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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Dis- Continuità e…

Del: 09/04/2008


Dis-Continuità
: la parola, il concetto, l’idea di valore su cui si sviluppa la tredicesima edizione del Marketing Forum.
‘Nel mondo del marketing e della comunicazione bisogna sempre cercare di stupire, rompendo gli schemi precostituiti, è l’unico modo per essere continuativi.’ Con queste parole Claudio Honegger, amministratore unico di Richmond Italia, ha aperto l’incontro stampa volto a presentare l’evento di quest’anno. Focus di questa edizione sarà l’individuo, inteso come persona e non solo come professionista. Uomini e donne che operano nel marketing sono ogni giorno posti di fronte ad importanti scelte, lavorative e private: i workshop affronteranno il tema della routine lavorativa da un punto di vista più intimo ed umano.

Perché dis-continuità?
Occorre ridefinire una mappatura sociologica e culturale, nuova rispetto al passato, in seguito a cambiamenti che hanno investito la vita geopolitica, sociale e culturale del nostro e degli altri Paesi. La scolarizzazione di massa, l’aumentata capacità critica, il deterioramento dei rapporti verticali a favore di quelli orizzontali hanno cambiato prepotentemente il modo degli italiani di gestire il proprio tempo. Sulla base dei dati raccolti, Giorgio Licastro, Department Manager di GfK Eurisko, ha tracciato castelli interpretativi sulla fruizione presente e futura dei mezzi di comunicazione. Un occhio al passato mostra come dal 2001 al 2007 ci sia una percezione di riduzione del consumo dei mass media. In realtà, per percezione si intende una modalità anticipatoria, ancor più importante se si traccia un ipotetico percorso di fruizione da parte della popolazione italiana nei confronti dei mezzi di comunicazione per i prossimi anni.

Guadagnano, come la crescente personalizzazione e gli user generated content ci dimostrano, internet e tv tematiche, perdono i media tradizionali.
Attenzione però a gridare alla completa emancipazione comunicativa! Ciò è vero, infatti, per una parte della popolazione italiana, che secondo il linguaggio di Eurisko appartiene a coloro che hanno stili multimediali. Protagonisti del loro contesto sociale, uomini e donne con livello di istruzione e reddito alto scelgono internet, radio e cinema: ipersellettivi nella scelta dei contenuti da masticare hanno poco tempo per fruirli e per coltivare i propri interessi. Ancora in linea con le tendenze comunicative i cosiddetti ‘bamboccioni’ additati da Padoa Schioppa, informati e interessati, devono sottostare alle regole di casa per il consumo di alcuni mezzi, come ad esempio la tv satellitare. All’opposto troviamo una larga fetta di popolazione, composta in maggioranza da donne, casalinghe e operaie, che hanno una ‘tendenza Mediaset’, sintonizzate per la maggior parte del tempo trascorso in casa sulle reti ammiraglie commerciali. Un buon canale per raggiungerle è il direct mail, se si pensa che il livello di attenzione dedicato alla corrispondenza è di circa 4 minuti, potenzialmente più elevato se si ricevono messaggi postali personali.

Altre sono le donne che guardano molto la tv satellitare: appartenenti alle aree dell’Italia centro meridionale sono casalinghe o impiegate. Ancora, in quest’immaginaria cartina mediale dell’Italia ritroviamo i senatori, persone abbastanza mature che, colte ed informate, leggono molta stampa quotidiana e periodica e si soffermano su internet.
Vecchie e nuove tecnologie si completano, si avvicendano e si inseguono, all’insegna della dis-continuità.
Nessuna sostituzione, solo recupero e ribaltamento dei processi che hanno regolato il passato, per gettare le basi di un nuovo futuro.

Serena Poerio

Per leggere la GfK ricerca Eurisko, scarica l’allegato!


Allegati:
Ricerca GhK Eurisko

 
 

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