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Pesce d’Aprile al “cacao fossile”

Del: 20/03/2008

Dal colosso industriale perugino che continua ad appagare coi suoi famosi “Baci” svariate generazioni di mamme, mogli, fidanzate e amanti di tutto il mondo, allo scrigno nursino traboccante di “cioccolose” delizie, la strada è breve quanto agevole e diretta… basta attraversare la Valnerina e fare sosta nella splendida piana di Norcia, antico baluardo posto a confine tra i versanti umbro e marchigiano della Catena dei Monti Sibillini. In oltre vent’anni di attività imprenditoriale, Gabriele Verucci ha fatto della sua azienda artigianale un’eccellenza del marketing territoriale ben integrata nel business delle tipicità locali.

L’importazione dal Ghana e dall’Arcipelago africano di São Tomé e Principe del cacao più raro e pregiato, l’aria tersa col giusto tasso di umidità e  corroborata dai monti circostanti,  l’utilizzo di soli ingredienti biologici di prima scelta (oltre al cacao, nocciole-Piemonte e delle Langhe, salutari noci Macadamia, tartufo nero pregiato, farro e lenticchie locali DOP ecc.), una manualità accorta e sapiente coadiuvata da macchinari e sistemi tecnologici di controllo improntati agli antichi metodi tradizionali, costituiscono il “segreto dei segreti”  della bontà e del gusto inimitabile dei prodotti col marchio “Cioccolateria Vetusta Nursia”. Un brand esportato negli Stati Uniti, in Germania e soprattutto apprezzato dai Giapponesi che, dopo un sopralluogo nell’azienda nursina per attestarne l’idoneità e la nettezza ambientale indispensabili per non alterare il sapore della materia prima, hanno ospitato più volte  a Tokyo meeting dimostrativi  sulla lavorazione e produzione di questo cioccolato “puro” made in Italy ( www.norciaciok.it ). L’essenziale e delicata fase intermedia, cioè il procedimento che trasforma il cacao nel prodotto finito e atto al consumo di cui la cioccolateria nursina è tanto fiera, consta di tre importanti fasi: 1) miscelazione degli ingredienti a una temperatura di ca. 45° per 48/50 ore; 2) la “tempera” in cui il prodotto, portato a 29° ca. si fa colare in stampi dalle più fantasiose fogge; 3) il raffreddamento a 8° ca. per 20/30 minuti. Altro procedimento è riservato al “Ciocokrok” e al cioccolato dietetico (per iperglicemici) preparati esclusivamente col delicatissimo cacao fossile di São Tomé ormai quasi in estinzione, ed unici nel loro genere e inimitabili giacché lavorati manualmente sulla nuda pietra dal principio alla fine. Così, dopo un accurato confezionamento, il “cacao meravigliao” è pronto per far bella mostra di sé negli scaffali del mini-market aziendale e della boutique nel centro storico di Norcia o per essere esportato oltralpe e oltreoceano a testimoniare, con il motto “Amore e Passione per il Cioccolato” il know-out di un’impresa che ha saputo ben coniugare tradizione e innovazione con  le risorse e le tipicità locali. E non pensate a uno dei suoi squisiti “pesci d’aprile” se  Verucci, con sorriso sornione, vi racconta che il suo cioccolato è “vivo e respira”, perché il cacao mantiene in tutte le fasi della lavorazione un elevato potere di assorbimento e una incredibile sensibilità reattiva all’ambiente fino a contagiarsene, parimenti a quanto lo contagia coi suoi sublimi effluvi e il suo personalissimo, vellutato e inimitabile gusto!
           

Anna Maria Piscitelli
www.elissa.net “L’eco della Sibilla”
Info: anny@elissa.net - edmir@tin.it

 
 

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