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Wikinomics - Intervista a Don Tapscott

Del: 07/03/2008



Wikinomics: ovvero  come collaborazione di massa, peer to peer e condivisione stanno  rivoluzionando il volto dell’economia, delle aziende, del business e, in ultima istanza, della società.

Stiamo assistendo ad un cambio fondamentale nel mondo dell’economia e delle imprese; Questo passaggio modificherà in maniera radicale e influenzerà il modo in cui le aziende progettano e creano nuovi prodotti e fanno innovazione. E’ la Wikinomics, il cui nome si ispira a Wikipedia,  l’enciclopedia online frutto della collaborazione e della partecipazione di migliaia di utenti volontari, il nuovo modello economico delle imprese, basato sulla collaborazione di massa,  sull’apertura, sulla condivisione delle informazioni aziendali, ma anche delle licenze, dei brevetti, del codice che dominerà la scena dei prossimi anni. Questa in sintesi la tesi espressa da Don Tapscott nel suo ultimo libro “Wikinomics” e che abbiamo il piacere di intervistare a Berlino.
 

Bellini: Mr. Tapscott, cos’è la Wikinomics? Come potremmo definirla?

Tapscott: Arte, teoria e messa in pratica della collaborazione, come fattore di crescita dell’innovazione e di successo per le aziende.
Il “wiki” – software che ha permesso di creare Wikipedia, enciclopedia online a cui tutti possono contribuire inserendo o modificando voci– diventa sia metodologia di lavoro sia metafora per esemplificare la possibilità, a disposizione delle aziende, di abilitare una forma di collaborazione di massa su scala astronomica.

Bellini: Nel libro Wikinomics si fa riferimento a molte aziende che hanno abbracciato con profitto lo spirito della wikinomics. IBM, ad esempio, che ha collaborato con la comunità di Linux condividendo il proprio codice sorgente. Quale salto di mentalità, di approccio e di visione è richiesto ai manager per cogliere appieno le opportunità di business e di innovazione insite nell’approccio collaborativo?

Tapscott: Come descrivo nel mio libro, i manager devono adottare i quattro principi fondamentali della wikinomics che qui riassumo:

- Relazione tra pari (peering): da attuare non solo all’interno dell’azienda ma soprattutto all’esterno, con altre aziende e altri collaboratori, in un contesto di co-creazione del valore che nasce proprio dalla collaborazione orizzontale, differentemente dal tradizionale flusso della catena del valore

- Apertura (openness): trasparenza, condivisione di informazioni, opinioni ed esperienze con tutti gli stakeholder:  clienti, partner, dipendenti, fornitori e collaboratori.

- Condivisione (sharing): anche degli asset considerati strategici e segreti, i brevetti e le licenze, ossia la proprietà intellettuale. Ogni azienda dovrebbe possedere una sorta di portafoglio delle sue proprietà intellettuali e alcune di queste varrebbe la pena di condividerle con altre aziende per generare profitti o valore. È il caso di Procter&Gamble, che ha ricavato milioni di dollari vendendo i propri brevetti e invitando altre aziende a collaborare per sviluppare nuovi prodotti, aderendo al programma “Connect and Develop” (visitate il sito di P&G, n.d.r.).

- Azione globale e non solo locale (global action): le aziende devono comportarsi come player globali, non solo nazionali o multinazionali. Tecnologie e processi di business e IT attuali permettono una modalità di azione e comunicazione su scala mondiale. Le aziende che agiscono globalmente, tendono a diventare di successo.

Bellini: Ha parlato di brevetti e di proprietà intellettuale. E’ un’aspetto delicato: le aziende hanno sempre difeso e protetto le loro invenzioni e brevetti come fonti di vantaggio competitivo per il proprio business. Quali sono le resistenze da superare per convincere le aziende all’apertura e alla condivisione? E quanto tempo potrebbe essere necessario per trovare peer e collaboratori? Nel libro si cita Innocentive (www.innocentive.com) una community online lanciata  nel 2001 da Eli Lilly con lo scopo di attirare esperti nel settore chimico e farmacologico a cui sottoporre dei problemi scientifici da risolvere e Properazzi (www.properazzi.com)...

Tapscott: Certamente Innocentive è un esempio vincente che ben rappresenta il potere e la saggezza delle folle (ndr, come si afferma in “The Wisdom of crowds" di James Surowiecki); Properazzi  è un motore di ricerca  per le offerte immobiliari di tipo collaborativo e geolocalizzato.IBM, Second Life sono tutti esempi di aziende o di esperienze online che creano valore grazie alla collaborazione di massa da parte di consumatori che diventano anche produttori e generatori di valore.

Bellini: Parliamo di peer production. In Wikinomics si citano Wikipedia e Linux. Esistono tipologie di prodotti che si prestano più facilmente di altri a essere creati e sviluppati tramite il peering e la collaborazione di massa?

Tapscott: sì, i prodotti ad alto contenuto informativo e digitale (come il software Linux o Wikipedia), dov’è possibile distribuire e separare le componenti e i task in maniera indipendente, e dove tali componenti non siano difficilmente riassemblabili per creare il prodotto finito.
 
Visitate anche voi e inserite i vostri contenuti sul wiki  e sul blog presenti su http://www.wikinomics.com/.


Don Tapscott è Fondatore di NewParadigm, società di consulenza e ricerca nel campo dell’innovazione aziendale e della tecnologia, e docente di Management alla Rotman School of Management dell’Università di Toronto. Ha scritto con Anthony D. Williams Wikinomics, pubblicato in Italia da Etas.

 

Leonardo Bellini (www.digitalmarketinglab.it)

 
 

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