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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

La finta catastrofe della latenza

Del: 11/02/2008

La catastrofe della latenza, la carriera del non percepibile o l’epoca dei piaceri incerti. Da Zygmunt Bauman in poi si moltiplicano i segnali caratterizzati dall’incertezza per definire i nostri tempi.
La società della complessità, l’incrocio delle culture, l’interattività dei nuovi media, il ‘marketing liquido’ e molti altri fattori stanno determinando due atteggiamenti nella prassi della comunicazione: uno fondamentalista, bunkerizzato e tenacemente attaccato alla metodologia del passato, l’altro acritico, sbilanciato e fedeistico votato tout court all’innovazione senza se e senza ma, quasi esistesse una dualità priva di sfumature tra l’andare allo sbaraglio con tecniche estreme di Guerrilla Marketing e un atteggiamento remissivo votato ad obsolete campagne di advertising patinato.

C’è una pratica corretta per chi gestisce i budget di comunicazione per cavalcare con fortuna e risultato positivo l’onda del caos e della modernità? La mia risposta è ovviamente cauta ma non per questo incerta: comprendere l’inconscio dell’utente e i percorsi mentali del desiderio, capire e capirsi, usando come prassi gli strumenti molteplici della ricerca qualitativa avanzata, garantisce quell’approccio testato e, di conseguenza, in qualche modo personalizzato, che fornisce una piattaforma di stabilità e serietà alla nuova comunicazione.

Fabrizio Bellavista

 
 

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