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Diamanti Neri made in Italy

Del: 18/02/2008


Un antico filone di diamanti neri, tanto inesauribile quanto in crescita esponenziale, localizzato al centro-Italia in territorio umbro-marchigiano, in quell’area circostante la catena appenninica dei Monti Sibillini e inserita nell’omonimo Parco Nazionale, costituisce il cuore duro e inespropriabile del business delle tipicità esclusivamente italiane.
(nella foto: Diamante Nero - Tuber Melanosporum)

Nonostante lo scandaloso tentativo di una decina di anni fa di surrogarne autenticità e primato da parte dei soliti Cinesi, l’unica e legittima dinastia del Tuber Melanosporum Vittadini regna sovrana sotto lo scettro di "Re tartufo nero di Norcia" che da 45 anni tra la fine di Febbraio e i primi di Marzo invita a corte tutti i suoi estimatori e adulatori nazionali e internazionali per far mostra di sé in una sfarzosa kermesse di profumi, sapori e… saperi.
(nella foto: una norcineria)

Questo tubero regale, quale esito quintessenziale di mitiche e sensuali alchimie fra elementi primordiali (negra terra, cerulea pioggia, fuoco di folgore), è stato venerato nel corso dei millenni (pare fosse noto già 3000 anni a.C.) come cibo degli Dei e celebrato dai più famosi vati della Storia biblica, greco-romana, medievale, moderna e contemporanea, per le sue proprietà afrodisiache oltre che per le sue qualità nutrizionali (è infatti denominato carne vegetale perché ricco di proteine, sali minerali, sostanze azotate, acidi organici, materie grasse, idrati di carbonio e cellulosa) e medicamentose (antidolorifiche e antibiotiche). Ma per secoli le misteriose origini e l’intrinseca natura di questo figlio del fulmine e della pioggia d’Autunno sono state oggetto di dispute fra scienziati e filosofi e la sua cerca, quasi paragonata a quella del Graal, considerata prerogativa di maghi o teste coronate. Ancor oggi un certo mistero persiste… e, nella fantasia della gente dei Sibillini popolata di magiche leggende su fate, streghe e sibille, le tartufaie naturali sono localmente chiamate cerchi delle streghe attribuendo l’assenza di tappeto erboso causata dalla presenza di potente antibiotico ed eccesso di ormoni emessi dal prelibato tubero ipogeo, alle circolari danze sabbatiche di erotiche ed eretiche creature. Anche la compagnia, per i tartufai, dell’inseparabile cane che ne fiuta e indica la presenza, pare echeggiare un rituale sciamanico che vede nell’animale totemico la guida e il tramite per poter carpire indenni, alle infere cavità, il prezioso tesoro.

(nelle foto: la piazza di Norcia durante una Mostra Mercato e un cane razza "Lagotto", il miglior cane da tartufo)

Ed è sul back-ground di un parterre culturale fatto d’intrecci tra metafore mitologiche, suggestioni popolari, ricerche scientifiche e di settore, che si apre lo scenario di un business milionario, di un marketing capillare che si insinua in ogni interstizio dell’economia nazionale e internazionale. Apposite leggi regionali stabiliscono che la raccolta dei tartufi è libera nei boschi, nei terreni incolti e lungo i corsi d’acqua classificati pubblici. Le tartufaie private devono invece essere delimitate da apposite tabelle. Ai cavatori la legge prescrive l’obbligo di ottenere un’autorizzazione rilasciata dalle Comunità Montane, previo il superamento di un esame. Ciò che si riesce meno a regimare, è il mercato dei prezzi per commercianti ristoratori e privati consumatori, nonostante l’esistenza di una vera e propria Borsa del Tartufo o Borsino di quotazioni che ne garantisce, inoltre, periodo di raccolta, pezzatura e qualità. Stando alle ultime quotazioni nazionali del 30/01/08 dello stesso Nero Pregiato, apparse sul Borsino del Tartufo, e in attesa della Mostra Mercato Nazionale Nero Norcia del 22-23-24-29 Febbraio e 1-2 Marzo p.v., si potrebbe azzardare un budget di partenza che, complici la rarità e la reperibilità del prodotto, dettate solo dalla Natura e dalle condizioni atmosferiche nei mesi antecedenti la raccolta, potrebbe schizzare oltre ogni previsione fino a raggiungere picchi inimmaginabili e cifre da capogiro, come documentato nel Bilancio Borsa del Tartufo 2007 di Asti, stilato dall’esperto sul sito www.astiturismo.it.






(nella foto: Quotazioni del Tartufo di qualità nursina al 30/01/2008)

Parallelamente alla costituzione di associazioni e cooperative localmente dislocate per favorire la commercializzazione diretta del prodotto (la cui freschezza, va sottolineato, è indispensabile per esaltarne gusto e proprietà) il marketing è transitato sul web (coop. Il Tartufo – Norcia) e nella vendita one-line (vedi: Trovatartufi: il Portale sul Tartufo fatto dai ricercatori di tartufi italiani). Ma è d’obbligo chiedersi: quanto quoteranno le azioni dei diamanti neri di Re Tartufo di Norcia quest’anno? Si potrebbe consultare l’oracolo sibillino per divinarlo! Al curioso, al tops dei buongustai, al manager dell’imprenditoria agroalimentare ed ecocompatibile, un invito speciale nel regno di Re Tartufo Nero di Norcia e alla sua tavola imbandita di golose norcinerie e tipicità d.o.c. con l’optional, specie per i sostenitori del turismo culturale, di una full-immersion nelle terre della Sibilla appenninica, magica custode dei misteri della montagna e di mille altri tesori…Ma questa è un’altra storia… 
(nella foto: specialità nursine)

Anna Maria Piscitelli
www.elissa.net “L’eco della Sibilla”
e-mail: anny@elissa.net - edmir@tin.it

 
 

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