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Comunicazione politica alla deriva

Del: 11/03/2008


La “Casta” zoppica. Non riesce a trovare le forme di comunicazione per raggiungere gli elettori. Sul web, come giustamente afferma il comico Beppe Grillo non c’è. Ma quale è la realtà oggi della comunicazione politica in Italia? A questa domanda prova a dare una risposta il sociologo siciliano Francesco Pira, professore di comunicazione pubblica e sociale e relazioni pubbliche dell’Università degli Studi di Udine che insieme a Luca Gaudiano, Consulente del Ministero delle Politiche Agricole, scrive un volume fresco di stampa, dal titolo La Nuova Comunicazione Politica, edito dalla FrancoAngeli (pagg 221 -21 euro). Nel libro si focalizza il racconto di un’infinita campagna elettorale, italiana, permanente e mondiale. Politici che entrano ed escono dagli spot in tv, che sorridono nei siti internet, che si costruiscono una nuova identità su Second Life o che raccontano le esperienze di vita e di governo/opposizione su Youtube. Il Professor Pira a IMG Press rivela i trucchi della caccia al cittadino elettore. Una preda da raggiungere, convincere, stordire e persuadere.
Franco Ferrarotti in una recente intervista al Corriere della Sera, ha ribadito che “nel web, circolano informazioni non verificate. Non ci sono più cause o effetti, ma una sola Babele. Internet è l’autorevolezza della diceria e della frenesia libertaria”.

Professor Pira è davvero così?

“Internet è un contenitore dove non sempre i contenuti sono verificati. Quindi tutti quello che si trova non è "certificato". Ma è un mezzo veloce e raggiunge tutti ovunque. E’ questa la grande forza. Adesempio però i giornali telematici hanno delle testate giornalistiche vere con direttori responsabili. Quindi basta sapere scegliere in questo grande supermercato”.

Il blog è il “Grande Fratello” telematico?

“Il blog è la nuova arena, il nuovo luogo d’incontro. Un luogo dove tutti possono parlare anche senza essere visti o riconosciuti e questo può dare dei vantaggi e può permettere a chiunque di lasciarsi andare molto di più di quanto si possa fare parlando normalmente”.

La campagna elettorale oggi si fa più sul web o con i sondaggi?

“Con i sondaggi e con una deriva pazzesca: ormai i sondaggi non aiutano gli strateghi ma fanno parte della strategia. Questo è molto grave. Si sente quello che la gente si vuol sentir dire e poi si dice...”.

Non vedremo più le tribune elettorali?

“Non vedremo mai Berlusconi contro Veltroni, da soli. Avremmo dovuto vederli con tutti gli altri. Ed invece niente di niente. La Commissione di Vigilanza sulla Rai ha preso questa decisione che lascia tutti affranti. C’è in onda in attesa delle Tribune elettorali la politica che è capace di smentire se stessa nel giro di 24 ore se un sondaggio rivela che una proposta nel programma risulta impopolare. La politica, sceglie il personale politico da variabili quali l’aspetto giovanile, la telegenicità, le belle gambe, perchè “la gente vuole” leader giovani o giovanili, bellocci e sorridenti davanti alle telecamere. Un approccio semplicistico teso a saper vendere un soggetto politico, con i tempi brevi di questa campagna elettorale può rivelarsi controproducente”.

Nemmeno il “modello alla Jacobelli”?

“Neanche il modello alla Jacobelli che abbiamo studiato abbondantemente con politici da una parte e pattuglie di giornalisti dall’altra con in mezzo un moderatore con il bilancino del farmacista può funzionare in questa campagna elettorale da Terza Repubblica in cui tutti dicono che hanno semplificato ma ci ritroviamo con 10 candidati premier”.

Tv e blog. Qual è lo strumento politico più persuasivo a livello comunicativo?

“Sono strumenti diversi e che si rivolgono a target diversi. Per i più anziani la tv, per i più giovani il blog. Ma si tratta sempre di riempirli di contenuti di far uscire messaggi chiari. Occorre l’uno e l’atro”.

Come si controlla la “par condicio” nel web?

“Missione impossibile. Internet è uno spazio incredibilmente libero”.

Il partito politico che usa di più la comunicazione telematica?

“Partito Democratico e Popolo della Libertà. Ma questo non significa che sono interattivi. Anzi. Espongono la loro merce nella speranza di catturare il consumatore-elettore con il partito-prodotto”.

E quelli al di sotto della sufficienza?

“Tantissimi, quasi tutti gli altri. Avvieremo un nuovo monitoraggio della campagna elettorale. Questa è una notizia in esclusiva. Con tutti gli accorpamenti e divisioni che ci sono state il precedente monitoraggio non è più attendibile”.

Un pronostico, sulla scia della sua analisi, chi sarà il premier: Veltroni o Berlusconi?

”Berlusconi”.

Secondo una ricerca di Swg, i “grillini”, sono la spina nel fianco del centrosinistra. Il popolo dei blog è più di centrosinistra o centrodestra?

“E’ un popolo contro la Casta. Ma forse più di sinistra, non centrosinistra…”.

Se la comunicazione ormai si fa su internet, come mai ha scelto di pubblicare un testo e di farlo circolare in libreria?

“I libri sono testimonianze certe. Rimangono nelle biblioteche e nelle nostra librerie. Fotografano l’esistente, lo raccontano. Per noi sociologi della comunicazione non è facile perchè i libri come le medicine "scadono" velocemente. Dopo due anni lascia una traccia ma magari non è più attuale”.

Anna Germoni

Fonte IMGPress

 
 

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