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L’atteggiamento degli europei nei confronti del consumo di alcool

 versione inglese
Del: 28/02/2008


Eurobarometer è un osservatorio realizzato da TNS per conto della Commissione Europea nei 27 Stati membri, nei Paesi candidati (Croazia e Turchia) e nell’area non governativa di Cipro. L’indagine è basata su circa 30.000 interviste face to face.

Nell’ambito del progetto Eurobarometer, una recente indagine rivela che tre quarti dei cittadini Europei dichiarano di aver bevuto una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi.
I Paesi con la percentuale più alta di consumatori sono la Danimarca, l’Olanda e la Svezia; l’Italia si colloca al di sotto della media.

L’analisi evidenzia che alcune variabili socio-demografiche hanno un alto impatto sui consumi di alcool: sesso maschile, livello di educazione alto e “manager” dichiarano di aver consumato bevande alcoliche più spesso di altri gruppi di individui.
Il consumo meno frequente è invece associato ad un livello di educazione più basso e ad un’età superiore ai 55 anni.


FREQUENZA

La frequenza di consumo risulta piuttosto elevata: la maggior parte di chi ha bevuto negli ultimi 12 mesi lo ha fatto anche negli ultimi 30 giorni: ben l’87% a livello europeo.
Il dato è poco differenziato sia per Paese che a livello di variabili socio-demografiche: il numero di persone che beve solo in occasioni speciali, come ad esempio per ricorrenze o  in occasione di festività, è molto limitato.
L’Italia si colloca sopra media per il consumo negli ultimi 30 giorni, con ben il 92% di intervistati che dichiara di aver bevuto alcolici nell’ultimo mese, superata in questo solo dal Lussemburgo con il 93%.

Circa metà di chi ha consumato alcool negli ultimi 30 giorni l’ha fatto una volta alla settimana (25%) o 2-3 volte alla settimana (23%); un quinto l’ha fatto 4 o più volte alla settimana.
Differenti frequenze di consumo nei Paesi: Il Portogallo ha la percentuale più alta di chi consuma quotidianamente (47% di chi ha consumato negli ultimi 30 giorni), seguito dall’Italia e dalla Spagna con il 25%, a fronte di una media europea pari al 13%.
Nel nostro Paese 2 individui su 3 consumano alcool almeno due o più volte alla settimana.
Anche la frequenza di consumo negli ultimi 30 giorni è influenzata dalle variabili socio-demografiche: le donne e i giovani consumano alcool meno frequentemente degli uomini e dei meno giovani.
Il consumo quotidiano di alcool è particolarmente accentuato fra gli intervistati di 55 anni o più,  fra quelli con un livello di educazione più basso e fra i pensionati.


QUANTITA’

Il 60% degli Europei (Italia 71%) dichiara di bere 1-2 drinks nelle occasioni in cui consuma alcool, però il 10% arriva addirittura a 5 o più (solo 2% in Italia).
In testa alla graduatoria dei “grandi bevitori” troviamo l’Irlanda, dove il 36% degli intervistati ha dichiarato di bere 3-4 drinks in una sola occasione e il 34% di berne 5 o più.
Tra i virtuosi che si limitano a meno di un drink per ogni occasione troviamo i bulgari (25%) seguiti a breve distanza da diversi Paesi tra cui l’Italia e la Germania.


Ancora una volta gli uomini consumano più “bicchieri” in ogni occasione rispetto alle donne.
Piuttosto allarmante il fatto che gli intervistati più giovani, dai 15 ai 24 anni, siano più inclini a bere 3, 4 o anche più drinks in una sola occasione (19%) rispetto alle persone in età più adulta.

 

PREZZO E CONSUMO

I cittadini Europei pensano che il prezzo abbia un’influenza marginale sulle abitudini di consumo di alcool, specialmente fra gli adulti: il 68% pensa che prezzi più alti dell’alcool non scoraggerebbero il consumo fra i giovani e i grandi bevitori.
I più scettici a questo proposito sono gli Olandesi, dove l’85% dei cittadini dubita che queste misure possano avere un effetto dissuasivo; in Italia tale % è del 71%, mentre Finlandia e Romania sono gli unici 2 stati in cui la maggioranza degli intervistati (60% e 51% rispettivamente) pensa che prezzi più alti potrebbero scoraggiare il consumo presso i giovani e i grandi bevitori.

Più di metà degli europei non acquisterebbe meno alcool se il prezzo aumentasse del 25%, con l’Italia in linea con tale risultato: i rumeni sono i più sensibili al prezzo, con il 50% che acquisterebbe meno alcool con un tale aumento di prezzo.
Di contro l’81% degli europei non acquisterebbe una maggiore quantità di bevande alcoliche se il prezzo diminuisse del 25%.
Gli italiani sono tra i più “possibilisti”: 1 su 4 acquisterebbe quantità più elevate a fronte di un tale decremento di prezzo; di contro solo il 5% di danesi e olandesi incrementerebbe l’acquisto in tali condizioni.

 

IL CONSUMO DI ALCOOL E LA GUIDA

Molti intervistati non sono ben informati sulle limitazioni alla guida imposte dalla quantità di alcool nel sangue.
I risultati a livello europeo possono stimolare ulteriormente l’attenzione su questo fenomeno: il 50% della popolazione europea dichiara di sapere che la quantità massima di alcool nel sangue consentita ai guidatori nel loro Paese varia tra 0.01 e 0,59 g/l (limiti reali in 19 Stati) e il 36% degli intervistati dichiara di “non sapere” qual è il limite nel loro Paese.
Repubblica Ceca (75%) e Slovacchia (57%) sono i due Paesi in cui si ha la % più alta di persone che sono a conoscenza dei limiti, mentre l’Italia è uno dei “fanalini di coda” di questa classifica: la maggior parte dei rispondenti (74%) non sa quali siano i limiti che regolano la possibilità di guidare.

Quasi tre quarti degli europei (73%) sarebbe favorevole ad una riduzione a 0,2 g/l del livello consentito di alcool nel sangue per i giovani ed i guidatori alle “prime armi”, così come l’80% pensa che controlli casuali della polizia sulle strade potrebbero ridurre il consumo di alcool prima di mettersi alla guida di un veicolo.
Anche in Italia, dove come abbiamo visto la percentuale di persone che non è a conoscenza dell’attuale limite è molto alta, il 64% degli intervistati sarebbe favorevole alla riduzione del livello consentito di alcool per i più giovani e l’82% pensa che i controlli della polizia ridurrebbero il consumo di alcool.


IL CONSUMO ED I GIOVANI

Tre quarti degli europei (76%) sarebbero favorevoli alla proibizione della pubblicità sulle bevande alcoliche indirizzata ai giovani: gli italiani non si dichiarano particolarmente restrittivi e, con il 70% degli intervistati che si dichiara favorevole a tale provvedimento, si allineano a Francia e Regno Unito.
I sostenitori più decisi sono gli Slovacchi (93%) mentre i meno favorevoli sono i Lussemburghesi (58%) e i Danesi (59%).
Ancora più consenso raccoglierebbe l’iniziativa di proibire la vendita di alcool e il suo consumo nei luoghi pubblici fino ai 18 anni: l’87% degli Europei si dichiara favorevole ed anche i Paesi meno convinti (Olanda, 61% di favorevoli, Belgio e Danimarca 72%) mostrano comunque un alto grado di consenso.
I più giovani e gli studenti sono i meno favorevoli ad entrambe le iniziative.

 

In allegato il report completo della ricerca!


Allegati:
L’atteggiamento degli europei nei confronti del consumo di alcool

 
 

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