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Il consumatore digitale, le nuove regole di ingaggio

Del: 10/04/2008


Cari pubblicitari ed uomini di marketing (italiani) lo scenario è nuovamente cambiato.

Tutte le vecchie teorie di marketing e comunicazione sono ormai prossime (anche in Italia) alla rottamazione e questa volta senza nemmeno il bonus statale.

Dal MipTV 08 di Cannes la tendenza è certa e definitiva, il consumatore d’ora in poi sarà digitale, totalmente digitale.

Ma che significa tutto ciò?

È semplice, ai bei tempi i consumatori erano facilmente influenzabili, ragionavano poco, credevano molto e di conseguenza riempivano i carrelli ai supermercati, e tutti gli attori della filiera del marketing e della pubblicità facevano tanti soldi con (relativamente) poca fatica ed erano molto contenti.

Oggi, dopo la crisi dell’euro, internet, il mobile, i blog, i siti web 2.0 il consumatore ha (suo malgrado)  imparato una nuova regola: informarsi, informarsi ed ancora informarsi prima di compiere una qualsiasi azione.

Ed il digitale è il veicolo per fare ciò.

L’errore, che emerge prepotentemente dalle numerose tavole rotonde che si svolgono in questi giorni a Cannes, è non ascoltare questa nuova esigenza e soddisfarla di conseguenza, con tutti gli strumenti a disposizione.

Anche il social network diventa un veicolo importante di informazione anche costruendo reali comunità di interesse centralizzando l’azione comunicativa in cluster definiti e mirati.

Il MipTV 08 non è più solo la fiera dei contenuti televisivi, ma sta diventando, grazie alle sue conferenze, uno degli eventi più importanti dove discutere di marketing e pubblicità.

Ma torniamo al nuovo consumatore digitale: la definizione è trasversale sia in relazione al ceto culturale che al proprio livello di ricchezza, insomma, ricchi e poveri, proprio tutti, si informano in relazione al proprio potere d’acquisto ed al proprio livello culturale.

Il consumatore digitale è un soggetto che ha imparato bene i trucchi commerciali e pubblicitari delle aziende, che diffida della comunicazione troppo ovvia, che ascolta di più il proprio simile incontrato per caso in un social network e che non si affida più alla (credibilità) degli spot miliardari diffusi dai vari brand sulla tv ed anche su internet.

Lo ammetto è una bella rivoluzione epocale, anche se in Italia è tuttora poco percepita ma solo dai brand, molto di più invece dai consumatori che grazie anche alla innata curiosità tricolore, si informano… eccome se si informano.

Tra l’altro l’evoluzione del consumatore digitale prescinde dalla piattaforma di riferimento, utilizza tutti i media a sua disposizione: sia i vecchi media analogici, che tutti quelli digitali nelle varie eccezioni, sia fisse che mobili.

E’ un consumatore, quello digitale, che ama agire in ambito geo-localizzato, che ama la pubblicità contestuale, che probabilmente comprerà una scatola di pasta di una marca diversa perché raggiunto dentro la corsia del supermercato da un messaggio via bluetooth con l’offerta speciale della concorrenza.

Ma se si troverà bene e non lo “fregherete” sarà il più grosso amplificatore di credibilità della marca relativamente ai suoi contatti, al suo social network personale, magari utilizzando lo stesso sms che gli è stato appena inviato sul cellulare.

Ma attenzione … non è che il consumatore digitale ‘consumerà’ meno pubblicità, cioè quella che tiene in vita i centri media giusto per intenderci, anzi.

Sicuramente la comunicazione dovrà essere più mirata e probabilmente meno invasiva, ma la diminuzione della pressione non dovrà rappresentare una diminuzione dei fee.

Si arriverà ad una situazione dove i messaggi pubblicitari saranno più ‘chirurgici’ più digitali e meno invasivi, ma andranno ideati pianificati e diffusi e questa attività di intelligence avrà un elevato costo in quanto determinerà il successo dell’iniziativa.

Anche qui a Cannes si sono visti molti centri media storcere il naso, fare più attività di studio ed analisi che non di vendita di massa non è certo nel loro Dna anche negli altri paesi europei ed USA.

Ma volenti o nolenti si dovranno adeguare pena vedersi ridurre progressivamente i budget milionari che sempre più spesso vengono dissipati contro il muro di gomma del nuovo consumatore digitale.

Un consumatore digitale che, come un alieno, è ormai atterrato da tempo sul nostro pianeta, e si è già trasmutato in molti di noi (consumatori).

Michele Ficara Manganelli
Presidente Assodigitale
  Associazione Industria Digitale Italiana

 
 

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