Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

La Ferrari e le sue donne, un mito che dura da 60anni

Del: 16/04/2008


Una mostra per celebrare il rapporto tra il gentil sesso e il mito dell’intramontabile rossa: ’La Ferrari e le donne’. È questa l’iniziativa nata dalla riscoperta delle storiche foto che testimoniano la costante presenza di donne belle e affascinanti a fianco delle lucenti fuoriserie.
La mostra ha preso il via quest’inverno presso la Galleria Ferrari di Maranello e giovedì 3 aprile è arrivata a Roma, presso il Ferrari Store di via Tomacelli, dove rimarrà fino al 5 maggio mentre il 7 maggio si sposterà a Milano, presso il Ferrari Store in piazza del Liberty, dove rimarrà fino al 23 maggio.

L’esposizione si articola in una suggestiva sequenza di immagini storiche che attraversa i 60 anni della storia della scuderia Ferrari.
«Abbiamo guardato il nostro archivio – spiega Giovanni Perfetti, curatore della mostra e Direttore della Galleria Ferrari, - e abbiamo notato, con un po’ di stupore, che sono molte le donne che in questi 60 anni hanno affiancato i modelli Ferrari. Ad esempio Roberto Rossellini nel 1954 fece costruire un esemplare unico, una Berlinetta 375 Mille Miglia, appositamente per Ingrid Bergman» esemplare che oggi è esposto al Salone di Parigi. Nel ’57 Liliana de Rethy chiese a Enzo Ferrari di realizzare un modello esclusivo di 250GT coup, anche Francois Sagat amava guidare la sua Ferrari così come Maria Gabriella di Savoia, Barbara Hutton e Isabella Taruffi.

«Negli anni – prosegue Perfetti – il binomio donna-Ferrari è diventato una costante, spesso erano le stesse donne, al fianco di celebri mariti, fidanzati e amanti, a spingere i propri compagni a possedere una Ferrari. E anche il cinema ha regalato indimenticabili immagini dove le protagoniste sono le Ferreri e le donne. Famose attrici hanno recitato su fiammanti modelli Ferrari. Grandi produttori e registi hanno infatti affiancano donne bellissime ad altrettanto meravigliosi esemplari di Ferrari, spesso unici». Ricordiamo Brigitte Bardot su una 250 GT spider nella scena del film “Il disprezzo” nel ’63, e ancora Monica Vitti, Zsa Zsa Gabor, Shirley McLaine, Ann Sroyberg, e Sharone Stone. Che dire poi della moda: anche l’arte del saper vestire non ha resistito al fascino del binomio Donne e Motori così «negli anni ’60 – ci spiega Giovanni Perfetti – Dior, per diverse stagioni, abbinò i suoi modelli a preziosi esemplari Ferrari».

La mostra – dove si possono ammirare anche tre splendidi esemplari che hanno animato questo filone: la 250 GT Spider del 1959, la 250 GT Berlinetta del 1962 e la 360 Spider del 2000 – con le sue suggestive immagini, restituisce al visitatore una storia lunga 60 anni dove le qualità del marchio Ferrari, quali la tradizione meccanica, il design, l’eleganza e la perfezione, vengono affiancate ad un altro tipo di perfezione ed eleganza, quella di donne indimenticabili. Una prospettiva diversa per osservare stupende automobili messe al servizio delle donne; ma anche quella di bellissime e affascinanti signore che nel tempo hanno stretto un legame tanto forte da contribuire alla costruzione di un mito intramontabile. Come sottolinea Perfetti «anche le donne hanno condizionato la storia della Ferrari rendendola un vero mito».

Marco Ferri

 
 

Business Video