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Rivoluzione Web 2.0

Del: 03/04/2008

Web 2.0 è prima di tutto una etichetta, quanto mai evocativa, che tenta di racchiudere le recenti evoluzioni del web. Alcuni sostengono che in realtà dietro l’etichetta ci sia il vuoto, altri che invece finalmente ci si stia avvicinando allo sfruttare realmente il potenziale di internet.

Da qualunque parte voi stiate, è comunque interessante cercare di capire meglio cosa si sta muovendo, quali sono gli attori che stanno dando forma a questa nuova rivoluzione digitale, quali le aziende di successo che stanno dominando il mercato virtuale ma soprattutto quali i  principi di funzionamento delle recenti applicazioni sul web che incarnano lo spirito di questa nuova epoca.
Ross Mayfield, CEO di SocialText  e uno dei più visionari esperti contemporanei del web, ha dichiarato recentemente: "Il Web 1.0 era il commercio. Il Web 2.0 è le persone.” Una bella sintesi, che racconta un percorso che va dalla terra promessa dell’e-commerce, passando per la bolla speculativa che esplose nel 2001 lasciando sul campo diverse dot-com, per arrivare al presente, caratterizzato da un rinnovato ottimismo e un cospicuo flusso di investimenti alla ricerca della prossima YouTube. Già, perché di questo si tratta, “user generated content”, come direbbero gli americani, ovvero “contenuto generato dall’utente”. La vera democrazia, o anarchia, se preferite, in cui community, blog, open source, wiki, tag, RSS feed e altre parole che sono ormai entrate nel nostro gergo comune simboleggiano un mondo in cui è l’utente, non più le aziende, a dettare le regole del gioco. Un mondo in cui la comunicazione via web non è più ad una via e one-to-many, ma a diverse vie in contemporanea e many-to-many. Chi di noi non ha messo il naso almeno una volta o sentito parlare di siti ormai divenuti culto come Flickr, Linked-In, FaceBook, Skype, Wikipedia, MySpace, solo per citarne alcuni? Le parole d’ordine di oggi sul web sono partecipazione e condivisione. L’appartenenza ai giusti network on-line può fare la differenza nel trovare un appartamento in centro storico a Roma per una festa allo stesso modo di un lavoro all’estero. Ma soprattutto, l’esprimere se stessi attraverso questi canali determina la nascita di una vera e propria identità digitale, e la volontaria partecipazione a diversi gruppi on-line in simultanea facilita la segmentazione del mercato secondo variabili precise e raffinate, essendo auto-determinate dagli stessi consumatori. Per questo motivo, e per il chiaro trend negativo che affligge i cosiddetti media tradizionali, chi lavora nel marketing ha tutto l’interesse a tenersi aggiornato sull’evoluzione dei new-media. Perché si sa, le evoluzioni nel mondo on-line, se di successo come sembra essere in questo caso, assumono in fretta il carattere di vere e proprie rivoluzioni.

Fabio Sgaragli
Ticonzero.info (
www.ticonzero.info)

 

 
 

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