e della ristorazione e i processi di acquisto sono gli argomenti approfonditi nel convegno "La rottura degli schemi. Comportamenti di acquisto e concept di vendita" organizzato a Milano da Confimprese e KikiLab.

Fabrizio Valente, Partner KikiLab e Founder Member di Ebeltoft Group, ha posto l’accento sulla necessità di rompere con gli schemi di lettura abituale della realtà, che oggi ci rimandano un quadro di crisi e di poca fiducia nel futuro.
“Invece, come il concetto kiki illustra bene, la rottura degli equilibri statici crea sempre opportunità di crescita e di successo, anche in periodi di turbolenza come quello che stiamo vivendo.
In Italia si parla di crisi anche perché c’è paura del cambiamento”. Parlando poi dei processi di acquisto ha aggiunto: “Oggi il consumatore vuole vivere meglio, attraverso dei consumi più consapevoli; si aspetta dal processo di acquisto un’esperienza piacevole e rilassante, lontana dalla routine.
Sempre più si mescolano stili di vita e di consumo diversi; la stessa persona alterna momenti di alimentazione veloce e slow, vacanze di relax e culturali, arredo basic e di design. Motivazioni diverse si fondono nel processo di acquisto e per questo l’offerta dei centri commerciali è sempre più diversificata.
Lo stesso individuo, a seconda del tempo che ha a disposizione e del grado di razionalità o emotività che guida l’acquisto, è di volta in volta un tipo diverso di consumatore”.

Daniele Tirelli, Vice Presidente AcNielsen Italia e Presidente Popai Europe Italia, ha presentato alcuni dati di ricerca Nielsen relativi ai comportamenti del consumatori.
Il 30% circa degli italiani si dichiara fortemente preoccupato per l’aumento dei prezzi ed il 15% dei consumatori è pronto a ridurre i consumi.
“I comportamenti d’acquisto – sostiene Tirelli – sono influenzati da un’ondata di promozioni senza precedenti. Andiamo verso una società “iperdensa” di alternative e l’unica soluzione è l’innovazione tecnologica e un’intensa attività sul piano estetico e di comunicazione. I consumatori hanno bisogno di identificarsi con il punto vendita e oggi, anche se con fatica, anche nella GDO alimentare l’immagine delle insegne comincia a differenziarsi”.

Fabrizio Valente ha chiuso l’incontro con un retail tour virtuale e multimediale tra le aree di vendita e di “food solutions” più innovative di alcune città internazionali (Londra, Parigi, Dallas, New York, …).

“L’innovazione – ha sottolineato Valente – nasce dalla contaminazione tra domanda e offerta. Il consumatore chiede di essere ascoltato ma anche stimolato. L’attesa che caratterizza gran parte della distribuzione sta sviluppando un forte rischio: che l’Italia sia invasa nel giro di due anni da imprese straniere, che guardano al nostro Paese con sempre maggiore interesse. E le imprese italiane hanno invece molte più opportunità di quante spesso riescano ad immaginare. La prospettiva “kiki” che abbiamo illustrato dimostra che anche in questa fase coraggio e innovazione vengono premiate”.

 
 

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