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Il web non ha limiti se è accessibile!

Del: 24/04/2008

Accessibilità vuol dire soprattutto e-partecipation, cioè la rimozione delle barriere informatiche. Con questo termine si indicano le difficoltà che i disabili incontrano nell’usare un sistema informatico, che discendono da: carenze nella progettazione del software e dei contenuti dei siti web, che non tengono conto dei principi della progettazione universale e dell’usabilità, peraltro ormai approfonditamente studiati e oggetto di raccomandazioni e standard a livello internazionale.

L’importanza dell’accesso dei disabili alle tecnologie informatiche è stata sottolineata da tempo in numerosi documenti internazionali ed è argomento prioritario nei programmi della Commissione europea.
In Europa da molti anni si discute e si studiano soluzioni per garantire la “parità di diritti” anche in ambito tecnologico. Da questo punto di vista, l’Italia rappresenta un esempio da imitare: si deve andare indietro di 7 anni (marzo 2001), periodo in cui la Circolare della Funzione Pubblica “Linee guida per l’organizzazione, l’usabilità e l’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni” e al 2004 la legge che ne ha fissato i “paletti” (L. n. 4 del 9/1/2004 – Legge Stanca).
E’ stato un passo molto importante in quanto le Pubbliche Amministrazioni sono state “costrette” a rendere disponibili le proprie informazioni a TUTTI, senza disparità di trattamento e di possibilità.
La legge si riferisce a “strumenti informatici”, gli enti pubblici devono quindi garantire che qualsiasi sia l’output scelto (cd-rom, sito web, filmato, ecc…) questo sia usufruibile da tutti. La legge Stanca approfondisce in modo particolare Internet, che nel contesto ricopre il ruolo più importante.

Un sito web è definito accessibile quando la sua navigazione avviene senza problemi anche da parte delle persone che utilizzano tecnologie assistive.
Per esempio, una persona non vedente, che utilizza un particolare software (Screen-reader) per farsi leggere da una voce sintetizzata le pagine, ha il diritto di farlo senza complicazioni.
Tutto ciò è possibile se la pagina web non presenta errori e presenta particolari caratteristiche strutturali.
Molti sono gli enti pubblici che hanno seguito il percorso per essere conformi ai requisiti di accessibilità richiesti dalla legge Stanca. Questi sono tutti raccolti nel sito ufficiale della accessibilità dei siti web www.pubbliaccesso.gov.it gestito dal CNIPA, Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, attivo presso la Presidenza del Consiglio per l’attuazione delle politiche del Ministro per le riforme e le innovazioni nella PA.
Un altro link importante per approfondire il tema dell’accessibilità on-line è www.accessibilitaonline.org; una iniziativa nata da un gruppo di persone che esercitano la loro professione nei  settori della comunicazione, della tecnologia, del sociale impegnate nella   sensibilizzazione e  diffusione delle innovazioni tecnologiche e al superamento delle barriere multimediali.
Come funziona la procedura di certificazione di un sito web e di adeguamento ai parametri di accessibilità richiesti?
Vengono controllate tutte le pagine del sito, vengono se necessario corrette e rivalidate in modo da eliminare tutti gli errori e poi viene accreditato il bollino dell’accessibilità.
Coloro che hanno raggiunto questo traguardo ne vanno molto orgogliosi e ciò significa che il tema dell’accessibilità web ha trovato un terreno fertile tra la PA per crescere e portare importanti e significativi frutti.
Altri temi legati all’accessibilità sono l’alto contrasto e l’usabilità, che ritroveremo prossimamente sempre su questa sezione…..


Edi Florian
“Immagine e Reputazione”
edi.florian@ediflorian.com
www.ediflorian.com

 
 

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