Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Dalla Mongolia ottimo cachemire e un voto per Expo 2015

 versione inglese
Del: 28/02/2008

E’ stato siglato il protocollo di intesa tra Camera di Commercio di Milano e Camera di Commercio della Mongolia. L’incontro tra le due delegazioni, organizzato da Promos, azienda speciale della Camera di Commercio, ha portato buoni frutti perché è proprio in questa circostanza che il presidente dell’omologa associazione mongola, Sambuu Demberel, ha fatto un prezioso regalo a Milano, annunciandone il suo voto favorevole alla candidatura di EXPO 2015.

Erano presenti volti noti di molti settori dell’imprenditoria italiana, come Santo Versace, presidente dell’omonimo gruppo, Bruno Ermolli di Promos, Massimiliano Ponzellini presidente di Impregilo, Claudio Artusi Ad di Fiera Milano Spa, ma l’incontro aveva un riferimento netto al mondo della moda e del settore tessile abbigliamento che si celebra in questi giorni a Milano. “Una collaborazione fra questi due paesi nel mondo del tessile si pone in termini quasi naturali, e vuol dire una possibilità da parte nostra di produrre un miglioramento qualitativo dei prodotti” - ci ha riferito Armando Branchini, segretario generale di Alta Gamma, associazione che riunisce alcune delle migliori aziende italiane di alta gamma e che ha partecipato qualche giorno prima ad “un incontro ristretto, molto proficuo, con la delegazione mongola, insieme a Pierluigi Loro Piana, Stefania Saviolo del Master in Fashion Experience & Design Management generato da una collaborazione tra Univeristà Bocconi ed Alta Gamma”.

La soddisfazione dei delegati per Expo 2015 si è fusa con quella di chi ha visto nell’incontro un volano per la qualità e lo stile italiano, e per chi ancora ne ha colto l’occasione per legare l’evento alla Bit che si è svolta sempre a Milano. Allo stand della Mongolia infatti, sempre Branchini ha accennato alle enormi potenzialità che verranno sfruttate da questa collaborazione. “Mongolia vuol dire cachemire, che fa rima con qualità. La Mongolia ha la produzione di 20 milioni di capre da cachemire, che nel tessile abbigliamento è una fibra privilegiata proprio dall’industria italiana di alta gamma. Un tempo la utilizzavano gli inglesi, e da quarant’anni le imprese italiane si sono messe ad utilizzare la tecnologia per trasformare questa fibra meravigliosa, in maniera sempre più originale”. Agli effettivi segni della qualità concreta del prodotto, che fanno ben sperare, si aggiunge la già accertata penetrabilità del settore industriale, di cui alcuni produttori italiani sono felice testimonianza, come Loro Piana, in Mongolia dal 1974. “Ha creato una società di acquisto, e dal 1994 una di produzione industriale di filato cachemire, che è la prima in Mongolia a capitale interamente straniero. Quindi Pierluigi Loro Piana per primo ha testato l’alta affidabilità delle persone, l’alta qualità dei prodotti e delle relazioni sul piano del business.” Il terzo fattore che premia la fresca collaborazione tra i due paesi riguarda la formazione sul posto, esperienza che già in altri settori ha dato ottimi risultati “E’ come Illy che ha fatto l’università del caffè e ha fatto formazione in loco; bisogna aiutarli a migliorare la qualità, la produttività, l’esperienza. Demberel infatti, presidente della loro Confindustria, ha suggerito di andare a fare un check-up del loro sistema formativo per aiutarli a migliorare e fare uno scambio di studenti e docenti tra l’Italia e la Mongolia. In questo a Milano abbiamo ottimi punti di partenza, come il master Mafed dell’Università Bocconi. E’ importante migliorare la produzione proprio in Mongolia perché la catena del valore parte proprio da là”.

                                                                         Antonio Belloni

 
 

Business Video