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Milano, voglia di Expo

Del: 26/03/2008


È iniziato il conto alla rovescia: oggi si saprà chi tra Milano e Smirne si aggiudicherà l’Expo 2015.
Un rush finale senza fiato in cui What’s Up si è addentrata, parlandone con Roberto Daneo, Managing Director del Comitato di Candidatura milanese.

Il 2015 sembra una data ancora lontana, eppure qualcuno freme come se fosse una scadenza imminente.
Non c’è tregua per gli addetti ai lavori, perché il mese di marzo sarà decisivo: il 31 infatti, il BIE (Bureau International des Expositions) rivelerà al mondo intero la città che, tra sette anni, ospiterà l’Expo.
Le candidate rimaste sono due: Smirne, città posizionata sulla costa centro-occidentale della Turchia, e Milano, centro nevralgico dell’economia italiana.
“Siamo molto fiduciosi, sia per l’intenso lavoro svolto a livello diplomatico, con i due Forum tematici, la Visita Ispettiva e il Dossier di candidatura, sia perché i delegati del BIE hanno definito in termini molto lusinghieri quel che abbiamo fatto” commenta Roberto Daneo, Direttore del Comitato di Candidatura.

Si è largamente discusso sui vantaggi per l’immagine di Milano che, proprio grazie all’evento, potrebbe riconfermarsi nel firmamento delle città che contano.
Per capire quanto sarebbe importante una vittoria, basta dare un’occhiata ai numeri: opere per più di 3 miliardi di Euro, 70 mila nuovi posti di lavoro, oltre 29 milioni di visitatori ed indotti economici ben oltre il lasso di tempo della manifestazione.
Non ci saranno problemi di congestione della città perché, assicura Daneo, “uno studio del Politecnico di Milano ha creato un piano mobilità, destinato a sostenere i milioni di visitatori previsti e a implementare i mezzi di trasporto pubblici, compresa la TAV, che condurranno direttamente nel nuovo polo di Rho-Pero”.

La zona può contare su una superficie di oltre 1,5 milioni di m2, situata in una zona strategica a poca distanza dagli scali aeroportuali di Milano Malpensa, Linate e Orio al Serio, e dove confluiranno la rete ferroviaria, la linea della metropolitana e le autostrade A-4 e A-8/A-9.
Grandi numeri, con 181 espositori tra cui 10 organizzazioni internazionali multilaterali e 30 imprese di tutto il mondo presenti nei padiglioni della manifestazione, all’ombra di una Torre di circa 200 metri che sovrasterà l’intera area.
Ma il polo non sarà una meta isolata dal resto della città perché Expo, come prosegue il nostro interlocutore, significa anche “reciproco scambio e cooperazione fra esposizione e città, per valorizzare tutte le aree di trasformazione urbana e i siti di attrattiva culturale. Non solo quindi un Expo nella città, ma una città al servizio dell’Expo, attraverso la creazione ad hoc di itinerari culturali e di svago”.

A tal proposito verranno realizzati collegamenti molto particolari per raggiungere la zona di Rho-Pero: “Ci saranno vie d’acqua, navigazioni su un canale che passerà attraverso i luoghi storici, i parchi e le aree riqualificate. Un tragitto scandito da installazioni, realizzate da grandi artisti contemporanei, che reinterpreteranno le opere idrauliche di Leonardo da Vinci. Di altrettanto valore sarà l’itinerario delle vie di terra, servito da un innovativo sistema di trasporto ad elevata sostenibilità ecologica che collegherà la Darsena all’Expo attraversando il centro cittadino, lungo un percorso realizzato ex novo”.
Traspare una grande fiducia dalle parole del Direttore del Comitato di Candidatura, che crede fortemente nei vantaggi di ospitare l’esposizione: “I grandi eventi sono un catalizzatore di nuovi investimenti e un acceleratore di quelli già programmati, come è stato per le Olimpiadi invernali di Torino. Quindi la scelta di Milano fungerebbe da impulso alla sua riqualificazione, soprattutto in termini di qualità della vita, aumento del tasso di occupazione e miglioramento della rete dei trasporti”.

L’ottimismo di Daneo si acuisce di fronte ad una domanda sul titolo proposto da Palazzo Marino per l’Expo (Feeding the planet, energy for life): “È un tema per cui l’Italia ha storicamente autorità. Le più importanti manifestazioni fieristiche mondiali dell’alimentazione di qualità si svolgono nel Bel Paese: Salone del Gusto, Terra Madre, Cibus, Vinitaly, Tutto Food, MiWine e Sana raccolgono circa 3 milioni di visitatori ogni anno”. Si concentrerà l’attenzione sul diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente, dando largo spazio all’innovazione, alla ricerca e all’educazione, soprattutto dei più giovani.

L’Expo sarà una grande occasione per la città e per i suoi cittadini, che dice Daneo, “in un recente sondaggio dell’Università IULM, si sono espressi positivamente per oltre l’82%”, e darà linfa anche agli Atenei cittadini che stanno già collaborando con il Comitato di Candidatura.
Di fronte ad un simile scenario non si può che essere ottimisti, anche se, dietro le quinte, rimangono insolute alcune questioni.
Anzitutto Milano è una città che negli ultimi anni sta tramontando sotto il profilo culturale, e questo potrebbe diventare un pessimo biglietto da visita nel caso arrivassero milioni di visitatori attratti anche dal tessuto intellettuale meneghino. Inoltre, potrebbe esserci il pericolo di un’altra “Italia ’90”, con grandi opere che, al termine dei Mondiali, sono state scarsamente riqualificate e riutilizzate. Daneo assicura che ciò non accadrà perché “il contesto post-Expo entra rigorosamente a far parte del progetto stesso. Uno degli obiettivi è proprio massimizzare l’impatto economico ed occupazionale a breve termine, con risultati di medio e lungo termine, in modo da operare stabilmente sulla capacità di offerta della città”.
È prevista per questo anche una riconversione dell’area espositiva con nuovi spazi verdi, staremo a vedere se le promesse saranno mantenute.

di Marco Crosetto
rendering Comitato Candidatura Expo Milano 2015
Tratto da What’s Up magazine 19, marzo 2008

 
 

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