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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Sfatiamo un mito: nome e logo non fanno un brand!...Ma aiutano!

Del: 18/04/2008

Branding Lesson1: un brand non è un nome e non è un logo

Ok, quindi state dicendo che Nike e il suo bel logo non sono un brand?
Sì, è esattamente così, il brand è il feeling che quell’azienda e i suoi prodotti trasmette alle persone.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

(this fantastic photo is by MLeak)

Se cambi brand, cambi feeling. Il feeling che ti trasmette Nike non può essere legato solo al suo logo. Così come il feeling che ti trasmette una persona non è semplicemente legato al suo nome!

Ma, nome e logo aiutano...

Sono un TAG, un’etichetta, uno strumento semplice con cui il nostro cervello può marcare una sensazione, un’esperienza.

Sono un buon modo per ricordare e richiamare dalla nostra memoria un brand.

Sono il miglior contenitore su cui impilare emozioni ed esperienze legate ad un prodotto o ad un’azienda

Molti brand sono famosi anche per nomi e loghi assolutamente azzeccati. Dobbiamo pensare prima a che tipo di sensazioni siamo in grado di trasmettere, un brand si basa in gran parte sulla costruzione di fiducia, non possiamo deludere, poi dobbiamo pensare a un nome ed un logo che siano in grado di ricordarle!

Qui sotto trovate 4 classici errori che io considero fatali nel decidere un nome o un logo:

1. EXPLANDING è la somma di explanation e branding. Se pensi di utilizzare un nome o un logo inserendovi qualcosa che descriva la tua azienda o i suoi fattori di successo, 9 su 10 ti cacci nei guai. Logo e nome devono lavorare sull’immaginazione, sul lato destro del cervello, non sulla razionalità, devono far ricordare una sensazione, non descriverti qualcosa!

2. LOCALIZATION non è importante se lavori in una società da 10’000 dependenti o sei da solo, se pensi ad un brand non pensarlo mai localmente e basta, cerca di capire cosa significa in altre lingue, a cosa è associato. Come primo strumento usa Google, ti permette di capire al volo se sei sulla strada buona e se stai pensando a qualcosa di comune o unico.

3. TASTEDING la classica cosa che succede quando imprenditori e manager pensano ad un nome o ad un logo è quella di basarsi troppo sui propri gusti, bisogna guardare l’efficacia su chi non è coinvolto nel processo di creazione, non se piace o non piace a se stessi...

4. FOLLOWERMANIA Ci sono un miliardo di nomi in giro, dovete cercare di essere unici, sempre. Qualche volta mi è capitato di vedere qualcuno ispirarsi a brand famosi, storpiandoli o semplicemente ricordandoli nel proprio nuovo nome. E’ un modo classico per lavorare sulla memorabilità (awareness hacking) del nome o del logo. Così chi lo sente per la prima volta spesso dice: "...già sentito da qualche parte, mi suona familiare". Ok, avete forzato la visibilità del vostro nuovo nome, ma RICORDATEVI sempre che non stanno parlando di voi, stanno parlando di esperienze di altri, di sensazioni di altri, di valori di altri...devono parlare di voi, ecco perchè dovete essere unici!

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico, presidente
ADVBOUCLE & PARTNERS
http://www.advboucle.com

 
 

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