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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Aria di nuovo dal mare...

 versione inglese
Del: 28/02/2008

Il mercato della cantieristica navale sta attraversando un periodo di forte crescita. Dopo la crisi dovuta alla concorrenza del Far East e allo sfavorevole cambio euro/dollaro, il 2007 ha confermato le prospettive di sostanziale ripresa profilatesi già nel 2006 per l’Europa, che vede recuperare posizioni su Cina e Giappone registrando un notevole aumento anche nei prezzi delle navi; dati ancor più interessanti se si considerano i particolari segmenti di eccellenza dei cantieri europei, ossia navi passeggeri e container. Proprio in tali segmenti, infatti, si registrano le maggiori prospettive di sviluppo di conseguenza alla crescita del turismo marittimo e per l’aumento della domanda di trasporto marittimo, più economico e meno inquinante.

Nel segmento navi da crociera l’Italia con Fincantieri è leader mondiale, con una quota di mercato del 43%.
A livello nazionale si contano, poi, circa una decina di cantieri minori che operano soprattutto nel comparto delle navi commerciali e yachts, attorno ai quali opera una fitta rete di fornitori e subappaltatori specializzati nelle attività di progettazione, montaggio, post produzione, etc. per un valore complessivo del mercato di quasi 8 miliardi di euro nel 2006, con una crescita del 15% e del 25% rispettivamente in termini di nuovi ordini e di richieste di preventivi (CESA Annual Report 2006-2007; Assonave Relazione 2006-2007; J. Tholen, L. Thorsten, La costruzione navale in Europa, University of Bremen, Febbraio 2006; UCINA, 2006).
Risulta evidente il ruolo di primaria importanza del particolare settore industriale nell’economia del Paese, eppure raramente l’immagine dell’industria italiana viene associata alla cantieristica navale; per esempio, con riferimento alla regione Friuli Venezia Giulia, si parla spesso di distretto del mobile, di industria agroalimentare, enologica e del caffè, ma ben pochi, se non gli addetti ai lavori, sono consci del ruolo dell’industria navale.

La scarsa notorietà presso il pubblico di massa delle aziende del settore è dovuta da un lato alla natura stessa del business, non consumistico e strettamente connesso all’apparato governativo, ma, d’altra parte, è motivato anche da una mancanza di orientamento al marketing.
Di recente, però, anche sul territorio nazionale, si assiste a timidi cenni di innovazione sul fronte della comunicazione di marketing; un cambiamento sicuramente sostenuto dal favorevole andamento del mercato di riferimento, ma non è da escludere un’innovazione di mentalità del management stesso.
Proliferano i programmi di formazione e di collaborazione con gli enti di ricerca superiore e universitaria, i mass media richiamano l’attenzione sull’andamento del mercato navale, cresce l’affluenza agli eventi fieristici e manifestazioni dedicate, si rinnovano gli strumenti di comunicazione di marketing.

A livello nazionale l’industria navale coincide con Fincantieri, un’azienda di origine parastatale, che è sempre stata poco propensa a promuovere la propria immagine, ma qualcosa sta cambiando. Con l’anno nuovo l’azienda ha rinnovato il proprio sito web, affidandosi ad una web agency con sede proprio accanto ai cantieri Fincantieri di Monfalcone; il varo delle ultime navi consegnate è stato trasmesso in diretta sulla rete tv nazionale RAI; numerosi corsi di formazione e aggiornamento sono stati promossi a favore dei dipendenti propri e dei fornitori.
Indizio più evidente del cambiamento e dello svecchiamento dell’immagine aziendale è il nuovo sito Fincantieri, inaugurato con il nuovo anno 2008; solo un accenno di tutta una rivoluzione di marketing che l’azienda sta apparentemente, e speriamo anche sostanzialmente, vivendo. Colori freschi ed evocativi, immagini evidentemente legate al core business, cura dei dettagli e semplicità dei messaggi; un sito semplice ed esaustivo, che abbandona finalmente i colori tristi e molto statali del vecchio sito e non si vergogna di pubblicare i propri risultati economici.

Il restyling non si limita alla grafica, il sito si arricchisce di contenuti multimediali primo fra tutti il video aziendale, assolutamente evocativo e incentrato sul ruolo nazionalista di Fincantieri (ormai una moda, vedi anche Fiat); numerose e internazionali le fiere a cui si preannuncia la partecipazione e, a titolo di completezza, non manca il rinvio alla comunicazione su mezzo stampa.
Questa ventata di freschezza, con l’aiuto della favorevole situazione economica che sta attraversando il settore, sta coinvolgendo l’intera rete dell’indotto navale nazionale; con le dovute proporzioni anche i fornitori rinnovano il sito web, investono su nuovi strumenti di marketing e sviluppano un orientamento al marketing.

Insomma, onore al management che ha promosso questo restyling e speriamo si tratti solo dell’inizio di una grande rivoluzione della cultura aziendale navale e, di riflesso, del sistema economico nazionale nel suo complesso.

Dott.ssa Marilena Antonini

 
 

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